Una bomba ecologica la cava dismessa nelle campagne di Minervino Murge dove negli anni sono stati nascosti rifiuti provenienti dalla Campania. Dopo l’incendio del settembre dello scorso anno c’e’ il rischio di inquinamento della falda
L’aria irrespirabile, immondizia bruciata ovunque. Rimasta sul terreno, con un concreto rischio per l’inquinamento della falda, dopo l’incendio che il 20 settembre dello scorso anno fu appiccato per cancellare ogni traccia di un traffico illecito di rifiuti, accertato ormai dalle indagini della magistratura, che in questa cava dismessa nelle campagne di Minervino murge, nel cuore del Geo parco Unesco, ha visto una delle più grandi superfici cosiddette libere nella nuova terra dei fuochi da occupare per nascondere le ecoballe.
Le prime furono abbandonate nel 2021, erano aumentate già nel 2024 durante la visita a febbraio della commissione parlamentare sulle eco mafie i cui componenti parlarono di una zona, quella tra il nord barese e il sud foggiano, crocevia di traffici di rifiuti, alcuni speciali e dunque pericolosi per la salute umana, poco chiari e di collegamenti, connessioni furono definite, con la criminalità campana. La questione è ora oggetto di un’interrogazione parlamentare ai Ministri dell’Ambiente e dell’Interno da parte dell’onorevole Filiberto Zaratti che fa proprie le preoccupazioni dei componenti dell’associazione “Verdi ambiente e Società” che chiedono l’immediata bonifica del sito.
Intervista a Basilio Schiavone, ass.ne Verdi Ambiente e Società













