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Consiglio regionale, la politica si divide sul ritorno dei “missionari”

POLITICA

Dopo il servizio del TgNorba terremoto politico in via Gentile

Ha scatenato un terremoto politico nei palazzi regionali il nostro servizio sul possibile rientro dalla finestra dei cosiddetti missionari, dipendenti regionali fuori sede distaccati a chiamata diretta in consiglio regionale al servizio dei gruppi politici.

L’effetto di una leggina approvata in gran segreto in seconda commissione a maggio scorso con un blitz bipartisan votato all’unanimità ed ora in attesa del via libera dell’aula. Fra gli inquilini di via Gentile c’è chi dice di aver appreso la notizia dal TgNorba e chi, come il presidente di commissione Tutolo, che annuncia il suo voto contrario.

Il blitz sconfessa la scelta del 2011 quando missionari e rimborsi d’oro, fino al doppio dello stipendio base, furono aboliti per legge. Un privilegio che rischia di tornare con l’istituzione della nuova segreteria presso la conferenza dei capigruppo composta da otto dipendenti in distacco, uno per ciascuno degli otto gruppi consiliari, per una spesa indiretta stimata in circa 400 mila euro l’anno considerando i buchi di organico degli uffici di provenienza.

L’operazione è a costo zero, replicano i proponenti, e cancella diarie e rimborsi previsti da una legge del 1974. In realtà nel 2013 un’altra legge in materia ha mantenuto in vita le note spese ed assicurato ai gruppi politici circa tre milioni di euro l’anno, 53 mila euro per ciascuno degli eletti, destinati proprio a pagare portaborse, impiegati e consulenti esterni.

Perché aumentare i costi indiretti anziché pagare i componenti della segreteria dal budget già assegnato ai gruppi politici?

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