Skin Telenorba50
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

maldarizzi-automotive

tommaso minervini

I giudici hanno stabilito che non ci sono indizi di colpevolezza, esclusa qualsiasi rilevanza penale per ognuna delle contestazioni. Parla ai nostri microfoni l’ex sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, coinvolto in un’inchiesta su presunte irregolarità nella gestione degli appalti pubblici in città. La Corte di Cassazione nelle motivazioni ha scritto che nei suoi confronti non ci sono mai stati indizi di colpevolezza. Il racconto della sua odissea nel servizio. Intervista a Tommaso Minervini, ex sindaco di Molfetta

L’ex sindaco non andava arrestato. Non è prospettabile un diverso epilogo in un eventuale giudizio di rinvio. Così la Corte di Cassazione nelle 9 pagine in cui motiva la sentenza con cui ha annullato, senza rinvio, sia l’ordinanza del gip del tribunale di Trani che dispose l’arresto dell’ex sindaco di Molfetta Tommaso Minervini che quella del Riesame con la quale veniva attenuata la misura con il divieto di dimora per un anno negli uffici comunali. I giudici hanno scritto così la parola fine sulla vicenda che aveva portato ai domiciliari, dal 6 al 28 giugno del 2025, l’esponente socialista coinvolto, con altre persone, in un’inchiesta su presunte irregolarità nella gestione degli appalti pubblici in città. Per tutti i 9 capi di imputazione, scrivono gli ermellini, non ci sono indizi di colpevolezza, esclusa qualsiasi rilevanza penale per ognuna delle contestazioni. In pratica Minervini non andava arrestato. Ricordiamo che l’amministrazione comunale, inizialmente retta dal vice sindaco Nicola Piergiovanni, fu sciolta dopo le dimissioni di 13 consiglieri. Dallo scorso mese a reggere le sorti del Comune c’è un commissario straordinario nominato dalla Prefettura.

Di città paralizzata parlano da Pd e Sinistra Italiana, il partito di Fratelli d’Italia invita l’amministrazione a staccare la spina, così come fa il Movimento 5 stelle In attesa di indicazioni dalla Prefettura e dal Tribunale, dice il vice sindaco Nicola Piergiovanni che da oltre un mese e mezzo regge le sorti del comune di Molfetta, all’indomani dell’arresto del primo cittadino Tommaso Minervini, a capo di una coalizione formata da liste civiche, per presunte irregolarità nella gestione degli appalti pubblici, misura attenuata dopo il ricorso al Riesame e trasformata in divieto di dimora negli uffici comunali per un anno. La situazione è oggetto di studio, i legali di Minervini parlano di un caso unico a livello nazionale, un sindaco sospeso dalla carica ma a piede libero dopo che l’impianto accusatorio è stato praticamente ridimensionato.  Servizio di Giovanni Di Benedetto

Lo ha stabilito il gip del tribunale di Trani. Al centro dell’inchiesta della Guardia di Finanza presunte irregolarità nelle gare relative al nuovo porto commerciale e all’area mercatale Servizio di Giovanni Di Benedetto

Durante l’interrogatorio preventivo durato sette ore il sindaco ha risposto a tutte le domande del gip. Per il primo cittadino chiesti gli arresti. L’inchiesta ruota su presunte irregolarità nella gestione delle gare per l’area mercatale e il nuovo porto commerciale servizio di Giovanni Di Benedetto Intervista a avv. Mario Malcangi, legale Tommaso Minervini avv. Tommaso Poli, legale sindaco Tommaso Minervini

deliziosa
gilca-srl-giugno