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Omicidio Lacarpia, la confessione di Saverio Scarano: “Voleva comandare in cella”

Chiesto e ottenuto il giudizio immediato: il processo prenderà il via il prossimo 8 settembre davanti alla Corte d’Assise di Bari

Ho ucciso io Giuseppe Lacarpia ma non per i suoi problemi di salute ma perché dava fastidio, voleva comandare in cella”. La confessione di Saverio Scarano, il 45enne barese arrestato con l’accusa di omicidio per aver soffocato il 65enne di Gravina a sua volta accusato di aver ucciso la moglie, risale ad alcuni mesi fa.

In base alle sue dichiarazioni, il procuratore aggiunto Ciro Angelillis ed il sostituto Ileana Ramundo hanno chiesto e ottenuto il giudizio immediato: il processo prenderà il via il prossimo 8 settembre davanti alla Corte d’Assise di Bari.

Lacarpia fu arrestato per aver ucciso la moglie Maria Arcangela Turturo nella notte fra il 5 ed il 6 ottobre 2024: secondo la ricostruzione della procura, prima avrebbe dato fuoco all’auto in cui si trovava la moglie, poi – visto che la donna era riuscita ad uscire dall’abitacolo – le avrebbe sfondato lo sterno schiacciandola con il suo peso.

Dopo circa 15 giorni dal suo arresto, Lacarpia fu trovato senza vita nella sua cella. Suicidio, fu la prima ipotesi. In base alle indagini successive, la notte del 22 ottobre Scarano avrebbe soffocato l’anziano mentre questi era a letto, cogliendolo di sorpresa e stringendogli una corda attorno al collo. Tanto perché – ritengono gli inquirenti sulla scorta delle testimonianze raccolte – disturbava i compagni di cella pregando di notte e non riuscendo a trattenere alcuni bisogni fisiologici.

A giudizio è finito anche Michele Vincenzo Guglielmi, che è accusato di un tentato omicidio, avvenuto sempre in carcere il 19 ottobre 2024, ai danni di un detenuto salentino. Per lui è stato chiesto il rito abbreviato.

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