Una rete di professionisti per conoscere fragilità e intervenire prima di eventi critici
Sono 857 i detenuti rinchiusi nel carcere di Taranto a fronte di una capienza di 350 unità. Più del doppio. Una situazione di grave sovraffollamento che rende ancora più complessa la gestione della salute fisica e mentale della popolazione detenuta. I dati parlano chiaro: lo scorso anno si è registrato un suicidio, 15 tentativi di suicidio e 69 episodi di autolesionismo. La Asl di Taranto e la direzione della casa circondariale hanno sottoscritto un protocollo d’intesa, già esistente ed aggiornato, per individuare precocemente i soggetti a rischio e mettere in campo interventi mirati per prevenire condotte e atti di autolesionismo.
Interviste: Luciano Mellone, Direttore casa circondariale Taranto; ing. Vito Bavaro, Dir. Generale Asl












