
Sei rapinatori contro una donna di 75 anni e sua figlia
Entrambe, in seguito all’aggressione subita, sono in ospedale. E’ accaduto a Zapponeta. Nel servizio del TgNorba la testimonianza di un parente, intervenuto subito dopo il

Entrambe, in seguito all’aggressione subita, sono in ospedale. E’ accaduto a Zapponeta. Nel servizio del TgNorba la testimonianza di un parente, intervenuto subito dopo il colpo Servizio di Giuseppe Capacchione
L’obiettivo è aiutare le giovani imprese nello sviluppo delle loro idee. Insieme Cte, Comune, Università, Mimit Di Alessandra Martellotti Interviste a Rodolfo Sardone, resp. Cte Calliope Taranto; Gianluigi De Gennaro, pres. Centro Innovazione e creatività UNIBA
È accaduto nelle campagne di Mesagne. L’animale è stato recuperato e affidato alle cure del suo proprietario Era finito in un pozzo profondo sette metri il cagnolino salvato dai Vigili del fuoco nelle campagne di Mesagne. È stato il proprietario a dare l’allarme e a chiedere aiuto. Per poterlo recuperare un vigile è stato imbragato e calato nel pozzo. Dopo il recupero il cane è stato affidato alle cure del suo proprietario.
Maltempo su tutto il Salento, le zone più interessate sono state Gallipoli, Casarano, Melendugno e Lizzanello Un’improvvisa e intensa grandinata ha imbiancato Nardò creando molti problemi alla circolazione stradale. L’ondata di maltempo ha trasformato le strade in fiumi di ghiaccio. È accaduto poco dopo le 13. Il traffico stradale è stato bloccato e deviato su strade più sicure mentre le zone dove si sono registrate maggiori difficoltà sono state via XX Settembre, via Belisario Acquaviva e via Rubichi. Tanti gli interventi dei vigili del fuoco anche per soccorrere automobilisti in difficoltà. Il maltempo ha interessato anche Gallipoli, Casarano, Melendugno e Lizzanello. Tanti i danni all’agricoltura: distrutti i campi di zucchine, carote, peperoni e angurie.
La Cisl Taranto Brindisi e l’Adiconsum premiano il direttore della LUMSA di Taranto Di Alessandra Martellotti Intervista a don Antonio Panico, direttore LUMSA sede di Taranto
Si sono moltiplicati nei mari di Sicilia, Calabria e Puglia Sono voracissimi, coloratissimi e carnivori, non hanno nemici, se spezzati in due si rigenerano ehanno aculei urticanti: sono i vermocane, noti anche come vermi del fuoco, e negli ultimi due-tre anni le ondate di calore estive li hanno fatti moltiplicare enormemente nei mari di Sicilia, Puglia e Calabria. Sono diventati così una specie invasiva, minacciosa per gli animali che vivono nelle riserve naturali marine, compresi i coralli, e per il lavoro dei pescatori. Per questo sono nel mirino dei biologi del laboratorio dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs) attivo a Panarea e a Milazzo.I vermocane, il cui nome scientifico è Hermodice carunculata, “hanno nelle setole tossine urticanti che generano edemi, pruriti e febbri”, dice Michela D’Alessandro, che con i colleghi Valentina Esposito e Marco Graziani sta studiando questa specie, che fino a poco tempo fa era nota per essere numerosa solo nel canale di Suez. “Lo studio dei vermocane è un progetto dell’Ogs, nato sulla scia delle segnalazioni deipescatori”, ha aggiunto. Sempre più frequentemente, infatti, i pescatori trovano i pesci presi nelle reti uccisi da questi animali inarrestabili, lunghi in media 20 centimetri e che in qualche caso possono raggiungere il metro. Frequenti anche le ferite nei pescatori, che spesso sono costretti a ricorrere al cortisone. I vermocane hanno raggiunto anche scogli e spiagge e per mettere in guardia dai possibili danni, i biologi dell’Ogs hanno promosso una campagna di informazione.
Caso scoperto a Taranto, due arresti dopo indagine della Dda Avrebbero sequestrato e picchiato un uomo di 35 anni allo scopo di estorcergli 15mila euro in seguito al rifiuto della vittima di portare a termine una truffa ai danni di una società di noleggio auto. L’pisodio risale ad aprile del 2023, i carabinieri hanno arrestato un 29enne di Taranto e un 50enne di Martina Franca. Ai due è stata notificata una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della procura distrettuale antimafia. Secondo quanto ricostruito dai militari del Nucleo Investigativo, il 35enne sarebbe stato prelevato dalla sua abitazione di Martina Franca dai due indagati, costretto a salire su un’auto e condotto in un garage a Taranto per essere brutalmente picchiato, anche con il calcio di una pistola. Qualche ora dopo il malcapitato sarebbe stato liberato e accompagnato nei pressi di un distributore di carburanti del quartiere Paolo VI. Il 35enne riuscì poi a tornare a MartinaFranca, dove i carabinieri, allertati dalla compagna della vittima, lo rintracciarono mentre vagavanel centro abitato. L’uomo, che presentava evidenti lesioni al volto, fu accompagnato al pronto soccorso.Dalle indagini coordinate dalla Dda di Lecce è emerso che il 35enne si era rifiutato di realizzare una truffa ai danni di una società di noleggio auto: doveva affittare una vettura, i denunciarne falsamente ilfurto per di smontarla e rivendere i pezzi al mercato dell’usato.
Polemiche di un comitato civico per le modalità di intervento. Stop ai treni e bus sostitutivi durante le operazioni Servizio Pietro Loffredo
E’ il risultato di una ricerca condotta dall’Irccs De Bellis di Castellana Grotte sulla sana alimentazione Intervista: Prof. Gianluigi Giannelli, Direttore Scientifico Irccs “De Bellis” Castellana Grotte Servizio Maurizio Marangelli
È accaduto tra via Cognetti e via Abbrescia, tre persone coinvolte Rissa in centro a Bari. L’altra notte alcuni uomini hanno litigato furiosamente all’incrocio tra via Cognetti e via Abbrescia, a pochi passi dai luoghi della movida del quartiere Madonnella. Dalle parole sono passati alle mani. Un passante ha tentato di fermarli, mentre una donna ha provato a riprendere la scena con il telefonino. Il cellullare le è stato sottratto da uno dei partecipanti alla zuffa e scaraventato a terra. Grazie alle testimonianze, i carabinieri hanno bloccato un cittadino tunisino di 44 anni, finito in manette e due italiani, un 49enne che ora si trova ai domiciliari e un 26enne che è stato denunciato. I carabinieri stanno indagando per identificare gli altri partecipanti alla rissa.
È accaduto a Zapponeta, nel Foggiano. Il commando era composto da sei-sette persone, a volto coperto e armati Notte di paura alla periferia di Zapponeta, nel Foggiano. Un commando armato, composto da sei-sette persone, a volto coperto, ha fatto irruzione in una villetta sorprendendo nel sonno la proprietaria 80enne e le due figlie. Hanno picchiato con un bastone l’anziana donna e si sono fatti consegnare gioielli e denaro. Hanno minacciato con una pistola anche un parente delle donne che, allertato, era intervenuto per prestare soccorso. I banditi sono fuggiti via a bordo di un’auto di grossa cilindrata. L’80enne è stata trasportata in ospedale perché ha riportato lesioni. Sotto shock le due figlie. Il bottino ammonterebbe a circa 100mila euro. Sul caso indagano i carabinieri.
L’insegnante 93enne di Conversano racconta in un libro le esperienze di vita. Un testo per aiutare la ricerca sulle malattie rare
“Ho subito discriminazioni, insulti, violenze. Non bastano inclusione e uguaglianza ma serve equità” Di Alessandra Martellotti
Ci avevano provato già il 16 maggio scorso, senza riuscirci. La notte scorsa invece l’ordigno ha danneggiato un bar di prossima apertura a Presicce-Acquarica, in Salento Attentato dinamitardo nella notte a Presicce-Acquarica, in Salento, dove un ordigno rudimentale è esploso intorno alle 4 in piazzetta Villani davanti ad un bar dove erano in corso lavori di ultimazione in vista della prossima apertura. L’ordigno era posizionato davanti ad uno degli ingressi del locale che si affaccia davanti alla Chiesa di Sant’ Andrea, nel cuore del borgo antico. La deflagrazione ha causato danni ingenti, danneggiate anche alcune abitazioni vicine. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, la polizia locale e il sindaco Paolo Rizzo. Lo scorso 16 maggio il locale era stato oggetto di un altro attentato ma allora l’ordigno non era esploso per un difetto della miccia, poi disinnescato dagli artificieri. I titolari, che gestiscono un ristorante in paese, avevano riferito ai carabinieri di non aver ricevuto minacce tantomeno richieste estorsive. Al vaglio degli investigatori le telecamere dí video sorveglianza della zona che potrebbero aver ripreso l’attentatore in azione.

Entrambe, in seguito all’aggressione subita, sono in ospedale. E’ accaduto a Zapponeta. Nel servizio del TgNorba la testimonianza di un parente, intervenuto subito dopo il

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