CRONACA
La Procura parla di un crollo psicologico ma per la famiglia non è così
Nessuna persona è stata vista entrare o uscire dalla cabina 81806, dove all’alba del 27 settembre 2023 è stata trovata morta la giovane Gessica Disertore, 27enne originaria di Triggiano. È questa una delle principali argomentazioni formulate dal procuratore capo Roberto Rossi, che ha chiesto l’archiviazione del procedimento ritenendo che la ragazza, che lavorava come chef esperta su una nave da crociera, si sia tolta la vita.
Una tesi non condivisa dalla famiglia della giovane, che tramite l’avvocato Mariatiziana Rutigliano ha presentato opposizione, chiedendo alla Procura di continuare a indagare: l’udienza davanti al gip sarà celebrata il prossimo 17 febbraio.
Agli atti dell’inchiesta ci sono i filati estrapolati dalla telecamere di videosorveglianza della nave, che in quel momento si trovava nelle acque di Porto Rico. I movimenti di Gessica vengono ripresi costantemente per tutta la serata, fino a quando, alle 2.21 del mattino, entra sola nella sua cabina. La 27enne si intrattiene al bar con alcune colleghe: insieme a lei anche un giovane ufficiale, che poi si allontana insieme ad un’altra ragazza fino a raggiungere con lei la propria cabina. Le telecamere inquadrano Gessica che bussa insistentemente alla loro porta. La 27enne poi lo chiama su WhatsApp, per ben quattro volte, senza ricevere risposta. A quel punto torna in stanza. Dalle 2.21 e fino alle 5.35, quando una sua collega trova il corpo esamine di Gessica con una cinghia intorno al collo, nessuno entra o esce dalla cabina. Non ci sono accessi alternativi, la serratura è elettronica per cui registra ingressi o uscite. La Procura parla di un crollo psicologico ma per la famiglia non è così.













