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Annamaria Rosato

Attivate le procedure di emergenza. Non ci sarebbero feriti. Nella mattina di oggi, 13 gennaio, si è verificata la perdita di gas da una valvola della rete gas dell’ex Ilva, in zona Altoforni. L’area è stata evacuata e transennata. Sono state attivate le procedure di emergenza. I tecnici stanno sostituendo la guarnizione. Non ci sarebbero feriti. (notizia in aggiornamento)

Solo quando i colleghi non hanno sentito più la sua voce alla radio sono andati a vedere ma era già troppo tardi. Interrogativi che dovranno chiarire i tecnici dello Spesal. L’ennesima vita spezzata. Una famiglia distrutta. Claudio Salamida, 47 anni, originario di Alberobello, ma residente a Putignano, è morto dopo essere precipitato dal quinto piano alla parte rialzata del quarto dell’acciaieria 2. Ha fatto un volo di circa 7 metri. L’impatto è stato letale. Claudio era un dipendente di Acciaierie d’Italia e stava ripristinando una valvola al convertitore 3. Il pavimento grigliato avrebbe ceduto. Dalle prime indagini pare che al posto del cosiddetto paiolato, la zona di calpestio, ci fossero delle pedane di legno provvisorie e lamiere per coprire dei vuoti. L’operaio avrebbe dato per scontato che ci fosse un piano calpestabile fissato alla struttura, ma le pedane si sarebbero aperte facendolo precipitare. Poteva lavorare lì? chi aveva messo quelle pedane e da quanto tempo? Perché non c’era un nastro per delimitare l’area? E perché era solo? Nessuno si è accorto dell’incidente. Solo quando i colleghi non hanno sentito più la sua voce alla radio sono andati a vedere ma era già troppo tardi. Interrogativi che dovranno chiarire i tecnici dello Spesal. Intanto su disposizione del Pm Di Tursi sono stati messe sotto sequestro le aree interessate del quarto e quinto livello dell’acciaieria 2 senza facoltà d’uso. La salma di Claudio Salamida si trova all’obitorio del SS. Annunziata ed è a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Sulla facciata del palazzo numerose crepe. La strada è stata chiusa e l’area messa in sicurezza in attesa di verificare gli eventuali interventi necessari. A Taranto, il palazzo che si trova in via Pupino 64, è stato fatto sgomberare perché a rischio crollo. I vigili del fuoco, dopo una segnalazione, hanno effettuato un sopralluogo e hanno verificato le condizioni strutturali critiche dell’edificio. All’interno c’erano tre inquilini in altrettante abitazioni, che giaà due mesi fa avevano ricevuto una lettera di sfratto legata alla pericolosità dell’immobile, ma a causa delle loro precarie condizioni economiche sono rimasti in casa. Sulla facciata del palazzo numerose crepe. La strada è stata chiusa e l’area messa in sicurezza in attesa di verificare gli eventuali interventi necessari. Questa sera due inquilini dormiranno da famigliari, mentre un terzo eè stato ospitato al dormitorio della Caritas. Domani mattina sono stati convocati al comune per individuare eventuali alloggi dove poterli sistemare.

È accaduto nel reparto Acciaieria 2. Aperte le indagini. Claudio Salamida, 47 anni, nato ad Alberobello e residente a Putignano, dipendente diretto dell’ex Ilva di Taranto, è morto in seguito ad un grave incidente sul lavoro. Stava eseguendo controlli ad alcune valvole su un pavimento grigliato che avrebbe ceduto. L’uomo ha fatto un volo di 5 metri riportando gravissime ferite al volto. L’incidente sarebbe avvenuto al convertitore 3 dell’Acciaieria 2. Il personale sanitario ha tentato in ogni modo di rianimarlo ma non c’era più niente da fare. Salamida lascia una moglie ed un bambino. I funzionari dello Spesal hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamicae verificare le procedure di sicurezza. I sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno dichiarato da subito 24 ore di sciopero in tutti i siti del gruppo.

Intanto sono in corso anche le indagini dei Carabinieri di Grottaglie grazie all’intervento di Cinzia D’Arcangelo, tutrice dei due cani, microchippati e intestati al comune. Cinquemila euro di ricompensa per avere informazioni utili e determinanti, con garanzia assoluta di anonimato, per identificare il responsabile o i responsabili della morte di Billy e Bianca, i due cani uccisi a colpi di fucile nelle campagne tra Grottaglie e Fragagnano. A mettere la taglia un’associazione animalista ed un privato. Intanto sono in corso anche le indagini dei Carabinieri di Grottaglie grazie all’intervento di Cinzia D’Arcangelo, tutrice dei due cani, microchippati e intestati al comune di Taranto. Billy e Bianca erano inseparabili, mansueti e conosciuti da tutti. Nei giorni scorsi era stata denunciata la loro scomparsa. Nella stessa zona ci sono altri cani liberi sul territorio. Le associazioni animaliste invitano i cittadini ed i volontari a prestare la massima attenzione e a segnalare qualsiasi movimento sospetto.

Sono stati trovati senza vita dopo essere stati colpiti con un fucile da caccia nelle campagne tra Grottaglie e Fragagnano. Billy e Bianca sono stati uccisi senza alcuna pietà. Due cani di quartiere, regolarmente microchippati e sterilizzati, intestati al comune di Taranto, sono stati trovati senza vita dopo essere stati colpiti con un fucile da caccia nelle campagne tra Grottaglie e Fragagnano, zona che frequentavano da anni. (Qui il video dei due cani insieme mentre giocano spensierati) Billy, pastore tedesco, è stato ritrovato nei giorni scorsi ferito gravemente. Nonostante il ricovero alla clinica S.Raphael di Castellaneta, è morto dopo qualche ora.  Bianca, pastore maremmano, potrebbe essere stata colpita nello stesso giorno ma avrebbe cercato di fuggire. É stata ritrovata ieri senza vita. Erano due cani mansueti e stavano sempre insieme, riferiscono i residenti della zona. L’associazione “Gli amici di Morgana” è pronta a depositare denuncia insieme alla volontaria di Grottaglie che accudiva i due cani.

Il marito, 62 anni, Leonardantonio Mastrovito, oggi è invalido al 100%. Non solo gli ex militari ma anche le loro mogli possono contrarre gravi patologie per l’amianto presente sulle navi della Marina Militare. Con una sentenza destinata a fare giurisprudenza, il tribunale di Roma riconosce il risarcimento ad una donna residente a Taranto. Interviste a Paola Maria Santospirito; Leonardoantonio Mastrovito, ex dipendente Marina Militare

Confronto impietoso se decidiamo di partire da Taranto verso Roma e Milano invece che da Bari o da Lecce. Taranto sempre più isolata se si fa il confronto con i treni che partono e arrivano da Bari e da Lecce. “Non si tratta di un disservizio occasionale, ma di una grave e ingiustificata penalizzazione” dice Liviano del comitato per i treni. Intervista a Gianni Liviano, pres. Comitato per i treni a Taranto  

Il materiale era arrivato a bordo della nave cargo Danica Rainbow. Sono partiti dal porto di Taranto i primi tre container (degli 11 complessivi) con munizioni e armi provenienti da Israele e diretti in un deposito in Puglia del Ministero della Difesa. Il materiale era arrivato a bordo della nave cargo Danica Rainbow. In queste ore sono stati contattati alcuni mezzi e autisti idonei per il trasporto internazionale di merce pericolosa. Durante i controlli della Capitaneria di porto e del terminalista Yilport, è stato riscontrato che i camion e gli autisti dell’impresa privata, contrattualizzata dal Ministero, erano sprovvisti delle autorizzazioni necessarie. I containers sono rimasti sulla banchina tutta la notte vigilati da guardie armate. Si sta cercando in queste ore di reperire altri mezzi e personale per il trasporto ma, quasi certamente, le operazioni si protrarranno anche nella giornata di domani.

A Talsano ogni giorno da due anni, all’angolo dell’edificio vengono abbandonati sacchi di immondizia che ricoprono i marciapiedi. Siamo a Talsano, davanti all’ istituto comprensivo De Amicis. Ogni giorno, da due anni, nonostante le segnalazioni dei genitori e degli insegnanti e la raccolte straordinarie, all’angolo dell’edificio vengono abbandonati sacchi di immondizia. Si tratta di rifiuti indifferenziati che ricoprono i marciapiedi oltre ad emanare odori nauseabondi. Tutto questo davanti alle finestre della scuola. I genitori chiedono l’installazione di telecamere o foto trappole per beccare e sanzionare i responsabili  Intervistato: Andrea Iurlaro

. Tutto rinviato. Il carico di munizioni , proveniente dal porto israeliano di Haifa, a bordo della nave cargo Danica Rainbow, è fermo sulla banchina del molo polisettoriale di Taranto. In seguito ai controlli della Capitaneria di Porto e del terminal Yilport, è stato accertato che gli autisti dei camion che avrebbero dovuto portare i container in un deposito in Puglia del Ministero della Difesa, sono sprovvisti delle patenti necessarie per il trasporto internazionale di armi ed esplosivi su strada. Intanto la nave è ripartita ed i mezzi dell’impresa privata contrattualizzata dal Ministero sono tornati indietro. Si dovrà individuare un’altra agenzia per il trasporto. I container, intanto, sono a terra in attesa di essere consegnati. Già le operazioni di scarico avevano fatto registrare qualche ritardo a causa della pioggia e del vento che ha soffiato in queste ore. Poi l’imprevisto burocratico ha bloccato tutto. Ancora una volta il porto di Taranto viene sfruttato per affari sporchi, hanno commentato sui social numerosi attivisti, mentre il consiglio comunale candida i bambini di Gaza al Nobel per la pace e espone la bandiera della Palestina dalle finestre di palazzo di città.

“Ancora una volta il porto di Taranto viene sfruttato per sporchi affari” hanno commentato sui social gli attivisti. Attraccata questa mattina al molo polisettoriale di Taranto la nave cargo Danica Rainbow con a bordo container con munizioni e armamenti provenienti da Israele. Operazione autorizzata dal Ministero della Difesa. La merce pericolosa, con il nulla osta della Capitaneria di Porto, è stata scaricata a bordo di tir. Nel corso dei controlli, però, è stato riscontrato che gli autisti dei mezzi gommati sono sprovvisti della patente per il trasporto di questo tipo di merce. Pertanto potrebbero essere ricaricati sulla nave perché, come ci ha confermato il comandante della Capitaneria, Deri, non possono rimanere sulla banchina non essendo autorizzati allo stoccaggio in porto. L’operazione, quindi, che doveva terminare in tarda mattinata, si protrarrà fino a stasera. “Ancora una volta il porto di Taranto viene sfruttato per sporchi affari”, hanno commentato sui social gli attivisti.

Il libro è stato scritto da Francesco Pio Gennari, consulente tecnologico strategico . Un manuale che mira ad accorciare il tratto di strada dal momento in cui si sceglie di cercare un lavoro a quello del primo colloquio. Una bussola strategica per studenti universitari e per coloro che, pur avendo fatto qualche esperienza lavorativa, vogliono migliorare la propria collocazione e consolidare la retribuzione. One shot one kill: strategie per farsi assumere è il titolo del libro scritto da Francesco Pio Gennari, consulente tecnologico strategico. 

L’immobile è di proprietà del comune e versa in condizioni di totale degrado e abbandono . Siamo in via san Brunone angolo via della Croce, al quartiere Tamburi di Taranto. Entrare in questo immobile è inquietante e non facile per la presenza di rifiuti che hanno trasformato quello che era un luogo di lavoro in una discarica abusiva. Prima in questo edificio, di proprietà del comune di Taranto, erano ospitati gli uffici della direzione dell’Amiu, l’azienda per l’igiene urbana. Tra l’immondizia troviamo anche una busta di Equitalia indirizzata all’azienda. In una stanza ci sono i resti di un incendio e, non essendoci alcun controllo, l’immobile è diventato rifugio e riparo per persone senza fissa dimora.  A pochi metri, grazie al prolungamento del sottopasso sarebbe dovuto nascere un secondo fronte stazione per collegare due parti della città divise dai binari. Ma il cantiere del terminal bus è in stato di abbandono. Più volte è stato chiesto di mettere in sicurezza il sito perché è pericoloso ma, ad oggi, nessuno è intervenuto.

Un pericolo per gli automobilisti che potrebbero perdere il controllo del mezzo . Non c’è mai limite all inciviltà. A Taranto, nei pressi di viale Liguria, un gruppo di minorenni a bordo di motorini lanciano bottigliette di acqua o gavettoni contro le auto in transito. Un pericolo per gli automobilisti che potrebbero perdere il controllo del mezzo. Il video è stato postato sui social e sta raccogliendo decine e decine di commenti di disapprovazione. I cittadini chiedono un potenziamento dei sistemi di sorveglianza e una maggiore presenza della polizia municipale. L’invito è di contattare immediatamente le forze dell’ ordine per scongiurare conseguenze gravi.

“Occorre unire le forze” dice il primo cittadino. Per spostarsi in treno da Lecce a Taranto i tempi di percorrenza sono superiori, a parità di chilometri, a quelli che i viaggiatori di altre regioni italiane devono affrontare, soprattutto al Nord. I ritardi sono all’ordine del giorno, per non parlare dell’aumento esorbitante del prezzo dei biglietti sia aerei che ferroviari. A dichiararlo è il sindaco Bitetti che denuncia pubblicamente lo stato deficitario del sistema dei collegamenti che caratterizza il sud della Puglia. Occorre unire le forze, dice il primo cittadino, il quale si unisce agli appelli del presidente della Camera di Commercio di Brindisi Taranto, Cesareo, e di Lecce Vadrucci, e chiede un incontro con i rappresentanti istituzionali e con il presidente della Regione Decaro. 

Strade affollate e vetrine dei negozi con merce di qualità. Il primo giorno di saldi si guarda, si cerca il capo giusto magari al prezzo più conveniente. È caccia all’affare. Le vie del centro di Taranto sono affollate. Le vetrine dei negozi espongono merce di qualità in grado di soddisfare proprio tutti.

La donna, italiana, era stata legata ad una sedia senza acqua e cibo, picchiata, abusata e costretta a ingerire pillole che la stordivano fino a perdere i sensi. Una personalità estremamente aggressiva, connotata da manifesti tratti di sadismo, con una preoccupante inclinazione alla prevaricazione di soggetti fragili, che versano in condizioni di marginalità. Il gip di Taranto, Francesco Maccagnano, ha convalidato l’arresto del 19enne gambiano, accusato di aver segregato una donna italiana in immobile abbandonato, l’ex sede dell’Enaip che si trova in via Scotti (nella foto), al quartiere Salinella. La vittima ha raccontato di essere stata legata ad una sedia, senza acqua e senza cibo, di essere stata picchiata più volte perché si sarebbe rifiutata di prostituirsi e di essere stata costretta a ingerire pillole che la stordivano fino a perdere i sensi. Durante quello stato di incoscienza, ha dichiarato ancora la donna, avrebbero abusato di lei sessualmente. In una occasione il gambiano, che è risultato essere irregolare e inottemperante al provvedimento di espulsione della commissione territoriale di Bari, le avrebbe bruciato le dita con un coltello rovente. Il calvario è iniziato il 29 dicembre scorso fino ed è terminato il primo gennaio, quando la donna è riuscita a fuggire da un piccolo lucernaio e a chiedere aiuto. L’indagato, difeso dall’avv. Patrizia Raciti, ha respinto le accuse nel corso dell’interrogatorio di questa mattina (sabato 3 gennaio) in carcere.

La vittima aveva più volte presentato querela. I militari lo hanno trovato appostato nei pressi dell’abitazione dalla donna. Un uomo di 67 anni è stato arrestato dai Carabinieri a Sava, nel tarantino, per presunti atti persecutori nei confronti dell’ex moglie. La vittima aveva più volte presentato querela. Dopo l’ennesima segnalazione al 112, i militari hanno raggiunto la donna e hanno trovato l’uomo appostato nei pressi dell’abitazione. Ora si trova agli arresti domiciliari

L’emendamento non è stato inserito nella legge di bilancio. Per i lavoratori ex Isola Verde, la società partecipata della provincia di Taranto, non è un buon inizio d’anno. L’emendamento che avrebbe dovuto contenere la possibilità di utilizzare un sostegno al reddito temporaneo non è stato inserito nella legge di bilancio. Una scelta grave e politicamente irresponsabile da parte del Governo, commenta il sen. Turco del M5s. I lavoratori sono senza reddito dallo scorso primo maggio avendo fruito anche della Naspi. Attendono di essere ricollocati con il progetto Green Belt finanziato con i fondi del JTF. I tempi però sono lunghi. Si parla della di metà 2026

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