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Alessandra Martellotti

Il Comune risponde: “Per il prossimo biennio non ci sono soldi per rifare il manto stradale”. Strade di Talsano a Taranto come scacchiere, tra buche rattoppate, dislivelli e pericoli per automobilisti e motociclisti. La denuncia dei residenti. Ma il Comune risponde che per il prossimo biennio non ci sono soldi per rifare il manto stradale. Intervista ad Andrea Iurlaro, Comitato Italia Oltre

È la decisione presa a culmine dell’assemblea di questa mattina, in fabbrica, all’indomani dell’incontro online tra i sindacati e l’azienda. Lo sciopero dei lavoratori di Vestas Italia, a Taranto, andrà avanti per almeno altre 12 ore; restano bloccati poi straordinari e reperibilità, e si chiede l’intervento della Regione. È la decisione presa a culmine dell’assemblea di questa mattina, in fabbrica, all’indomani dell’incontro online tra i sindacati e l’azienda. Un confronto senza alcun margine di trattativa. Vestas ha deciso: a Taranto chiuderanno  l’unità locale di Service, il magazzino e il training center con impatti per 73 lavoratori. Una 40ina, quelli che da Taranto saranno trasferiti a Melfi, nello stabilimento della zona industriale San Nicola, a 200 km di distanza dalla sede attuale. Lo spostamento deve avvenire entro il primo marzo. I sindacati hanno chiesto il congelamento di questa data, per avere più tempo per proporre qualche alternativa. Alcuni lavoratori ad esempio accetterebbero il trasferimento, ma a fronte di un incentivo. Altri potrebbero essere assorbiti in altri settori dell’azienda, rimanendo a Taranto. E qualcuno potrebbe essere accompagnato al pre pensionamento. Ma, per ora, non sembrano esserci margini di discussione. 

Sul posto Vigili del fuoco e Carabinieri, intervenuti anche in via Emilia, dove invece ha preso fuoco una Mercedes. Incendio nella notte al capannone della EcoSud di Taranto, in via Consiglio. Le fiamme hanno interessato un grosso contenitore in ferro e del materiale in plastica. Sono in fase di accertamento le cause dell’incendio. Sul posto Vigili del fuoco e Carabinieri, intervenuti anche in via Emilia, dove invece ha preso fuoco un Mercedes. Per entrambi i casi sono in corso le indagini.

In dad gli studenti del liceo scientifico Moscati di Grottaglie. Chiusura anche per l’istituto Einaudi di Manduria. Resteranno in dad ancora per qualche giorno gli studenti del liceo scientifico Moscati di Grottaglie. Quattro le sedi della scuola. In una in particolare fa troppo freddo, a causa di un guasto all’impianto di riscaldamento e tutte le classi del piano terra, una decina, stanno seguendo le lezioni come ai tempi del covid, attraverso la didattica a distanza. La decisione sarebbe stata confermata attraverso una circolare diffusa sabato scorso, con durata di una settimana, salvo imprevisti. Situazione diversa per le aule del piano superiore, riscaldate. Tutto ok nelle altre sedi. Le prime avvisaglie di un problema alla caldaia sarebbero arrivate già a dicembre, ma le temperature non erano ancora così rigide, come in questi giorni. In ogni modo, la provincia, che ha competenza sulle scuole superiori, sta provvedendo alla riparazione ma starebbe attendendo un pezzo di ricambio. Il che non permette di prevedere quanto tempo ci vorrà per tornare alla normalità. L’auspicio è che la Provincia faccia presto a intervenire. Le temperature sono ancora in calo e bisogna garantire lo svolgimento delle lezioni nel migliore dei modi, e tutelando in ogni aspetto il diritto allo studio. Anche perchè il liceo Moscati non è l’unica scuola della provincia di Taranto a registrare problemi in queste giornate di freddo. A Manduria, chiuso in via precauzionale l’istituto tecnico Einaudi, sempre per un guasto alla caldaia, probabilmente danneggiata dal temporale del 6 gennaio. La sospensione delle attività arriva dopo le proteste degli studenti e delle famiglie nei giorni scorsi.

La vittima era a Massafra da circa un anno. Da quanto si sa gli mancavano gli ultimi documenti per mettersi in regola. C’è un sospettato per l’omicidio di Jabar Khel, il 25enne afgano, accoltellato in contrada Le Forche, nella periferia di Massafra. Un concittadino di 26 anni si trova in caserma. Il giovane bracciante agricolo sarebbe stato colpito ripetutamente alla nuca, agli arti, allo stomaco con un machete o comunque con una grossa arma da taglio. L’esito di una lite maturata a quanto pare per futili motivi. I residenti della zona, periferica, ma non lontana dalla statale e da alcune abitazioni, hanno sentito le urla e hanno lanciato l’allarme. La vittima era a Massafra da circa un anno. Da quanto si sa gli mancavano gli ultimi documenti per mettersi in regola. In paese c’è una comunità folta di giovani braccianti, afgani e pakistani. Si accontentano anche di alloggi di fortuna, affittati a poco. Arrivano per lavorare nei campi, soprattutto agrumeti e vigneti. Nella zona del delitto due capannoni ospitano i giovani stranieri. Il Comune sta cercando di arginare il fenomeno.

Indagano i carabinieri sul brutale omicidio. È stato colpito ripetutamente alla nuca, agli arti, allo stomaco. Con un machete forse. O comunque con una grossa arma da taglio. Ferite mortali per Jabar Khel, 25 anni, afgano, ucciso in contrada Le Forche, nella periferia di Massafra. Il movente non è ancora chiaro. L’omicidio sarebbe l’epilogo di un litigio con un connazionale, nella tarda serata. Indagano i carabinieri sulla vicenda. Sarebbero già sulle tracce dell’autore del gesto. Potrebbe trattarsi di un connazionale della vittima, di poco più grande. Il 25enne ha perso molto sangue ma non è morto subito. È deceduto nella notte, in ospedale, al SS Annunziata di Taranto dov’è arrivato in ambulanza. Alcuni residenti avrebbero lanciato l’allarme. Non è ancora chiaro se i due avessero un appuntamento per chiarire qualcosa, o se si sono incontrati casualmente, all’incrocio, non lontano dalla statale. Una zona periferica, ma comunque abitata. Tanti afgani ma anche pakistani vivono qui. Arrivano per lavorare nei campi, soprattutto agrumeti e vigneti. Così anche il 25enne. Era nel Tarantino da circa un anno. Da quanto si sa gli mancavano gli ultimi documenti per mettersi in regola. In paese c’è una comunità folta di giovani braccianti. Un fenomeno che il Comune cerca di arginare per questioni di sicurezza. Ma i giovani stranieri si accontentano anche di alloggi di fortuna, affittati a poco. Sono ore di indagini per i carabinieri. Di raccolta di elementi per unire tutti i tasselli del brutale omicidio.

La vittima fu presa a calci e colpita con un coltello. Le misure sono state seguite all’alba dai Carabinieri, su ordinanza del gip Rita Alessandra Romano. Sono accusati di tentato omicidio in concorso tre giovani tarantini: Claudio Sambito, 33 anni; Gaetano Sambito, 20 anni e Mattia Giannetti di 18, arrestati all’alba dai Carabinieri, su ordinanza del gip Rita Alessandra Romano. Sarebbero gli autori dell’accoltellamento di un 40enne, il 20 dicembre scorso, nella zona del porto mercantile di Taranto. La vittima, stava passeggiando con la sua compagna, quando è stata affiancata da due giovani a bordo di uno scooter, che hanno prima insultato e poi colpito con calci e pugni l’uomo, per poi allontanarsi. Il 40enne ha cercato rifugio dietro alcune auto, ma i due sono tornati, questa volta accompagnati da una terza persona e armati di un coltello. Lo hanno ferito in pieno volto e al torace, lesionandogli un polmone, con l’intenzione, per gli inquirenti, di uccidere. Il 40enne è stato soccorso e traportato in ospedale, operato d’urgenza. I tre arresti fanno seguito a un’altra misura del 22 dicembre scorso, ai danni di Giuseppe Sambito. 

“Lo accudirei come un padre” racconta la concittadina. Il 78enne è anziano, ammalato e disabile. Vive in strada da luglio. Di Alessandra Martellotti Ancora un’offerta di aiuto, questa volta da un privato, per il signor Angelo, pensionato di 78 anni, invalido e con gravi patologie. Vive ormai da luglio in questa roulotte, a San Pietro in Bevagna, in evidente stato di degrado. Questa signora, colpita dalla storia dell’anziano, resa nota da La voce di Manduria, è pronta ad aprirgli le porte di casa.  Non è la prima opportunità di avere un tetto per il signor Angelo, in carico ai servizi sociali del Comune di Manduria dal 2022, seguito da un amministratore di sostegno. Ringrazia la signora Serena per la generosità, ma la sua richiesta è soprattutto un’altra. Angelo percepisce una pensione e l’invalidità. Non è una storia di indigenza. Più di disagio e di incapacità forse di gestire le entrate. Da qui la decisione di assegnare un amministratore di sostegno.

Con una pec l’azienda ha comunicato la chiusura dell’unità locale di Service, del magazzino e del training center con 40 trasferimenti nello stabilimento di Melfi. Delusi e amareggiati i lavoratori di Vestas Italia di Taranto. Con una pec l’azienda ha comunicato la chiusura dell’unità locale di Service, del magazzino e del training center con 40 trasferimenti nello stabilimento di Melfi, entro il primo marzo. I sindacati hanno chiesto e ottenuto un incontro, seppur solo on line, per martedì pomeriggio, in concomitanza del quale ci saranno due ore di sciopero, oltre alle assemblee e al blocco già avviato di reperibilità e straordinari. Sono solo le prime azioni sindacali. Anche il sindaco Piero Bitetti ha chiesto un incontro istituzionale all’azienda che ha motivato la decisione con esigenze di risparmio e di ottimizzazione logistica. Intervistati: Angelo Calò, rsu Fiom; Giorgio Calcagni, rsu Uilm Di Alessandra Martellotti

L’ultimo episodio si è consumato in via Dante, ma è stato scoperto dalla titolare, minacciata con un palanchino in ferro dall’uomo, che è riuscito a scappare. Arrestato dalla polizia lo scassinatore seriale dei distributori h24 di Taranto. È un 41enne, già denunciato a dicembre scorso, ora accusato di tentata rapina aggravata. Ad incastrarlo i filmati delle telecamere di videosorveglianza. L’ultimo episodio si è consumato in via Dante, ma è stato scoperto dalla titolare, minacciata con un palanchino in ferro dall’uomo, che è riuscito a scappare. Dopo la denuncia della vittima, gli agenti hanno rintracciato il 41enne. Nella sua auto è stato ritrovato l’arnese da scasso impiegato per i furti. Durante la perquisizione domiciliare, invece, sono stati trovati gli indumenti indossati di volta in volta. Proseguono le indagini, perché l’uomo è sospettato di almeno altri otto furti compiuti nei mesi scorsi. 

Le condizioni del paziente sono apparse subito gravi, ma grazie al trattamento la situazione è rientrata. La vita di un ragazzo è stata salvata ieri sera a Taranto grazie a un trattamento iperbarico nel Centro ospedaliero Militare. Era arrivato al pronto soccorso dell’ospedale Dimiccoli di Barletta a causa di un avvelenamento acuto da monossido di carbonio. Da qui è stato trasferito con una ambulanza a Taranto, dove ha ricevuto le cure del team sanitario, subacqueo e tecnico del Servizio di Medicina Iperbarica. Le condizioni del paziente sono apparse subito gravi, ma grazie al trattamento iperbarico la situazione è rientrata. La camera iperbarica del Centro ospedaliero Militare è attiva da un decennio e, assieme a quella attiva presso l’ospedale Sacro Cuore di Gesù di Gallipoli, assicura un servizio di reperibilità h24. 

Gli altri due sono riusciti a fuggire. Dovrà rispondere di furto aggravato in concorso un uomo di 40 anni, arrestato a Taranto dai Carabinieri, dopo la segnalazione di un vigilante. Insieme a due complici, ancora da rintracciare, ha rubato 400 metri di cavo di rame rivestito, per un peso complessivo di circa 680 chilogrammi, in una azienda situata sulla statale 7, vicino alla stazione Bellavista, in direzione Massafra. I tre hanno tentato la fuga ma sono stati raggiunti dopo un breve inseguimento. Il 40enne è stato arrestato in flagranza di reato. Gli altri 2 sono fuggiti. Secondo quanto accertato il cavo di rame era destinato all’alimentazione di una cabina elettrica di una nota azienda tarantina, indispensabile per l’azionamento di alcune pompe.

Sul sito del Comune sarà presto aggiornato l’elenco dei beni confiscati. La via intrapresa è quella della legalità. I beni confiscati alle mafie a Taranto saranno messi a bando, assegnati alle associazioni e restituiti alla comunità. Il Comune istituisce l’Osservatorio per mappare e gestire i siti con trasparenza. Intervista a Federica Stamerra, assessora al Patrimonio 

Le opere sono nei depositi del Comune, col rischio di non essere più recuperate. Appello al sindaco dall’associazione “Nobilissima Taranto”. Le sue opere sono nei palazzi più belli di Puglia, in particolare tra le province di Brindisi e di Taranto; nato a Francavilla Fontana, vissuto e deceduto a Martina Franca. Domenico Carella è tra i maggiori esponenti della pittura di fine Settecento. Insomma, un artista stimato per le opere raffinate, di altissimo valore. Ora, a Taranto, accade che due tele del Carella rischino di finire nel dimenticatoio e peggio ancora di rovinarsi irrimediabilmente, arrontolate in qualche scantinato di palazzo di città. La denuncia arriva da Nello De Gregorio di Nobilissima Taranto che lancia un appello al sindaco Piero Bitetti. Intervista a Nello De Gregorio, associazione “Nobilissima Taranto” 

Gli agenti hanno riscontrato l’assenza degli estintori, la mancanza della segnaletica per la delimitazione della zona dell’accensione e anche l’assenza di personale specializzato. Stava per avviare uno spettacolo pirotecnico, previsto a chiusura di un evento pubblico del 3 sera a Taranto, senza aver rispettato le misure di sicurezza previste dalla legge. Fortunatamente se n’è accorta la polizia che ha fermato tutto, denunciando il responsabile, un 45enne originario della provincia jonica, già denunciato nel 2024 per commercio abusivo di esplosivi. Prima dell’accensione, il team Artificieri della Polizia ha deciso di effettuate un controllo sul terrazzo dal quale sarebbe dovuto partire lo spettacolo. Gli agenti hanno riscontrato l’assenza degli estintori, la mancanza della segnaletica per la delimitazione della zona dell’accensione e anche l’assenza di personale specializzato. Il materiale esplodente, tutto posto sotto sequestro, era posizionato sul davanzale del terrazzo con il rischio che finisse giù ferendo qualcuno. Oltre alla denuncia, al dipendente della ditta incaricata del servizio, è stato ritirato il patentino autorizzativo alla fabbricazione, alla vendita ed all’uso di materiale pirotecnico.

La denuncia dell’ambientalista tarantino, Luciano Manna che chiede l’intervento del Comune. Le retine usate per le cozze vengono accantonate a tonnellate per poi essere incendiate, o comunque finiscono in mare, con danni gravissimi per il prodotto, per l’ecosistema e per l’intero comparto. Si disperdono microplastiche e i roghi sprigionano diossina. Manna chiede al Comune l’attivazione di un Centro raccolta per i rifiuti derivanti dalle attività di mitilicoltura

La guida tecnica è stata riaffidata a Ciro Danucci . La presidenza del Taranto Calcio passa a Sebastiano Ladisa. Il Cda ha accettato le dimissioni di Vito Ladisa, comprendendone le motivazioni, ovvero l’impossibilità a guidare il club con la dedizione totale che merita. Il passo indietro dell’ex presidente va interpretato come un ulteriore passo in avanti della società, commentano dal club. Inoltre il cda, dopo l’esonero di Luigi Panarelli e del suo vice Antonio Morea, ha deciso di riaffidare la conduzione fin da subito della squadra a Ciro Danucci, affiancato dal vice allenatore Marco Perrone.

Il parroco: “La presenza dei poveri ci rende più vicini al vero senso del Natale”. Caritas: “La povertà è in aumento in città” . Decine di persone sono arrivate nella sala teatro della Don Bosco di Taranto partecipando al pranzo solidale, organizzato dalla Comunità educativa pastorale dei Salesiani e dalla Caritas. Una giornata di condivisione, con tanto di animazione e, a seguire, la tombolata e altri giochi, per stare insieme, come in famiglia

Don Emanuele Ferro: “Il dolciume rappresenta la dolcezza dei bambini e della presenza di Gesù”. Si è calata dal campanile del duomo di San Cataldo di Taranto lanciando caramelle ai bambini. La Befana è la nonnina più attesa dai piccoli. Nei loro occhi, lo stupore. Nelle mani, invece, le calze da riempire. Ormai una tradizione. L’iniziativa di mons. Emanuele Ferro e dell’associazione Symbolum, con il Comune e il contributo prezioso dei Vigili del Fuoco, è giunta alla quarta edizione.

“Non è una resa – scrive – è una scelta responsabile: il Taranto ha bisogno di una guida presente e costante, e io, in questo momento della mia vita, non posso garantirla”. Vito Ladisa si dimette e lascia la presidenza del Taranto Calcio. In tarda serata l’annuncio sui social. “Non abbandono il Taranto” chiarisce, aggiungendo di essere sereno “perché lascio il testimone in mani sicure: mio fratello, mio nipote e mio figlio” che “avranno il tempo e la possibilità di dedicarsi al Taranto anima e cuore, portando avanti questa iniziativa con la stessa passione di famiglia che ci ha sempre animato”. Il presidente uscente spiega che la decisione è maturata per motivi personali e imprenditoriali e, dunque, per mancanza di tempo per seguire il club come vorrebbe. “Non è una resa – scrive – è una scelta responsabile: il Taranto ha bisogno di una guida presente e costante, e io, in questo momento della mia vita, non posso garantirla”

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