Il futuro del Castello di Oria passa dal Consiglio comunale. Martedì l’assise sarà chiamata a votare la deroga urbanistica necessaria per consentire la riapertura e l’avvio delle attività previste. Intanto emergono i dettagli dell’accordo tra Comune e proprietà: ingresso massimo a 10 euro, apertura al pubblico per almeno 260 giorni l’anno, mostra permanente e spazi a disposizione dell’amministrazione per eventi culturali
Dopo anni di attese, annunci e rinvii, la riapertura del Castello federiciano di Oria passa ora dal Consiglio comunale. L’assise è convocata per martedì prossimo e sarà chiamata a esprimersi sulla deroga agli strumenti urbanistici necessaria per consentire il rilascio del permesso di costruire e avviare le attività previste all’interno del maniero: dalla ristorazione agli eventi, fino alle iniziative culturali e di intrattenimento.
Un passaggio decisivo per il futuro del monumento, chiuso al pubblico dal 2011 dopo la vicenda giudiziaria legata ai lavori di restauro, conclusa con sentenze definitive di condanna per reati urbanistici e ambientali a carico della proprietà privata del castello e di alcuni tecnici coinvolti nell’intervento. Intanto, emergono i dettagli sugli accordi tra il Comune di Oria e Borgo Immobiliare, la società proprietaria del Castello.
Previsto un biglietto d’ingresso massimo di 10 euro, con riduzioni per i residenti di Oria, ingresso gratuito per persone con disabilità e caregiver e tariffe agevolate per studenti e gruppi scolastici. Il maniero dovrà essere aperto almeno 260 giorni l’anno, con un minimo di sei ore giornaliere, e ospitare una mostra archeologica permanente. L’intesa prevede inoltre l’utilizzo gratuito di alcuni spazi da parte del Comune per 12 giorni l’anno dedicati a eventi culturali e istituzionali.
Nel periodo dal primo al 15 agosto saranno limitate le attività economiche con più di 50 presenze giornaliere. Le autorizzazioni per wedding, ristorazione ed eventi saranno vincolate al rispetto degli obblighi di apertura pubblica del Castello. Ora la decisione passa al Consiglio comunale: un voto che potrebbe segnare il rilancio del maniero come nuovo polo culturale e turistico della città.











