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Esordio in aula per il gruppo vicino a Vannacci. Il sindaco Marchionna ribadisce l’esclusione dalla maggioranza, ma il primo voto sul tema dell’edilizia residenziale pubblica apre nuove tensioni nel centrodestra. Fa il suo esordio nel Consiglio comunale di Brindisi il gruppo Futuro Nazionale, la formazione politica fondata dal generale Roberto Vannacci. A comporlo Nicola Di Donna, nominato capogruppo, Luca Tondi e Cesare Mevoli, provenienti rispettivamente da Forza Italia e Fratelli d’Italia. La nascita del nuovo gruppo apre il confronto sulla collocazione politica. Il consigliere di Brindisi Bene Comune-Alleanza Verdi e Sinistra, Riccardo Rossi, chiede al sindaco Marchionna se Futuro Nazionale debba essere considerato parte della maggioranza. Il primo cittadino richiama un documento già agli atti del Comune, sottoscritto da diciannove consiglieri, che esclude il nuovo gruppo dalla coalizione di governo. Una precisazione che, almeno formalmente, lascia invariati gli equilibri in Consiglio. In aula arriva anche l’adesione al gruppo Misto della consigliera Lidia Penta, eletta con la Lega. Tra gli ordini del giorno, tutti approvati tranne il rinvio del punto sul nastro trasportatore. A far discutere è soprattutto la proposta di Futuro Nazionale sull’edilizia residenziale pubblica, con la richiesta di valutare un punteggio aggiuntivo per i cittadini residenti a Brindisi da lungo tempo nell’assegnazione degli alloggi popolari. Il documento è stato bocciato con quindici voti contrari, otto favorevoli e due astensioni. A favore i tre consiglieri di Futuro Nazionale, i tre di Fratelli d’Italia, Miceli e Monetti. Astenuti Carletti e il sindaco Marchionna, mentre il resto della maggioranza ha votato contro. L’esito del voto ha acceso il confronto politico: il Partito Democratico parla di una maggioranza divisa e critica l’astensione del sindaco, riaprendo il dibattito sugli equilibri interni al centrodestra brindisino.

Sono state regolarizzate le posizioni dei sette consiglieri eletti che non avevano pagato le loro pendenze Tari. A circa tre settimane dalle elezioni è stato proclamato ufficialmente il nuovo consiglio comunale di Trani. E intanto, i sette consiglieri eletti hanno regolarizzato le pendenze tributarie relative alla Tari, prima della proclamazione.  Intervista a Marco Galiano, Sindaco di Trani  Servizio di Damiana Sgaramella

Quanto ai lavori, approvata la modifica del regolamento per il rilascio del pass auto per i disabili. Assente ingiustificato, Gianni Azzaro. Il consigliere avrebbe dovuto comunicare il passaggio in maggioranza, decisione maturata dopo le elezioni provinciali e il raggiungimento di 7mila voti con i Democratici e Progressisti. Non sono mancate le ipotesi sull’assenza, per lo più ricollegate all’ultima nota di Per, contro l’ingresso di forze politiche nuove. Pace ritrovata poi, in maggiornaza, almeno per ora, con il consigliere Gianni Tartaglia, deluso dalle provinciali, pronto a ripartire, ma a una condizione: il rispetto del programma. Intervista a Gianni Tartaglia, consigliere di maggioranza

Con 20 voti favorevoli e 5 contrari, il consiglio comunale di Bari ha approvato il rendiconto di gestione 2025, unico punto all’ordine del giorno dell’assise. Una liquidità di cassa di 337 milioni, inferiore del 10% rispetto al 2024, e un avanzo di bilancio di oltre 33 milioni di euro. Sono i dati piu’ rilevanti del rendiconto di gestione 2025 approvato in consiglio comunale a Bari. Cifre che dimostrano la solidità dell’amministrazione nonostante il contesto difficile a partire dall’aumento dei costi senza però rinunciare agli investimenti, a ridurre sensibilmente il debito dell’ente e e riuscendo a recuperare importanti risorse dall’evasione fiscale. Intervista a Diego De Marzo, assessore al bilancio Comune di Bari

Lavoratori, sindacalisti e rappresentanti delle istituzioni sono intervenuti in Consiglio comunale per chiedere al ministero di far leva su Tim affinché mantenga i volumi di attività del call center Callmat. Per risolvere la vertenza Callmat serve un intervento urgente del governo. Ad auspicarlo i consiglieri comunali di Matera, al termine dell’ultima riunione dell’assise quando, all’unanimità, hanno espresso la necessità di un confronto diretto tra governo nazionale e Tim per chiedere all’azienda di telecomunicazioni di mantenere verso il call center materano quei volumi di traffico necessari a garantire i posti di lavoro per i 350 dipendenti. Sarà il sindaco Antonio Nicoletti a frasi portavoce dell’istanza durante la riunione in programma a Roma, al Mimit, il prossimo 10 giugno. Un ultimo disperato tentativo prima che arrivi la temuta scadenza del 30 giugno. Per quella data è prevista infatti la cessazione dei contratti di solidarietà in essere. Non solo. Stando ai sindacati, presenti all’ultima riunione del consiglio comunale materano, non sarebbe neppure da escludere, dopo una progressiva riduzione dei volumi di traffico, l’ipotesi di una chiusura del sito. A puntare su un intervento del governo anche la Regione Basilicata che, dal canto suo, ha provveduto a emanare un apposito avviso pubblico per la ricollocazione dei 350 lavoratori destinato alle aziende pronte a nuovi investimenti. Una situazione che si trascina da ormai quasi due anni lasciando gli impiegati Callmat col fiato sospeso e col dubbio di poter essere presto sostituiti dall’intelligenza artificiale nello svolgimento delle proprie mansioni.

Non solo per la Tari e per l’Imu ma anche per multe, tasse di concessione e canone unico. A Taranto arriva la rottamazione dei tributi. Non solo per la Tari e per l’Imu ma anche per multe, tasse di concessione e canone unico. Il consiglio comunale approva all’unanimità la misura che permette di saldare i debiti maturati, rateizzandoli, a partire dal 30 novembre, e cancellando sanzioni e more. In pratica, i contribuenti rimasti indietro con il pagamento delle tasse potranno mettersi in regola. La misura vale per i debiti maturati fino a dicembre 2024. Dopo l’approvazione in consiglio, il regolamento sarà pubblicato sull’albo pretorio. Dopodiché ci saranno 60 giorni di tempo per aderire, in via telematica o tramite sportelli Soget. Poi Comune e contribuente accorderanno il piano di rateizzazione, con prima rata pari al 20% dell’importo complessivo, fino a 36 rate per importi più alti. Intervista a Luca Contrario, presidente Commissione Bilancio

La proposta è del consigliere comunale Nicola Di Donna e punta a realizzare posti barca a tariffe calmierate per residenti e associazioni, con l’obiettivo di ampliare l’offerta e rafforzare il rapporto tra città e porto. A Brindisi torna al centro del dibattito politico il progetto di una darsena pubblica per la nautica da diporto. La proposta è del consigliere comunale Nicola Di Donna, capogruppo di Forza Italia, ed è già stata esaminata in commissione con delega al Porto. L’idea è realizzare uno spazio pubblico nello scalo brindisino dedicato alle imbarcazioni da diporto, con posti barca a tariffe calmierate per residenti e associazioni. L’obiettivo è ampliare l’offerta e rispondere a una domanda in crescita, favorendo un accesso più ampio al mare e rafforzando il rapporto tra città e porto. Intervista a Nicola Di Donna (capogruppo FI)

Un consigliere di centrodestra l’avrebbe invitata in modo scurrile a smettere di ridere dopo “un sorriso venuto fuori spontaneo di fronte alle farneticanti ricostruzioni ascoltate in Aula”. Rosa Cascella, capogruppo del Partito democratico nel Consiglio comunale di Barletta, denuncia sui social di essere stata offesa nel corso dell’ultima riunione quando un consigliere della maggioranza di centrodestra l’ha invitata in modo scurrile a smettere di ridere dopo “un sorriso venuto fuori spontaneo – afferma Cascella – di fronte alle farneticanti ricostruzioni ascoltate in Aula”. Per questo parla di “bullismo politico” e sottolinea che “mai prima d’ora si era assistito a una gestione del dibattito pubblico come quella attuale. Gestacci fatti di nascosto, provocazioni, risatine, microfoni che improvvisamente smettono di funzionare mentre si parla. Emendamenti ignorati, risposte sgarbate –aggiunge -. Questa non è buona politica, è il frutto di una cultura ignorante e retrograda che sta investendo il Paese e che trova spazio anche nelle Istituzioni”. “E allora mi chiedo – prosegue -: a che serve parlare di quote rosa, di rispetto per le donne, di cambio di cultura, ogni volta che una donna diventa un caso di cronaca? Chi ricopre ruoli pubblici dovrebbe essere un modello. Oggi, troppo spesso, è un cattivo esempio. Per i colleghi, per i cittadini, per i figli che osservano e imparano”.

La sindaca del paesino di 142 abitanti: “Ci sarebbero ulteriori effetti negativi sulla comunità”. Celle San Vito, borgo dei Monti Dauni, conta 142 abitanti ma non ha nessuna intenzione di fondersi con altri comuni della zona. La proposta del sindaco di Castelluccio Valmaggiore, Pasquale Marchese, è stata respinta all’unanimità dal consiglio comunale cellese e dalla sindaca Palma Maria Giannini, col supporto dei cittadini che hanno partecipato alla seduta del 30 dicembre scorso. Una proposta sbagliata nel metodo e nel merito, afferma la Giannini, che ha letto una lunga lettera: “La partecipazione a organismi sovracomunali quali aro, ambito territoriale e area interna – afferma – non ha prodotto risultati tangibili per la comunità cellese. Al contrari – prosegue – siamo sempre stati lasciati soli, anche di fronte alla necessità di servizi essenziali, come il medico. Senza parlare dell’identità locale. Un ulteriore livello di unione – conclude la sindaca – avrebbe effetti ulteriormente negativi sulla tutela degli interessi della comunità cellese”.

La spiegazione del sindaco Leccese: serve attendere l’approvazione dei decreti attuativi previsti dal pacchetto sicurezza del 2017. Oltre cinque ore di accesa discussione a colpi di emendamenti, 25 dalla minoranza, 10 quelli passati, prima che il consiglio comunale di Bari approvasse il nuovo regolamento sull’armamento e sugli strumenti di autotutela della polizia locale – in attuazione delle relative leggi nazionale e regionale – chiamata ogni giorno a garantire la sicurezza urbana – non l’ordine pubblico su cui non ha competenza – e a svolgere servizi complessi di prevenzione e repressione in vari ambiti. Un emendamento a firma del sindaco ha sospeso la sperimentazione del taser, stralciata dalla delibera in attesa, ha spiegato Vito Leccese, che vengano approvati i decreti attuativi previsti dal pacchetto sicurezza del 2017, come l’accesso alla banca dati interforze, la formazione congiunta con le altre forze di polizia. Una scelta dunque tecnica, non politica, definendo le argomentazioni del centrodestra demagogiche. Per non parlare dei casi di decessi anche in Italia a causa del taser, spesso rivelatosi inefficace, con effetto contrario. Il regolamento, già approvato dai cinque municipi e dalla giunta, e descritto in aula dall’assessora Carla Palone, prevede formazione continua e, tra gli strumenti, bracciali di contenimento, giubbotti e spray antiaggressione, distanziatori, guanti antitaglio. A dare battaglia dai banchi dell’opposizione Ciaula di FdI, Romito e Carrieri della Lega contro un regolamento che sembra tutelare più i trasgressori che gli agenti dotati di giubbotti non adeguati. Aspra la polemica sul no al taser sperimentale e allo spray balistico. Una scelta politica e ideologica, ha stigmatizzato Romito, annunciando a nome della minoranza il voto contrario.

Una nuova seduta del consiglio comunale, il punto sull’avanzamento di alcuni cantieri in città. Nuova seduta del consiglio comunale di Bari. L’assessore ai Lavori Pubblici Domenico Scaramuzzi, nel corso del question time, ha fatto il punto per quanto riguarda l’avanzamento di alcuni cantieri in città. In via Manzoni nei prossimi giorni partirà la pavimentazione centrale del primo isolato. I lavori sono stati sospesi per un breve periodo nel terzo isolato per permettere l’istallazione di una tubazione del gas. Stanno invece per partire lavori di manutenzione del ponte Garibaldi di Japigia, che saranno conclusi entro le feste. Gli interventi si sono resi necessari a causa del distacco di alcuni calcinacci. Il parcheggio sotto il ponte verrà ripristinato entro l’anno mentre il transito dei mezzi pesanti riprenderà entro la fine di gennaio.

Sul piano più politico si è costituito un nuovo gruppo . A Potenza è stato introdotto il daspo urbano che potrà essere adottato dalla polizia locale come strumento per la sicurezza della città. Il provvedimento è stato approvato dal consiglio comunale del capoluogo lucano che ha anche impegnato con ordine del giorno il sindaco ad opporsi alle nuove ricerche di petrolio nel comprensorio dei comuni di Serra San Bernando confinante con Potenza. Sul piano più politico, tra le critiche dell’opposizione, si è costituito un nuovo gruppo denominato la “Potenza delle contrade”.

Ci sarebbe stato un inseguimento nei corridoi e uno scontro verbale, pare tra due esponenti dell’assise, che ha rischiato di diventare fisico. Sarebbero intervenuti carabinieri e 118. Consiglio comunale concitato ieri ad Altamura. Ci sarebbe stato un inseguimento nei corridoi e uno scontro verbale, pare tra due esponenti dell’assise, che ha rischiato di diventare fisico. Sarebbero intervenuti carabinieri e 118. A farne le spese la porta di una stanza con i vetri in frantumi. Il consiglio era chiamato a nominare il presidente del collegio dei revisori dei conti. Occorreva la maggioranza assoluta di 13 voti. Ma il più suffragato ha ottenuto solo 10 preferenze. La parola ora passa, come stabilisce la norma, al Prefetto. Subito dopo la votazione, un consigliere di minoranza ha chiesto la parola per un commento post-voto ma il presidente del consiglio gliel’ha negata, dichiarando chiusa la seduta, dopo meno di un’ora di lavori. L’opposizione ha puntato l’indice contro una maggioranza inesistente, incapace di compattarsi e di nominare il presidente di un organo importante e soprattutto negando la parola all’opposizione. Ancora più grave quando sarebbe accaduto dopo, stando alla denuncia di Berloco corredata da foto.

Il Comune di Taranto si impegna per il rilancio dell’infrastrastruttura. Ieri pomeriggio il consiglio comunale monotematico Di Alessandra Martellotti

Scoppia la polemica su una variazione di bilancio per 8 milioni di euro Servizio di Anna De FeoRiprese e montaggio di Cosimo CaragiuloInterviste a Michelangelo Cavone, capogruppo Pd; Fabio Romito, capo opposizione comune Bari

“Taranto libera”: è il grido dei manifestanti. Lotta anche per i diritti dei palestinesi Di Alessandra Martellotti Al termine della lunga seduta, diversi consiglieri sono stati contestati dagli stessi manifestanti che hanno accompagnato l’intera giornata di lavori, con la loro presenza in aula e con il presidio in strada, davanti al Comune. All’uscita da palazzo di città tre consiglieri (Lazzàro, Tagliente, e il presidente del consiglio comunale, Liviano) sono stati scortati dalla digos: contro di loro cori, insulti e richieste di dimissioni. Diverse associazioni hanno seguito i lavori del consiglio comunale, interessate soprattutto alle mozioni su Aia, dissalatore e Palestina. Gli attivisti sono stati protagonisti di diverse interruzioni, tanto da essere allontanati, riammessi solo grazie alla mediazione dei consiglieri Contrario e Angolano. Gli ambientalisti chiedono la chiusura immediata della fabbrica e il rispetto del diritto alla salute. Tra i presenti i Genitori Tarantini, i Liberi e pensanti, i Cobas, i pro Palestina e diverse altre realtà.

Il consiglio comunale di Taranto dice no al ricorso contro l’Aia per l’ex Ilva. Impugnerà invece il progetto del dissalatore sul fiume Tara. Ieri riunione fiume con 11 ore di lavori Di Alessandra Martellotti

Bocciato il ricorso contro l’autorizzazione all’ex Ilva. Approvato un piano per chiudere l’area a caldo entro 5 anni. La frattura tra chi vuole la chiusura dell’ex Ilva e chi teme le conseguenze occupazionali si riflette anche in Consiglio comunale. Respinta la mozione del Movimento 5 Stelle per un ricorso al Tar contro l’AIA, la maggioranza ha approvato un documento che propone la chiusura dell’area a caldo in 5 anni. Il piano prevede tre forni elettrici, un impianto DRI alimentato da gas senza ricorrere alla nave rigassificatrice, e un uso strategico della rete Snam. Chiesto anche un tavolo permanente con Governo, Regione, sindacati e università per guidare la transizione industriale. Tensione in aula per le proteste del pubblico, con una breve sospensione dei lavori.

Taranto riavrà il mercatino del pesce al piazzale Liberty in Città vecchia e il quartiere Paolo VI avrà l’asilo nido, il decimo in città. Novità dall’amministrazione a margine del consiglio comunale di Alessandra Martellotti

Mercato del pesce, individuata l’area

Taranto riavrà il mercatino del pesce al piazzale Liberty in Città vecchia e il quartiere Paolo VI avrà l’asilo nido, il decimo in città. Novità

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