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Agguato Bisceglie: il vero obiettivo sarebbe scappato trovando riparo nel ripostiglio del ristorante

L’omicidio alla “Spaghetteria n. 1” si inserisce nell’ambito di una faida tra clan rivali di Bari, e cioè gli Strisciuglio e i Capriati.

Il quadro per gli investitori è chiaro, si tratta ora di individuare esecutori e mandanti dell’agguato. Non era il 62enne Angelo Pizzi il bersaglio del commando, in tre con i volti coperti arrivati a bordo di un auto, guidata da un complice, poi svanita nel nulla; il direttore di sala si è trovato sulla direttrice dei proiettili e ha fatto come da scudo al suo titolare, il vero obiettivo, emerge dal riserbo degli inquirenti, della spedizione punitiva, che è riuscito a scappare, pare, trovando riparo in un ripostiglio del locale.

Qui la ricostruzione dei fatti

Nessuna certezza, i carabinieri però confermano che l’omicidio nel ristorante “Spaghetteria n. 1” di Bisceglie, si inserisce nell’ambito di una faida tra clan rivali di Bari, e cioè gli Strisciuglio, a cui era affiliato Filippo Scavo, ucciso lo scorso 18 aprile al Divinae club, e i Capriati. Una guerra per il controllo delle piazze di spaccio che è ripresa senza esclusione di colpi, anche con le sparatorie nel capoluogo, per fortuna senza vittime. Indaga la Direzione distrettuale antimafia, che da tempo ha evidenziato come la provincia a nord e in particolar modo Bisceglie siano diventate terreno fertile per i traffici dei gruppi criminali di Bari. Sul corpo della vittima intanto è stata disposta l’autopsia, Pizzi sarebbe stato raggiunto prima da 4 colpi e poi finito quando era a terra agonizzante. Qualcuno ha lasciato un fiore rosso all’ingresso del locale sequestrato, in memoria di un uomo morto alla vigilia della festa del lavoro.

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