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Ottobre 11, 2024

Ventesima edizione per il memorial in ricordo del giovane poliziotto morto nel 2003 a causa di un male incurabile Servizio di Giuseppe Capacchione Interviste a: Tonino Lafiandra, Papà di Rino; Leo Scaringi

Era disattivo da molti mesi, la sua entrata in produzione porterà a due gli impianti attivi nella fabbrica E’ confermato per martedì 15 ottobre a partire dalle 15.00, l’avvio dell’accensione dell’altoforno 1 all’ex Ilva di Taranto, alla presenza del ministro delle Imprese, Adolfo Urso, e dei commissari straordinari di Acciaierie Italia, Giovanni Fiori, Giancarlo Quaranta e Davide Tabarelli. Per l’azienda “l’avvio dell’altoforno rappresenta un passo importante nel piano di ripartenza di Acciaierie d’Italia e conferma l’impegno dei commissari straordinari, del Governo italiano e dell’azienda di procedere al ripristino delle attività produttive dello stabilimento siderurgico”. L’altoforno 1 era disattivo da molti mesi e la sua entrata inproduzione porterà a due gli impianti attivi nella fabbrica. Quello già in marcia è l’altoforno quattro che, con l’avvento della gestione commissariale, è’ stato progressivamente riportato ad una marcia regolare di circa 5mila tonnellate di ghisa al giorno. Il terzo altoforno operativo nell’ex Ilva di Taranto, il due, fermo da mesi, sarà riattivato all’inizio del 2025. Martedì, dopo la visita del ministro e della sua delegazione all’altoforno 1, è previsto un incontro nella sala conferenze della fabbrica e un successivo punto stampa di Urso. Da febbraio ad oggi, si tratta della terza visita del ministro a Taranto. 

La lettera è firmata dal sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, e dalcommissario di Governo dei Giochi, Massimo Ferrarese Dopo il no, per ben due volte, al dissequestro della curva sud dello stadio Erasmo Iacovone, il commissario Ferrarese ed il sindaco Melucci chiedono, con una lettera alla giudice Costanza Chiantini del Tribunale di Taranto, di togliere i sigilli alla parte dell’impianto incendiato lo scorso anno in occasione del derby con il Foggia. A rischio i finanziamenti per il restyling dello stadio in vista dei Giochi del Mediterraneo. Ora che è’ stato assegnato l’appalto per la demolizione dell’anello inferiore dello Iacovone, il sequestro della curva sud rischia di essere un ostacolo altissimo per il rifacimento dell’impianto, con la possibilita0 del definanziamento dei lavori.

Nelle ultime settimane i volontari hanno ritrovato cumuli di plastica e altro materiale dannoso per l’ambiente e i cittadini Un patrimonio naturale e paesaggistico di inestimabile valore deturpato da plastica e altri rifiuti. La denuncia arriva dalle sezioni locali di Legambiente Polignano e Legambiente Monopoli che esprimono grande preoccupazione per il grave episodio verificatosi presso l’area di Torre Incina. Nelle ultime settimane sono stati ritrovati dai volontari materiali di costruzione, elettrodomestici e altri scarti che rappresentano un serio pericolo non solo per l’ambiente marino e terrestre, ma anche per la salute dei cittadini. Torre Incina ospita numerose specie animali e vegetali protette che rischiano di essere irrimediabilmente danneggiate dall’incuria e dall’inciviltà, oltre a essere simbolo del turismo sostenibile.

La prima donna a ricoprire il ruolo di comandante di Unità navale della Guardia Costiera, il tenente di vascello Annarita Porcelluzzi, è tornata nella sua Barletta Servizio di Giuseppe Capacchione Intervista: Tenente di Vascello Annarita Porcelluzzi e Cosimo Cannito, sindaco di Barletta

L’automobilista si è subito fermato a prestare soccorso È stata investita da un’auto mentre attraversava la strada ed è ricoverata in prognosi riservata in rianimazione.  Una ragazza di 19 anni, di Foggia, nella tarda serata di ieri, stava attraversando quando un’auto, guidata da un ragazzo, l’ha investita. L’automobilista si è subito fermato a prestare soccorso. Sul posto sono giunti il 118 e gli agenti della polizia locale per accertare la dinamica dell’accaduto.

Si tratta della strada su cui morirono Greta Francone e Francesco Castellaneta la notte del 30 settembre scorso Una strada sotto sequestro per far luce sull’incidente stradale nel quale, la notte del 30 settembre, sono morti Greta Francone e Francesco Castellaneta. I carabinieri, su disposizione della Procura di Bari, ieri hanno sigillato parte del cavalcavia di Cassano, di fatto limitando al traffico la rampa di accesso alla strada provinciale. Un provvedimento necessario per accertare se le precarie condizioni dell’asfalto e delle barriere siano stati una delle cause dello schianto mortale, insieme all’alta velocità. L’auto su cui viaggiavano i due fidanzati volò già dal cavalcavia sulla strada provinciale 236 che collega Cassano a Sannicandro. 

Ora si chiama Luna e presto avrà una nuova casa. Per il momento ha già una nuova famiglia composta da 500 uomini e donne di Aeroporti di Puglia  “Abbandonare un animale vuol dire condannarlo a morte certa o ad una vita di stenti oltre che un atto crudele e illegale” non usa mezzi termini Antonio Vasile, Presidente di Aeroporti di Puglia, che in un post sui social pubblica la foto di una cagnolina abbandonata nel parcheggio multipiano dell’aeroporto di Bari. “Luna, il suo nuovo nome, è stata fortunata” scrive ancora Vasile, “non è dotata di chip e, con l’auto della Polizia municipale di Bari le daremo una nuova casa”. Ma Vasile specifica anche che grazie ai sistemi di sorveglianza di cui è dotato l’aeroporto, sarà rintracciato il responsabile dell’abbandono. Per il momento Luna avrà una nuova casa e una nuova famiglia composta da 500 uomini e donne di Aeroporti di Puglia 

E’ successo in un appartamento nel centro di Lecce Sorprende la ex fidanzata a casa in compagnia di un uomo e lo accoltella. È accaduto nella tardaserata di ieri a Lecce, in un’abitazione in pieno centro. Un 32enne si è presentato nell’appartamento della sua ex fidanzata e ha trovato assieme alla ragazza, una 24enne leccese, un uomo di 51 anni. Ne è nato un diverbio in cucina, che è sfociato in un ferimento: il 32enne, impossessatosi di un coltello, si è scagliato contro l’uomo colpendolo alla spalla. La donna, nel tentativo di fermare l’ex, è rimasta ferita ad una mano. Il 32enne subito dopo è fuggito ma è stato rintracciato e arrestato dalla polizia. Il 51enne è statomedicato in ospedale. Le sue condizioni non sono gravi.

Sequestrati smartphone, tablet e altri dispositivi informatici. La lista dei coinvolti si allunga Avrebbe agito senza secondi fini, ma solo per curiosità. Così si sarebbe giustificato Vincenzo Coviello, ex impiegato di Intesa Sanpaolo nella filiale di Bitonto accusato di aver spiato i conti correnti di politici e sportivi. La lista si allunga. Oltre alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al presidente del Senato, Ignazio Larussa, sarebbero stati spiati anche i conti dei ministri Raffaele Fitto e Guido Crosetto, del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e di Nichi Vendola. Ma anche di nomi di spicco dello sport come Francesco Totti e dei collaboratori di esponenti di governo nazionale. In totale, compresi quelli di comuni cittadini, sono stati oltre 3.500 i conti correnti ispezionati dal dipendente dal 2022 ad oggi. Dal decreto di perquisizione eseguito questa mattina emerge che Coviello potrebbe aver agito con la complicità di un’altra persona “, al fine di procurare a sé e/o ad altri, attraverso la consultazione di quei dati, notizie che, nell’interesse della sicurezza dello Stato o, comunque, nell’interesse politico, interno o internazionale dello Stato, dovevano rimanere segrete”. Coviello è stato licenziato l’8 agosto scorso. L’istituto bancario inoltre non avrebbe inviato tempestivamente agli inquirenti i dati degli accessi abusivi, ma avrebbe atteso l’acquisizione degli atti da parte della Procura. Coviello si sarebbe difeso spiegando di aver agito senza secondi fini, ma per pura curiosità. L’indagine è partita dalla segnalazione di un medico al quale sono stati notifica diversi accessi non autorizzati al suo conto corrente

Presunta incostituzionalità del decreto Piantedosi La giudice del tribunale di Brindisi, Roberta Marra, ha ritenuto non manifestamenteinfondati profili d’incostituzionalità del decreto legge Piantedosi, che regola la gestione dei soccorsi in mare e prevede il fermo delle navi delle Ong, e ha rimesso gli atti alla Consulta. La decisione è giunta nell’ambito del procedimento sul ricorso contro il fermo della Ocean Viking di Sos Mediterranee,disposto il 9 febbraio a Brindisi dalla Guardia Costiera per presunte violazioni del decreto. La giudice Marra aveva già accolto, sospendendo il fermo, il ricorso dei legali della Sos Mediterranee, coinvolta in un caso analogo. A quanto si apprende, ci sarebbero profili che riguardano la legittimità della sanzione accessoria del fermo amministrativo, così come è concepita nel decreto, e quindi la sanzione fissa e automatica che viene graduata in base alle situazioni. Questo violerebbe i principi di proporzionalità, ragionevolezza e di personalità della responsabilità, sostanzialmente penale.

Brindisi: Ocean Viking, atti alla Consulta

Presunta incostituzionalità del decreto Piantedosi La giudice del tribunale di Brindisi, Roberta Marra, ha ritenuto non manifestamenteinfondati profili d’incostituzionalità del decreto legge Piantedosi, che regola

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