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Omicidio Scirpoli, nuovi sviluppi. Il sindaco di Vieste: “La città ripiomba nell’incubo”

Omicidio di mafia a Vieste. Ucciso, a colpi di fucile, il 35enne Antonello Scirpoli, volto noto della criminalità garganica. “Torniamo a vivere un incubo da cui pensavamo di essere usciti”, ha detto il sindaco Nobiletti

Il timore è che l’agguato mortale possa scatenare una nuova guerra di mafia a Vieste, dopo anni di tregua. Antonello Scirpoli aveva precedenti per rapina e per aver favorito la latitanza di un elemento di spicco della criminalità garganica. Il 35enne è stato ucciso a colpi di fucile venerdì sera, in una stradina nei pressi della sua abitazione alla periferia della città, mentre era in sella a uno scooter.
Forse due i killer. Le indagini sono condotte dai carabinieri, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari.

Dall’inizio dell’anno, si erano già registrati due agguati a Vieste: il 6 giugno, un 42enne fu colpito da un proiettile a un braccio in pieno centro; il 19 marzo, invece, un 35enne fu ferito, sempre a un braccio, davanti a un supermercato. Scirpoli era stato condannato per aver favorito la latitanza di Gianluigi Troiano, braccio destro del boss garganico Marco Raduano, entrambi collaboratori di giustizia.
Il 35enne era accusato di aver fornito supporto logistico a Troiano – poi catturato in Spagna – per avvantaggiare il clan di appartenenza del latitante, riconducibile a Raduano.

Per questa vicenda, Scirpoli fu condannato a 4 anni di reclusione in appello e da alcuni mesi era tornato in libertà, in attesa del verdetto della Cassazione. “Vieste è ritornata in un incubo da cui era uscita da anni”, ha detto il sindaco Giuseppe Nobiletti. “Come allora – ha aggiunto – è necessario che vengano utilizzati strumenti straordinari che hanno determinato risultati importanti nella lotta alla criminalità organizzata”.

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