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Manduria: rapinatori e molestatori, conoscevano la vittima e volevano impaurirla per fatti passati

Uno dei due è minorenne, entrambi restano in carcere

Ammettono le proprie responsabilità per la rapina ma negano ogni addebito relativo alla presunta violenza sessuale ai danni della vittimai due giovani di Manduria, uno dei quali appena 16enne, arrestati dai carabinieri lo scorso fine settimana. Sono accusati di aver rapinato prima per strada e poi nella sua abitazione una donna di 35 anni, anche lei di Manduria. L’avrebbero fermata con un escamotage la sera del 30 gennaio scorso al confine con Avetrana mentre lei rientrava con la sua Audi a Novoli, comune di residenza.

I due sono stati ascoltati alla presenza dei propri avvocati difensori nel corso dell’interrogatorio di convalida dei fermi. Entrambi hanno parlato di quello che a loro dire doveva essere uno scherzo poi sfuggito al controllo. La vittima una donna di loro conoscenza con la quale ci sarebbero stati dei contrasti legati al suo passato. Da qui la decisione di farle vivere attimi di puro terrore.

Incappucciati , muniti di pistole, risultate poi armi giocattolo, dei sassi per strada per bloccare l’auto e rapinargliela. I due hanno negato qualsiasi forma di violenza sessuale soprattutto il 25 enne al quale viene contestato il reato. Una versione che evidentemente non ha convinto i gip Paola Liaci e Marcello Rizzo che al termine degli interrogatori hanno convalidato i fermi confermando la custodia cautelare in carcere per il 25enne e nell’istituto penale per i Minori di Monteroni per il 16enne.

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