Sulla carta è uno dei progetti simbolo della transizione ecologica finanziata dall’Europa. Nella realtà, sta spaccando la città
A Brindisi la diga foranea di Punta Riso è diventata il nuovo terreno di uno scontro politico e sociale sempre più acceso. Al centro della polemica c’è il progetto dell’Autorità Portuale: un impianto fotovoltaico da quasi un megawatt, finanziato con quattro milioni di euro del PNRR, pensato per alimentare le banchine e ridurre le emissioni delle navi in porto.
Ma la recinzione del cantiere ha sbarrato l’accesso a uno dei luoghi più amati dai brindisini: una passeggiata storica dove da sempre cittadini e famiglie vanno a correre, camminare e pescare. Ed è proprio qui che la protesta è esplosa.
In pochi giorni la mobilitazione si è trasformata in una petizione popolare online che sta raccogliendo centinaia di firme. Nessuno contesta l’energia pulita, spiegano i brindisini, ma il metodo e soprattutto il luogo scelto per realizzare l’impianto. Una vicenda che adesso accende il dibattito cittadino, tra accuse, richieste di chiarimenti e proteste sempre più forti.













