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I nuovi volti della povertà: colpiti famiglie e adolescenti

Il vescovo Satriano: “Lavorare insieme”. Il report della Caritas

Si chiama “Vite sospese – salute, dignità, lavoro” il nuovo rapporto Caritas presentato oggi a Bari. “Il report ci restituisce un quadro non confortante: le povertà non sono più un incidente di percorso,
ma un fenomeno sistemico che erode diritti e dignità” commenta l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano. Sono 642 le persone incontrate nei centri d’ascolto e 6.134 gli interventi realizzati: le fragilità sono crescenti, il 64% è rappresentato da donne, molte famiglie con figli, anziani soli, lavoratori poveri.

L’80% è costituito da cittadini italiani. Il 41% dei bisogni riguarda la povertà economica, uno
su cinque il lavoro, l’11% la salute. “La povertà – dice – spesso viene vista solo nel senza dimora o in chi perde il lavoro, ma oggi assume volti nuovi: coinvolge famiglie, donne, anziani, perfino adolescenti, come dimostrano i segnali preoccupanti di disagio e violenza giovanile. Dobbiamo lavorare insieme, non da battitori liberi. Non basta un approccio assistenzialista: bisogna restituire al povero dignità e protagonismo, sottraendolo all’invisibilità.

“Colpisce che una persona oggi non viva più un solo bisogno, ma difficoltà intrecciate: lavoro, casa, salute, economia – dice don Lino Modesto, responsabile Caritas -. Questo ci dice che la povertà non è un episodio, ma un processo che mina diritti e relazioni”. A Bari le zone maggiormente esposte a queste situazioni sono San Pio, alcune aree del quartiere Japigia e il Libertà.

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