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Grazia Rongo

Gli indagati sono Mauro Vizzino, 45 anni di Mesagne, ex presidente della Commissione sanità, e il cognato Leonardo Perez, ex giocatore della Virtus Francavilla. La Procura di Lecce ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio per Mauro Vizzino, 45 anni di Mesagne, ex consigliere regionale ed ex presidente della Commissione sanità, e il cognato Leonardo Perez, ex giocatore della Virtus Francavilla, quest’anno in forza al Casarano. I due sono indagati nell’ambito dell’attentato a colpi di arma da fuoco avvenuto a Melendugno la notte del 23 febbraio 2023 contro l’auto, un’Audi A6, dell’allora allenatore della Virtus Francavilla Antonio Calabro, oggi in serie B con la Carrarese, parcheggiata davanti la sua abitazione. Secondo l’impianto accusatorio l’attentato, i cui autori materiali al momento restano ignoti, sarebbe stato organizzato per vendetta nei confronti dell’allenatore salentino reo dello scarso impiego del calciatore mesagnese nella stagione 2022-2023.

La presentazione del nuovo piano nazionale aeroporti per i prossimi dieci anni. Ci sono interessanti novità per gli aeroporti pugliesi. La rete aeroportuale pugliese è stata inserita nel nuovo piano nazionale aeroporti 2026-2035, come “unica che ha definito il complesso procedimento di carattere normativo per la costituzione di un ‘network’ recependo la relativa direttiva europea” il piano è stato illustrato a Roma dal Ministro dei Trasporti Matteo Salvini. C’era anche il presidente di aeroporti di Puglia Antonio Maria Vasile: “Si tratta di svolta importante per il futuro del trasporto aereo italiano” ha dichiarato Vasile, “ed è motivo di orgoglio Il fatto che il modello Puglia, prima e unica rete aeroportuale italiana, venga assunto come riferimento per l’evoluzione della rete nazionale in 13 sistemi integrati aeroportuali”.

Oltre 900 atleti provenienti da tutta la Puglia hanno preso parte a “Murgia in corsa”, gara podistica organizzata a Santeramo in Colle. Tre-due-uno, partenza! Ecco la marea di atleti, 903 partecipanti provenienti da tutta la Puglia, che domenica a Santeramo in colle, hanno preso parte alla Murgia in Corsa, la gara podistica su strada di 10 chilometri, sesta tappa del campionato regionale Corripuglia. Tra gli iscritti c’erano anche 176 donne in rappresentanza di 92 società. L’evento è stato organizzato dal’Asd Murgia Marathon Santeramo. Ha coinvolto Piazza Di Vagno e le vie del centro con runner, famiglie, tifosi e volontari. Una festa dello sport colorata e rumorosa che ha allietato la giornata anche a chi non si è cimentato nella corsa ma ha fatto solo da spettatore. Ha vinto la Happy Runners Altamura, a seguire Nadir on the road Putignano e poi Amatori Putignano, Atletica Monopoli e Gioia Running. Michele Laurieri ha tagliato il traguardo dopo 32:48 lasciandosi alle spalle sia Luca Nuzzi, secondo in 33:10, che Giovanni Ceglie, terzo in 34:06. Tra le donne Francesca Pastore scende sotto i 40 minuti, 39:12 il crono finale, per precedere Elga Leo (40:22) e Stella Giampaolo (40:49). Una mattinata all’insegna dello sport e della passione che hanno animato Santeramo in Colle trasformando le strade cittadine in una grande pista all’insegna della condivisione. L’impegno di organizzatori e associazioni coinvolte, insieme al contribuito degli esercizi commerciali, ha contribuito al buon esito della iniziativa. Appuntamento alla prossima edizione.

La libertà di informazione e di stampa sono alla base anche della lotta alla criminalità. E’ quanto emerso dal confronto tra il giornalista Sigfrido Ranucci, il procuratore capo di Trani Renato Nitti e gli studenti. “La passione non la fermi con la bombe e non ha cambiato il nostro modo di fare giornalismo”. Sigfrido Ranucci, giornalista sotto scorta da anni e vittima di un attentato a ottobre 2025, ha sintetizzato così ai ragazzi dell’istituto Aldo Moro di Trani, cosa significa oggi essere un reporter, inseguire ed approfondire le notizie.

Erano state catturate con reti a strascico. Festa del mare sulla spiaggia di Pane e Pomodoro a Bari. Due tartarughe caretta caretta sono state liberate dopo un mese di degenza nel centro di recupero di Molfetta. Intervista a Pasquale Salvemini

Il nucleo Annona ha sequestro circa 400 bevande tra birre, bottiglie d’acqua e bevande gasate. Individuato un banchetto abusivo di sgagliozze e popizze sul lungomare di Bari, all’angolo con Arco San Nicola. La polizia locale ha scovato la bancarella priva di autorizzazione e ha sequestrato tutto: sacchetti di carta, impasto lievitato, tavolini, piastre, padelle per la frittura e bombola del gas. Oltre alle sgagliozze il nucleo Annona ha sequestro circa 400 bevande tra birre, bottiglie d’acqua e bevande gasate.Quest’anno, per la festa di San Nicola, il settore Attività produttive del comune di Bari ha rilasciato 34 concessioni.

L’ambulanza del 118 è intervenuta in Corso Italia su segnalazione della polizia locale, ma quando il personale sanitario è arrivato non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo. Avrebbe compiuto 44 anni domani Nicolae, senza fissa dimora originario della Moldavia trovato morto questa mattina a Bari. L’ambulanza del 118 è intervenuta in Corso Italia su segnalazione della polizia locale, ma quando il personale sanitario è arrivato non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo.Nicolae era seguito dall’associazione di volontariato Incontra e dal pronto intervento sociale del comune di Bari. Aveva problemi di alcolismo, probabile causa del suo decesso. Non aveva documenti e per il riconoscimento della salma è intervenuto il presidente di Incontra, Michele Tataranni. Più volte gli era stato offerto aiuto che aveva sempre rifiutato. “La scomparsa di Nicola proprio nei giorni della festa del Santo” racconta Tataranni, “trasforma il momento delle celebrazioni in una dolorosa riflessione sulla fragilità e sulla solitudine urbana”.

Le indagini si stanno concentrando su un gruppo di giovanissimi, forse minorenni, che dopo l’aggressione mortale sarebbero fuggiti via. Potrebbe esserci una baby gang dietro l’omicidio di Sacko Bakari, il 35enne del Mali ucciso a Taranto sabato mattina in piazza Fontana, nella città vecchia. Le indagini si stanno concentrando su un gruppo di giovanissimi, forse minorenni, che dopo l’aggressione mortale sarebbero fuggiti via.  La vittima, bracciante agricolo regolarmente residente in Italia, stava raggiungendo il posto di lavoro quando è stato circondato e colpito con almeno tre fendenti. L’arma del delitto potrebbe essere stata un cacciavite. Probabilmente l’aggressione è scaturita dopo un litigio. Lui non aveva armi con se, nello zaino solo pochi effetti personali. 

. Ancora una notte insonne per i residenti del quartiere Umbertino di Bari.  Il comitato cittadino denuncia quanto accaduto la scorsa notte postando una serie di video più che eloquenti. “Dall’1 alle 4 del mattino” scrivono, “la mala movida ha imperversato senza freni, approfittando della mancanza di controlli e in assenza di provvedimenti ad hoc”.  Qui il video delle esibizioni canterine notturne che rendono impossibile la vita ai residenti Tutti ammassati tra via Abbrescia, largo Adua e via Cognetti hanno dato vita ad un karaoke notturno. Non solo la solita “Maledetta primavera” ormai  il tormentone notturno del quartiere, ma anche “Sere nere”, cantato a squarciagola senza alcuna remora e limite.  Il comitato denuncia: “non si può tollerare che i diritti costituzionalmente garantiti, tra cui la salute, vengano impunemente violati” e annunciano che chiederanno un incontro al Sindaco, l’ennesimo di una lunga serie. 

In diretta su Telenorba il Corteo di San Nicola da Bari. La Caravella è partita dal Castello Svevo di Bari intorno alle 20.45, poco più tardi rispetto all’orario stabilito. Tantissima la gente assiepata dietro le transenne, provengono da ogni parte della Puglia ma anche da altre regione, dalla Campania in particolare. Il direttore artistico e regista del corteo, Gianni Ciardo, ha voluto salutare tutti con un messaggio semplice, diretto ed efficace: “San Nicola è nostro. Se non fosse stato nostro, lo avremmo rubato. Niente di grave, lui ci avrebbe perdonato, anche perché sarebbe stato un furto d’amore e quando c’è amore tutto è perdonato”. Tra i figuranti anche il vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, che interpreta un nobile della città. Per lui una tradizione che si rinnova da oltre 10 anni e a cui, ha detto, non può assolutamente rinunciare. Potete seguire il Corteo in diretta su Telenorba

Rivolgendosi direttamente ai criminali, dice: “Bari non vi appartiene, Bari è di quanti amano e si identificano in San Nicola”. “Nel nome di San Nicola, sento il dovere di rivolgere un monito e un appello alla città: non deleghiamo ad altri la liberazione di Bari”. È il monito che l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, diffonde alla vigilia della festa di San Nicola e all’indomani del blitz che ha portato a 14 misure cautelari per due omicidi di mafia. “L’antimafia è compito di tutti” ricorda Satriano che, rivolgendosi direttamente ai criminali, dice: “Bari non vi appartiene, Bari è di quanti amano e si identificano in San Nicola. Non vogliamo essere ostaggio di chi controlla con la paura, imbavaglia nel silenzio e rinchiude nella rassegnazione”. Dopo la recrudescenza degli episodi criminali, serpeggiava la paura sulla festa del Santo Patrono. Motivo per cui sono aumentate le misure di sicurezza. Ma per Monsignor Satriano Bari non può abituarsi alla violenza. “Non possiamo permettere che i nostri quartieri diventino nomi legati alla paura, né che le strade, le piazze, i luoghi della vita ordinaria siano trasformati in scenari di sopraffazione”. Infine rivolge un pensiero ai più giovani: “Non consegnate la vostra vita a chi vuole usarla, non lasciatevi rubare il cuore. Siete fatti per la libertà, per l’amicizia vera, per la bellezza e per l’amore”.

E’ avvenuto il 5 maggio del 2026. I quattro ladri arrivano a bordo di un’Audi, abiti scuri, volto coperto. In tre minuti netti, quindi con tutta calma, . È sera a Santeramo in Colle ma non è tardi. Mancano cinque minuti 22 quando in corso Roma, in pieno centro cittadino, le telecamere di videosorveglianza filmano l’ennesimo furto d’auto. Qui il video del furto E’ avvenuto il 5 maggio del 2026. I quattro ladri arrivano a bordo di un’Audi, abiti scuri, volto coperto. In tre minuti netti, quindi con tutta calma, riescono a rubare l’auto grigia parcheggiata, una Mercedes GLC del valore di circa 65mila euro. L’agganciano con un cavo e la trascinano via. Immagini che purtroppo sono diventate fin troppo diffuse per un fenomeno, quello dei furti d’auto, sempre in costante crescita.

Il figlio di Patrizia Lamanuzzi, uccisa dal marito a Bisceglie il 15 aprile, rompe il silenzio ed esprime tutto il suo dolore . Elia Gentile, figlio di Patrizia Lamanuzzi, uccisa dal marito il 15 aprile scorso a Bisceglie, ha rotto il silenzio in cui – devastato dal dolore – si era trincerato e ha scritto una lettera a sua madre. Un lungo post in cui esprime tutto il suo dolore ma soprattutto l’amore che li legava. “Scusami se non sono riuscito a trovare le parole per dirti ciò che penso, da quel maledetto giorno si è spenta la luce nei nostri cuori, ogni giorno buio, cupo e senza senso. Mi sembra di essere capitato in un brutto sogno” scrive Elia Gentile, “Eri cosi bella, dolce, solare, piena di vita, di amore una mamma unica e speciale. Avrei voluto vedessi i traguardi miei e di Mauro” il fratello maggiore che tra poco diventerà padre. E poi una preghiera: “Ora che non sei più su questa terra” scrive Elia “guardaci da lassù”.  Infine la promessa: “Porteremo sempre in alto il tuo nome, il rispetto verso le donne e la tua storia. Nessuno qui ti dimenticherà mai, passeranno giorni, mesi e anni ma tu sarai sempre con noi. Ciao Angioletto mio, riposa in pace, tuo Elia”.  Patrizia Lamanuzzi è stata spinta giù dal quinto piano dal marito Luigi Gentile, che poi si è lanciato nel vuoto togliendosi la vita. L’ennesimo femminicidio si è consumato il giorno in cui i due avrebbero dovuto mettere a posto i documenti per la separazione che lui aveva voluto. 

Nei giorni scorsi si sono anche svolti a Roma,gli esami balistici sul caricatore dell’arma presumibilmente persa dal killer in fuga dopo il delitto. Gli investigatori stanno passando al setaccio ogni elemento utile per risalire al killer di Dino Carta, il 42enne personal trainer ucciso a Foggia il 13 aprile. In mattinata sono stati eseguiti gli accertamenti sugli abiti indossati dalla vittima la sera del delitto. Sperando che possano raccontare qualcosa dell’assassino. Per esempio se i colpi che hanno ucciso Dino carta siano stati esplosi da vicino o da lontano. Potrebbero esserci strappi o altri segni dai quali si può dedurre se la vittima abbia provato o meno a difendersi. Oppure un capello o altre fibre che possano fornire maggiori dettagli sul responsabile dell’atroce delitto.  Per il momento si cerca un’ombra: una persona in bicicletta, col capo coperto da un cappuccio, ripreso sul luogo dell’agguato pochi attimi prima dell’omicidio. E poi una donna che era lì vicino 20 secondi dopo l’esplosione dei quattro colpi di pistola mortali. Potrebbe essere una testimone oculare o comunque fornire elementi utili alle indagini. Nei giorni scorsi si sono anche svolti a Roma,gli esami balistici sul caricatore dell’arma presumibilmente persa dal killer in fuga dopo il delitto. Tante tessere di un puzzle difficile ma non impossibile da ricomporre. Fino a questo momento gli investigatori escludono un omicidio maturato nell’ambito della criminalità. Dino Carta era un bravo ragazzo e quella sera era in giro come sempre per portare a spasso il suo cane. Si ipotizza la pista della vendetta privata, legata ad un episodio avvenuto in passato nella palazzina in cui il persona trainer abitava. La morte di un ragazzo precipitato da un’impalcatura.

È accaduto mercoledì scorso durante il consiglio comunale mentre si discuteva sull’arrivo dei richiedenti asilo nella Casa della Carità. Una frase irripetibile, sessista e violenta urlata da un gruppo di cittadini di Manfredonia contro l’assessora al Welfare Maria Teresa Valente. È accaduto mercoledì scorso durante il consiglio comunale mentre si discuteva sull’arrivo dei richiedenti asilo nella Casa della Carità. Non una semplice offesa ma l’augurio di “subire violenza”. Parole di “odio e intimidazione” come scrivono le altre donne della coalizione di centrosinistra che esprimono solidarietà all’assessora. Valente, dal canto suo, ritiene che sia stato superato quel limite che contribuisce ad accrescere, ogni giorno, il clima di violenza che degenera nei femminicidi.

La tragedia ha colpito la comunità di San Donaci, in provincia di Brindisi. Lui è morto a causa di un infarto fulminante, lei non ha retto il dolore per la perdita dell’amato fratello . Fratello e sorella morti a poche ore di distanza l’uno dall’altra e una terza sorella è ricoverata in gravi condizioni. La tragedia si è consumata a San Donaci, in provincia di Brindisi. Angelo Verdoscia 50 anni, si è sentito male mentre era in un bar a prendere un caffè. Ha chiesto ad un amico di accompagnarlo a casa perché non si sentiva bene ma non ha fatto in tempo a tirare a casa. Si è accasciato sulla strada, un infarto fulminante non gli ha lasciato scampo. Claudia Verdoscia, 62 anni, non ha retto al dolore per la perdita del fratello. Anche lei, poche ore dopo aver appreso della morte di Angelo, ha avuto un malore che le è stato fatale. C’è una terza sorella che, duramente provata da quanto accaduto, si è sentita male. È ricoverata all’ospedale Perrino di Brindisi dove è stata sottoposta ad un intervento chirurgico, le sue condizioni sono gravi. Angelo e Claudia Verdoscia erano molto conosciuti nella comunità di Sandonaci. Erano persone brave e umili, dedite al lavoro nei campi. Una famiglia numerosa la loro, dieci figli, molto uniti. I funerali dei due fratelli si sono svolti sabato. 

Lunedì i funerali a Bisceglie. La ragazza si era trasferita in provincia di Brindisi da poco perché esigenze lavorative . Saranno celebrati il 4 maggio alle 15.30 a Bisceglie i funerali di Samantha Lacedonia, la 21enne morta in seguito ad un incidente stradale avvenuto sulla provinciale tra Ostuni e Ceglie Messapica. La procura di Brindisi intanto ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale. La ragazza, che si era trasferita da poco in provincia di Brindisi, era al suo primo giorno di lavoro e si stava recando in un locale di Ostuni quando si è scontrata con una Mercedes guidata da un 83enne. Il pm ha disposto il sequestro dei mezzi. 

Indagano i carabinieri che stanno ascoltando diverse persone coinvolte nella rissa e alcuni testimoni.. Omicidio a Tricase. Lo scontro tra famiglie pakistane in un’abitazione di via Cadorna finisce in tragedia. Un 28enne bengalese è morto dopo essere stato accoltellato. A colpirlo a morte sarebbe stato il fratello 33enne. Indagano i carabinieri che stanno ascoltando diverse persone coinvolte nella rissa e alcuni testimoni. L’area è stata transennata. 

. Dal pomeriggio di sabato 25 aprile non si hanno più notizie di Mariangela Lezzi, 39 anni, di Bari. È scomparsa intorno alle 13 da via Trevigiani 2. È alta 1.55, capelli castani molto corti, ha gli occhiali e un leggero strabismo. Al momento della scomparsa indossava una tuta rosa con inserti leopardati.È una ragazza fragile che ha bisogno di cure farmacologiche. Potrebbe essere in stato confusionale. Se qualcuno l’ha vista può contattare il 112 oppure chiamare il 3385283980

L’amministrazione comunale invita pertanto la cittadinanza a collaborare e a rispettare le regole per contribuire concretamente alla salvaguardia di una specie simbolo della biodiversità costiera. Il Fratino, che da anni nidifica sul litorale a sud di Bari, non si tocca. Il sindaco Vito Leccese ha firmato l’ordinanza per tutelare il piccolo volatile, protetto a livello europeo.Il provvedimento dispone, fino al 31 luglio 2026, il divieto di accesso dei cani e di tutti i soggetti non autorizzati nelle aree di nidificazione opportunamente delimitate e segnalate con apposita cartellonistica, nel tratto compreso tra il torrente Valenzano e il Cral di Acquedotto Pugliese StaAll’interno di tali aree e nel raggio di 50 metri dai nidi è inoltre vietato svolgere qualsiasi attività che possa arrecare disturbo alla specie per non danneggiare i nidi e compromettere la schiusa delle uova e la sopravvivenza dei pulli.L’amministrazione comunale invita pertanto la cittadinanza a collaborare e a rispettare le regole per contribuire concretamente alla salvaguardia di una specie simbolo della biodiversità costiera.

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