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Villa Ferrero

Sul litorale nord di Brindisi, una villa di lusso sequestrata alla criminalità organizzata e oggi abbandonata si prepara a cambiare volto. Il Comune ottiene un milione di euro per trasformarla in un polo dedicato a inclusione, formazione e servizi per il territorio. Una villa di lusso affacciata sul litorale nord di Brindisi, in contrada Sbitri. Piscina, palme, area discoteca, patio, garage e stanze eleganti. Un luogo esclusivo, costruito per ostentare ricchezza. Ma dietro quella facciata, c’era altro. Villa Ferrero è stata confiscata nel 2016 dalla Guardia di Finanza. Apparteneva a un uomo finito al centro di un’inchiesta su traffici di droga e contrabbando di sigarette tra Albania, Turchia e Puglia. Una residenza che, all’epoca, veniva utilizzata anche come struttura ricettiva. Oggi, a distanza di dieci anni, quella stessa villa si presenta in stato di forte degrado: ambienti danneggiati, spazi abbandonati, segni evidenti del tempo e dell’incuria. Eppure, proprio da qui riparte una nuova storia. Il Comune di Brindisi ha ottenuto un finanziamento da un milione di euro per il recupero e la rifunzionalizzazione dell’immobile, nell’ambito del programma regionale dedicato ai beni confiscati. L’obiettivo è chiaro: trasformare un simbolo di illegalità in uno spazio aperto alla comunità. Dopo gli interventi di manutenzione straordinaria, la struttura ospiterà attività sociali, educative e culturali. Saranno attivati percorsi di formazione e inserimento lavorativo per persone in condizioni di fragilità, insieme a servizi socio-educativi rivolti a minori e famiglie.

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