
Torricella, arrestato 30enne per maltrattamenti in famiglia: picchiò la madre
Aggressioni e minacce nel Tarantino: i Carabinieri applicano il Codice Rosso Un 30enne di Torricella, in provincia di Taranto, è stato arrestato dai Carabinieri con

Aggressioni e minacce nel Tarantino: i Carabinieri applicano il Codice Rosso. Un 30enne di Torricella, in provincia di Taranto, è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di maltrattamenti in famiglia dopo aver aggredito e minacciato ripetutamente la madre convivente. L’intervento dei militari è scattato nella serata di lunedì, in seguito all’attivazione delle procedure del Codice Rosso dopo la denuncia della donna, esasperata da un clima di terrore che durava da tempo. Secondo le indagini, già il 5 maggio scorso l’uomo avrebbe colpito la madre con un pugno al volto, sottraendole il cellulare per impedirle di chiedere aiuto o lasciare l’abitazione. L’episodio finale si è verificato l’11 maggio, quando il giovane, dopo il rifiuto della donna di consegnargli denaro per l’acquisto di droga, ha reagito con estrema violenza. La vittima è riuscita a fuggire e a raggiungere la caserma, permettendo ai Carabinieri di rintracciare il figlio e trasferirlo nel carcere di Taranto su disposizione dell’autorità giudiziaria.
Le accuse, contestate a vario titolo, vanno dalla turbativa d’asta alla corruzione, fino all’autoriciclaggio e al peculato. Sono nove in tutto le persone finite agli arresti domiciliari nell’inchiesta su presunte irregolarità negli appalti pubblici a Torricella (Taranto). Tra queste figura l’ex vice sindaco ed ex assessore ai Lavori pubblici Michele Franzoso. Per altri sette indagati è stato invece disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Complessivamente sono sedici le persone coinvolte, tra amministratori locali, tecnici comunali, professionisti e imprenditori. Le accuse, contestate a vario titolo, vanno dalla turbativa d’asta alla corruzione, fino all’autoriciclaggio e al peculato. Secondo l’impostazione accusatoria, alcune procedure di gara sarebbero state pilotate per favorire operatori economici ritenuti vicini agli indagati. Tra gli interventi finiti sotto verifica figurano lavori di sistemazione della litoranea in località Torre Ovo, opere sportive e interventi sul waterfront. Respinte, invece, le richieste cautelari per un funzionario comunale e un consigliere, per il quale era stata ipotizzata anche una misura interdittiva poi esclusa dal gip.
Contestati tre episodi di presunta turbativa d’asta e cinque di presunta corruzione. L’inchiesta della Procura di Taranto al comune di Torricella per corruzione aggravata, turbativa d’asta e autoriciclaggio in concorso. Tra gli indagati, il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Michele Franzoso, che ieri si è dimesso. Per lui e altre 8 persone la procura ha chiesto l’arresto in carcere, per altri due indagati i domiciliari, per un altro la sospensione dell’esercizio dal pubblico ufficio. Giovedì è previsto l’interrogatorio preventivo di Franzoso davanti al gip Giovanni Caroli. Secondo l’accusa, avrebbe adottato cautele per eludere i controlli, evitando telefonate compromettenti, usando “pizzini” e scegliendo luoghi senza telecamere. Contestati tre episodi di presunta turbativa d’asta e cinque di presunta corruzione.
L’incidente domestico avvenne a novembre in una frazione di Torricella. Dopo 53 giorni di agonia Antony non ce l’ha fatta. Non ce l’ha fatta Antony, il bimbo di dieci mesi rimasto gravemente ustionato dopo un incidente domestico avvenuto a novembre nella frazione di Monacizzo, a Torricella. Dopo 53 giorni di agonia, il piccolo è morto nella rianimazione del Policlinico di Bari. L’acqua bollente di un bollitore gli aveva provocato ustioni di secondo e terzo grado su gran parte del corpo. La Procura ha sequestrato la salma e valuta l’autopsia. Indagata la madre, unica presente in casa al momento dell’incidente.
La vittima era a bordo di un Ape car che si è scontrato violentemente con un’auto. Il conducente della vettura ha riportato ferite lievi Ancora sangue sulle strade della provincia di Taranto. Un uomo di 84 anni ha perso la vita questa mattina sulla strada provinciale che collega Lizzano a Torricella. La vittima era a bordo di un Ape car che si è scontrato violentemente con un’auto. L’anziano è morto sul colpo. Il conducente della vettura ha riportato ferite lievi. Si trova all’ospedale di Manduria. Sul posto i Carabinieri che hanno effettuato i rilievi e avviato le indagini
Oggi i funerali delle quattro giovani vittime dell’incidente Servizio di Alessandra Martellotti Intervistati: Francesco Turco, sindaco Torricella Massimo Gualano, presidente Pro Loco Torricella
Nel giro di tre anni ridotti di un terzo i costi del Primitivo. Le associazioni di categoria lanciano una raccolta firme per smuovere la Regione Di Alessandra Martellotti Interviste a Cosimo De Santis, agricoltore; Giovanni Pro, agricoltore; Erminio Campa, presidente Copagri Taranto
Un 31enne si era presentato in ospedale con ferite da arma da fuoco Individuato e arrestato l’uomo che ieri avrebbe ferito con alcuni colpi d’arma da fuoco un 31enne, con precedenti, nei pressi di una pescheria di Torricella, in località Monacizzo. Si tratta di un pregiudicato di 53 anni. La vittima si era presentata al pronto soccorso dell’ospedale di Manduria con ferite all’avambraccio. Interrogato dai carabinieri, il 31enne ha riferito di essere stato colpito da un proiettile mentre si trovava nelle campagne tra Lizzano e Pulsano. Il racconto, però, non ha convinto i militari che hanno avviato le indagini. Dalle immagini delle telecamere di video sorveglianza della zona si vede il 53enne mentre esplode diversi colpi di pistola contro 31enne mentre si trovava a bordo della sua auto. Nello stesso punto è stata ritrovata anche la pistola, un’arma con matricola abrasa.
La struttura in legno è sprofondata e la falesia sta franando sulla spiaggia. Situazione denunciata anni fa Intervista: Mimmo Carrieri, responsabile regionale settore Ambiente e Ecologia CPA Servizio Alessandra Martellotti
Paura a Torre Ovo, a Torricella, all’alba: una vecchia palazzina disabitata è andata completamente distrutta Crollo al centro di Torre Ovo, a Torricella, nella provincia di Taranto. Alle 4.20 di venerdì mattina è venuta giù una piccola palazzina, abbandonata da oltre venti anni, quindi fortunatamente disabitata. Si tratta di un vecchio locale, già transennato perché dichiarato in pericolo di crollo da diverso tempo. La struttura era sotto sequestro, perché abusiva, e in attesa di essere demolita e ricostruita, grazie al finanziamento regionale “Waterfront” chiesto e ottenuto dal Comune: “Fortunatamente è accaduto quando non c’era nessuno in giro – commenta il sindaco, Schifone – abbiamo chiesto il finanziamento 5 anni fa, ma a causa degli inghippi dovuti alla burocrazia italiana, siamo sempre rimasti bloccati. È da oltre 10 anni che il Comune cerca di trovare una soluzione”. La struttura è su area demaniale, ma di competenza del Comune. Cosa che ne ha complicato la gestione. Sul posto I carabinieri e i vigili del fuoco. Una squadra di pompieri, dotata di attrezzature speciali, è in arrivo anche da Bari. Sono in corso tutte le verifiche del caso.
Auto contro muro, muore 30enne Un 30enne è morto nella notte a causa di un incidente stradale a Torricella, l’ennesima tragedia sulle strade tarantine. A perdere la vita Luigi Chetta. Guidava una Fiat Idea quando ha perso il controllo dell’auto finendo contro un muro. Da chiarire la dinamica. L’incidente è avvenuto sulla strada provinciale 129 intorno alle 2:00. Sul posto Vigili del fuoco, Carabinieri e 118.
Il giovane, di Francavilla Fontana, viaggiava insieme a un gruppo di amici per una escursione. UN 27ENNE DI FRANCAVILLA FONTANA, GIACOMO CAPUANO, HA PERSO LA VITA A SEGUITO DI UN INCIDENTE CHE SI È VERIFICATO IERI POMERIGGIO IN LOCALITÀ TORRICELLA, IN PROVINCIA DI TARANTO. IL GIOVANE ERA A BORDO DELLA SUA MOTO IN COMPAGNIA DEI SUOI AMICI PER UN’ESCURSIONE QUANDO PER CAUSE DA ACCERTARE, CAPUANO HO PERSO IL CONTROLLO DELLA SUA DUCATI 900 DI COLORE ROSSO, ANDANDO A SBATTERE CONTRO UN PALO DELLA PUBBLICA ILLUMINAZIONE. L’IMPATTO NON GLI HA LASCIATO SCAMPO. VANI I TENTATIVI DI RIANIMAZIONE PRATICATI PER OLTRE UN’ORA DAI SOCCORRITORI DEL 118. LA DINAMICA DELL’INCIDENTE È AL VAGLIO DEI CARABINIERI. DA QUANTO SI APPRENDE NON CI SAREBBERO ALTRI VEICOLI COINVOLTI.
Due famiglie litigano e un parente deceduto si ritrova con due lapidi. Succede nei comuni di Torricella e Sava Servizio di Anna De Feo
L’azienda di Torricella è in regime di concordato e non può garantire la continuità occupazionale Sit-in oggi dei lavoratori della ditta Lacaita (indotto ex Ilva) davanti ai cancelli dell’azienda, a Torricella (Taranto), nel giorno in cui è scaduta la copertura della cassa integrazione. L’azienda è in regime di concordato e non può garantire la continuità occupazionale. “Assistiamo ad uno sgretolamento del tessuto industriale – sottolinea Pietro Cantoro della Fim Cisl – nel settore dell’appalto di Taranto, derivato da una mancata ripresa del livello produttivo nello stabilimento di Acciaierie d’Italia, che impatta violentemente nella tenuta di piccole e medie imprese prevalentemente mono committenti, che ormai alla deriva hanno utilizzato tutti i normali ammortizzatori sociali”. La Fim Cisl, aggiunge, “registra una non tempestiva reattività della stessa azienda Lacaita nello stimolare più celeri risposte dalla macchina amministrativa e giuridica, e nell’intercettare e valutare percorsi e formule alternative di supporto pertraghettare la complicata congiuntura. Visto il particolare frangente che determina la mancanza di copertura di un ammortizzatore sociale, di cui riteniamo che l’azienda debba farsi carico già a partire da questo lunedì 5 giugno, avevamo antecedentemente sollecitato sia l’intervento del commissario incapo al concordato, che successivamente alla task force regionale”. Intanto, per domani mattina, la Fim Cisl ha “già dato disponibilità – conclude Cantoro – per un incontro aziendale, e parallelamente, spingerà per la convocazione di un tavolo presso la task force regionale, al fine di ricercare soluzioni praticabili. Non permetteremo mai che a pagare il prezzo di questa complicata vicenda, abbandonata e alla deriva, ormai non più sostenibile e che esaspera oltremodo una tensione sociale già elevata, sia sempre la parte più debole, i lavoratori”.

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