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Aprile 30, 2025

L’accusa è omicidio aggravato dal metodo mafioso Servizio di Giovanni Di Benedetto;

Emiliano:” Siamo riusciti a non aumentare le tasse, senza tagliare niente”  Con 29 voti a favore, 1 astenuto e 15 contrari, il Consiglio regionale pugliese ha approvato la leggedi ripiano del debito sanitario residuo da 81 milioni di euro. Con i gruppi di maggioranza, Partito democratico, Con, Per la Puglia e Azione, hanno votato a favore anche tre dei cinque consiglieri del Movimento 5 Stelle (l’unico ad astenersi è stato Cristian Casili, voto contrario per Antonella Laricchia). No al provvedimento da parte di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Puglia Domani. “Siamo riusciti a non aumentare in 10 anni le tasse in questa regione, nonostante i risultati ottenuti in sanità. Questa è unacosa che mi piacerebbe mi fosse riconosciuta” ha detto il presidente Michele Emiliano chiudendo gli interventi. “Non è semplice fare una rivoluzione così profonda della condizione economica della Regione. Ricordo che il progresso del Pil in 9 anni in Puglia è stato il più alto d’Italia, dopo il covid è stato in termini di incremento secondo solo all’economia degli Stati Uniti e questo ce lo ha riconosciuto la presidente Meloni in Fiera del Levante”. “Eravamo la cenerentola delle cenerentole in Sanità – ha detto ancora Emiliano – se ciascuno fa quello che deve fare quello che arriva dopo trova il lavoro fatto. Io il lavoro fatto non l’ho trovato, non mi interessa chi ne abbia responsabilità, ma ho trovato il piano di rientro. Abbiamo aumentato di 12mila unità il personale, abbiamo il record italiano dei trapianti di cuore. Siamo i numeri uno della crescita sanitaria in Italia e siamo a sud”. “Ci stiamo autofinanziando – ha concluso – senza aumentare le tasse e senza tagliare niente”.

La proposta di Unaprol Servizio di Alessandro Boccia Intervista a Pietro Bitonti, presidente Assoprol Basilicata

Gli investigatori scavano nella vita del giovane parrucchiere. In una foto appare con il 24enne sparito da Barletta nel gennaio del 2022, il cui corpo non è mai stato trovato Servizio di Giovanni Di Benedetto intervista a avv. Michele Cianci, legale famiglia Diviesti

Il parroco accusato di omicidio stradale ha risposto a tutte le domande del gip. No alla richiesta di revoca domiciliari Servizio di Linda Cappello montaggio di Silvia Fiore

Dalla comparazione del dna si avrà la certezza che si tratti del corpo del parrucchiere 26enne scomparso il 25 aprile da Barletta Servizio di Giovanni Di Benedetto

Gli operatori del settore e alcuni rappresentanti di Confindustria chiedono che l’avviso pubblicato dal Comune venda ritirato Servizio di Alessandro Boccia Intervista a Francesco D’Alema, vice presidente Confindustria Basilicata

Dopo le recenti divisioni su questioni urbanistiche, il campo largo ha dato prova di compattezza Servizio di Pietro Loffredo Intervista a Davide Emanuele, assessore al Bilancio Comune di Foggia

Una costellazione composta da oggetti sui tetti del paese. La realizzeranno due artisti con l’aiuto dei cittadini Servizio di Pietro Loffredo Intervista a Juan Sandoval, ceramista Grazialba di Summa, ceramista Pasquale Bizzarro, sindaco di Deliceto

Secondo appuntamento del progetto “Cantiere e scuola” di Ance Bari e Bat e Formedil Bari Servizio di Anna del Feo riprese e montaggio di Orazio Corbacio

Inizio del dibattimento spostato al 14 maggio a causa del legittimo impedimento, per motivi di salute, di un imputato Servizio di Pietro Loffredo

Stavolta gli ecocriminali non hanno fatto in tempo a bruciare i rifiuti, come accaduto in passato Continua il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti nel foggiano. Gli ispettori ambientali Civilis hanno scoperto il terzo scarico di ecoballe a Torretta Antonacci, in agro di San Severo. Stavolta gli ecocriminali non hanno fatto in tempo a bruciare i rifiuti, come accaduto in passato. Il comandante della Civilis, Giuseppe Marasco, ha inviato una lettera al Governo, nella quale chiede un potenziamento degli organici delle forze dell’ordine.

Un corso che fa bene al cervello, aumenta il livello di attenzione e di concentrazione Intervista: Enza Zucaro, corsista Sabrina Di Cugno, Acli Savina Ferreri, corsista Servizio Giovanni Di Benedetto

Don Nicola D’Onghia dovrebbe rispondere alle domande sull’incidente costato la vita a Fabiana Chiarappa E’ durato circa un’ora l’interrogatorio di garanzia di don Nicola D’Onghia, il parroco di Turi accusato di omicidio colposo per aver travolto e ucciso la 32enne Fabiana Chiarappa il 2 aprile scorso. Il sacerdote è arrivato in tribunale a Bari accompagnato dal suo difensore, l’avvocato Federico Straziota che per il suo assistito ha chiesto la scarcerazione. All’interrogatorio, innanzi al gip Nicola Bonante, hanno partecipanto anche il procuratore aggiunto Ciro Angelillis ed il sostituto Ileana Ramundo. Il parroco in sua difesa ha sostenuto di non essersi accorto di aver investito Fabiana ma di aver invece pensato di aver colpito una pietra. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, D’Onghia avrebbe travolto Chiarappa che, pochi secondi prima dell’impatto, avrebbe perso il controllo della sua moto Suzuki. Proprio lo scontro con la Fiat Bravo del prete, secondo quanto ricostruito dall’autopsia, ne avrebbe causato la morte. Dopo l’incidente, D’Onghia si sarebbe fermato per circa 45 minuti in una vicinastazione di servizio per controllare i danni all’auto. Agli inquirenti ha detto di non aver visto nulla e di aver sentito un rumore provenire dal pianale dell’auto, ma pensava di aver colpito un sasso. Intervista a avv. Federico Straziota, difensore don Nicola D’Onghia

Sentenza storica del Tribunale di Bari, accolto ricorso Confil Sentenza storica del Tribunale di Bari: annullato il congelamento degli scatti stipendiali del 2013. Il congelamento degli scatti di anzianità dei lavoratori della scuola per il 2013, previsto da un decreto del Presidente della Repubblica, ha avuto l’effetto di bloccare la progressione di carriera per quell’anno e ha comportato il rinvio di un anno per tutti gli scatti successivi. Un enorme danno per la progressione stipendiale dei lavoratori anche ai fini previdenziali. Per questi motivi la Confil ha da tempo avviato una battaglia legale e giudiziaria che sta iniziando a produrre risultati: è del 29 aprile 2025 la sentenza del Tribunale di Bari n. 1743/25 che riconosce l’anno 2013 valido ai fini giuridici, consentendo quindi il regolare avanzamento nelle fasce stipendiali per il personale docente e Ata. Questa decisione è stata ottenuta grazie ad un ricorso patrocinato dall’avvocato Graziangela Berloco, delegata a dirimere le situazioni giuridiche di Confil Scuola. In particolare, il giudice del lavoro, oltre a riconoscere il diritto del ricorrente, un docente titolare della fascia stipendiale n. 21, alla ricostruzione giuridica di carriera con riconoscimento dell’anno di servizio 2013, ha condannato il Ministero dell’Istruzione al pagamento delle differenze retributive eventualmente maturate in virtù del predetto riconoscimento, nei limiti della prescrizione quinquennale, con gli interessi e la rivalutazione. ” Quindi – dichiara il segretario generale della Confederazione Italiana Lavoratori Luigi Minoia – l’iscritto Confil ha diritto ad avere arretrati, stipendio più alto e pensione più alta. Si pone rimedio ad un’ingiustizia attuata nel lontano 2013 e, pur auspicando una soluzione politica che chiediamo all’attuale governo, continueremo la nostra lotta in difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola. Riteniamo – conclude Minoia – che il modo migliore per festeggiare il 1°Maggio sia quello di onorare la battaglia sindacale in difesa di chi lavora”.

Nuova iniziativa promossa dalla Prefettura e dal Comune per contrastare le truffe ai danni delle persone più vulnerabili Giornalista: Pamela Spinelli

Risolta la questione amianto, resta grave l’assenza di punti per l’approvvigionamento dell’acqua Servizio Alessandra Martellotti

Prendono forma le luminarie, assicurati i fuochi pirotecnici, sorvolo delle Frecce Tricolori Servizio Anna De Feo

Braccia incrociate per il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro Corteo di lavoratori e delegati sindacali oggi all’interno dello stabilimento di Taranto di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, per lo sciopero delle sigle FIM, Fiom e Uilm per il mancato rinnovo del contratto nazionale dilavoro metalmeccanico. Per motivi di sicurezza e per prevenire l’eventuale occupazione della direzione dello stabilimento da parte dei manifestanti, sono stati chiusi per circa un’ora i cancelli interni. E’ stata schierata anche la vigilanza. Nello sciopero odierno di due ore rilanciata anche la vertenza Acciaierie, in vista della prossima cessione dell’azienda. Per la Fim Cisl, “la vertenza Acciaierie d’Italia è aperta. Chiediamo trasparenza e rispetto degli accordi del 2018. Nessun esubero, soluzioni per tutti i lavoratori. La mobilitazione continua”.

Il presunto rapinatore è stato arrestato dalla Polizia Per sottrarre il portafogli ad un cittadino albanese di 30 anni gli ha puntato il coltello allagola: la vittima ha reagito ed è rimasta ferita ad una mano. E’ accaduto a Borgo Incoronata, frazione diFoggia. L’aggressore, un trentenne marocchino, è stato arrestato dalla Polizia dopo un lungo inseguimento. Risponde di rapina aggravata, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. La vittima è stata soccorsa e medicata dal personale del 118 giunto sul posto e portata in ospedale. 

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