
Monsignor Satriano, appello a Bari: “L’antimafia è compito di tutti”
L’arcivescovo di Bari-Bitonto rivolgendosi direttamente ai criminali, dice: “Bari non vi appartiene, Bari è di quanti amano e si identificano in San Nicola” “Nel nome
L’arcivescovo di Bari-Bitonto rivolgendosi direttamente ai criminali, dice: “Bari non vi appartiene, Bari è di quanti amano e si identificano in San Nicola”. “Nel nome di San Nicola, sento il dovere di rivolgere un monito e un appello alla città: non deleghiamo ad altri la liberazione di Bari”. È il monito che l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, diffonde alla vigilia della festa di San Nicola e all’indomani del blitz che ha portato a 14 misure cautelari per due omicidi di mafia. “L’antimafia è compito di tutti” ricorda Satriano che, rivolgendosi direttamente ai criminali, dice: “Bari non vi appartiene, Bari è di quanti amano e si identificanoin San Nicola. Non vogliamo essere ostaggio di chi controlla con la paura, imbavaglia nel silenzio e rinchiude nella rassegnazione”. Dopo la recrudescenza degli episodi criminali, serpeggiava la paura sulla festa del Santo Patrono. Motivo per cui sono aumentate le misure di sicurezza. Ma per Monsignor Satriano Bari non può abituarsi alla violenza. “Non possiamo permettere che i nostri quartieri diventino nomi legati alla paura, né che le strade, le piazze, i luoghi della vita ordinaria siano trasformati in scenari di sopraffazione”. Infine rivolge un pensiero ai più giovani: “Non consegnate la vostra vita a chi vuole usarla, non lasciatevi rubare il cuore. Siete fatti per la libertà, per l’amicizia vera, per la bellezza e per l’amore”
Il capo della Chiesa barese invita a un Natale silenzioso e autentico, che attraversa il dolore e restituisce serenità alle persone. Il Natale “in punta di piedi” ci ricorda ancora una volta quanto la festa non debba essere rumorosa o superficiale. L’arcivescovo di Bari-Bitonto, Giuseppe Satriano, sceglie anche quest’anno parole sobrie e radicali per parlare a una comunità attraversata da fragilità, solitudini e domande aperte. Il Natale, scrive, viene a cercarci: non bussa con forza, non pretende attenzione, ma chiede uno spazio nelle pieghe della nostra storia, nelle relazioni stanche, nei giorni faticosi. Non si tratta di un Natale fuori dal tempo, ma di un Natale che entra nelle città ferite, nei quartieri segnati dalla solitudine, nelle famiglie attraversate da fragilità, nei luoghi del dolore come ospedali e carceri. Satriano ci mostra un presente segnato da relazioni che si assottigliano, povertà crescenti e conflitti diffusi, ricordandoci con Sant’Agostino che “siamo noi i tempi“. In questo contesto, il Vangelo propone una logica controcorrente: la speranza non nasce dall’isolamento, ma dalle relazioni. Gesù viene “a guarirci dalla paura di Dio e dall’ostilità verso il fratello”. Da qui l’invito a “smontare il Natale” consumistico, rumoroso e rapido, spesso lontano dalla realtà di chi vive queste giornate tra solitudini, ferite familiari e difficoltà economiche. Il Natale di Gesù non anestetizza il dolore: lo attraversa. Dio non sceglie la potenza, ma la vulnerabilità di un bambino; non cancella le ferite, ma decide di abitarle. Qui sta la natura più autentica del Natale: non evasione spirituale né consolazione facile, ma una “speranza concreta ed esigente” che restituisce dignità a un’umanità incompiuta. L’Emmanuele, il Dio-con-noi, ci ricorda che “nessuna vita è marginale” e che anche nei terreni più aridi può germogliare qualcosa di nuovo, spostando l’asse dall’efficienza alla tenerezza, dalla difesa alla capacità di fare spazio. Il messaggio di Satriano si traduce in un appello diretto alle comunità: niente fede intimistica o clamore, ma “luci discrete”, relazioni che scaldano invece di giudicare, gesti piccoli e fedeli, presenze affidabili. Perché, conclude l’arcivescovo, “la storia non è chiusa” e “una luce può ancora accendersi ogni volta che qualcuno smette di difendersi e inizia a custodire**”. Una luce che attraversa il dolore, senza fuggirlo, e illumina il cammino di tutti noi.
Il vescovo Satriano: “Lavorare insieme”. Il report della Caritas. Si chiama “Vite sospese – salute, dignità, lavoro” il nuovo rapporto Caritas presentato oggi a Bari. “Il report ci restituisce un quadro non confortante: le povertà non sono più un incidente di percorso,ma un fenomeno sistemico che erode diritti e dignità” commenta l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano. Sono 642 le persone incontrate nei centri d’ascolto e 6.134 gli interventi realizzati: le fragilità sono crescenti, il 64% è rappresentato da donne, molte famiglie con figli, anziani soli, lavoratori poveri. L’80% è costituito da cittadini italiani. Il 41% dei bisogni riguarda la povertà economica, unosu cinque il lavoro, l’11% la salute. “La povertà – dice – spesso viene vista solo nel senza dimora o in chi perde il lavoro, ma oggi assume volti nuovi: coinvolge famiglie, donne, anziani, perfino adolescenti, come dimostrano i segnali preoccupanti di disagio e violenza giovanile. Dobbiamo lavorare insieme, non da battitori liberi. Non basta un approccio assistenzialista: bisogna restituire al povero dignità e protagonismo, sottraendolo all’invisibilità. “Colpisce che una persona oggi non viva più un solo bisogno, ma difficoltà intrecciate: lavoro, casa, salute, economia – dice don Lino Modesto, responsabile Caritas -. Questo ci dice che la povertà non è un episodio, ma un processo che mina diritti e relazioni”. A Bari le zone maggiormente esposte a queste situazioni sono San Pio, alcune aree del quartiere Japigia e il Libertà.
L’ennesima bomba ad uno sportello bancomat nel foggiano. Questa volta è stato preso di mira lo sportello della Banca Popolare di Milano, già colpito negli ultimi anni. Ancora non è chiaro se i banditi siano riusciti a portare via il denaro. L’esplosione è stata avvertita in tutto il paese. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.
Una cerimonia ufficiale per onorare la memoria di un illustre concittadino, che tanto ha dato al panorama culturale italiano. Servizio di Virginia Cortese. Interviste a Giuseppe Galizia, sindaco di Baragiano; Ursula Saarikoski, vedova di Dino Satriano
Le opere realizzate dal giovane artista Michele Celeste, tra arte sacra e mitologia: L’esposizione nel polo museale della cittadina foggiana Servizio di Fabrizio Sereno Intervistato Michele Celeste, artista
Tra gli obiettivi, trovare nuove strade per donare speranza e allargare sempre più la platea di studenti Servizio di Saverio Carlucci Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo Interviste a: Mons. Giuseppe Satriano (Gran Cancelliere della Facoltà); Vito Mignozzi (Preside di Facoltà)
L’arcivescovo di Bari ha affidato le sue parole a una lettera aperta “Perdonami, caro Sing”, così ha scritto Mons. Giuseppe Satriano in una lettera aperta indirizzata al 38enne indiano senza fissa dimora ucciso a Bari da tre ragazzi per provare una pistola comprata da poco. L’arcivescovo di Bari-Bitonto è tornato sul caso ponendo l’accento sulla condizione dei poveri. “Perdonami, Caro Singh- ha scritto Satriano – e perdona il silenzio assordante con cui abbiamo coperto le condizioni disumane di vita non solo tue, ma di tanti fratelli e sorelle”. Dalle indagini è emerso come il 38enne sia stato trattato come un bersaglio umano dai tre indagati. Satriano ha poi posto l’accento sulla “propensione dei tessuti sociali e emarginare i poveri”. “Ti prometto- conclude Satriano – che non ci arrenderemo con docilità alla tirannia dell’indifferenza”.
73esima Messa regionale del Ringraziamento. La celebrazione è stata officiata da mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari-Bitonto Servizio di Maurizio Spaccavento Intervista a Pietro Piccioni, direttore Coldiretti Puglia
L’arcivescovo di Bari-Bitonto è stato scelto dai rappresentanti delle 19 diocesi della regione L’arcivescovo metropolita di Bari – Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano è il nuovo presidentedella conferenza episcopale pugliese. A sceglierlo sono stati i vescovi delle 19 diocesi della regione che oggi si sono riuniti a Conversano). La carica di vicepresidente è stata affidata a monsignor Giovanni Intini, arcivescovo di Brindisi – Ostuni mentre è stato confermato segretario della Cep, monsignorGiuseppe Favale, vescovo della diocesi di Conversano – Monopoli. L’incarico dei nuovi eletti durerà cinque anni.

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