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La Polizia blocca a Taranto un pregiudicato di 36 anni. Aveva nascosto 7 dosi di cocaina nell’armadietto Dipendente di un supermercato spaccia cocaina mentre è al lavoro. Arrestato un 36enne tarantino. Nei giorni scorsi i Falchi hanno notato l’uomo, pregiudicato, mentre rivendeva la droga vicino alla porta laterale del negozio, incontrando in una strada angusta e senza uscita i clienti, previo appuntamento telefonico. Raggiunto sul posto di lavoro, il 36enne aveva in un borsello, nell’armadietto, 7 dosi di cocaina. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di recuperare altri 6 grammi della stessa sostanza, 150 euro e il materiale necessario per il confezionamento della droga. L’uomo si trova agli arresti domiciliari.

I piccoli grottagliesi costruiscono la loro focaredda per San Ciro, trasmettendo valori e radici culturali attraverso una cerimonia che celebra la tradizione

Questa mattina sit in degli operatori del settore davanti alla Prefettura. Il 4 febbraio riunione alla Camera di Commercio Intervista: Adriano Lippo mitilicoltore Servizio Annamaria Rosato

I sindacati, prima di esprimersi, attendono l’incontro alla Regione il prossimo 28 gennaio Servizio di Annamaria Rosato

Lunedì non si presenteranno allo stadio in occasione della partita con l’Altamura I calciatori del Taranto dichiarano lo stato di agitazione. Se entro domani la società non dovesse pagare le 4 mensilità di settembre, ottobre, novembre e dicembre annunciano lo sciopero che sarà attuato lunedì: non si presenteranno allo stadio, in occasione della partita in trasferta con l’Altamura. Inaccettabile ed insostenibile la condizione lavorativa, affermano in una nota pubblicata sul sito dell’associazione italiana calciatori. Oltre alle mensilità i giocatori non hanno ricevuto altre indennità, come spese di alloggio, ritenute Irpef e contributi previdenziali. sinora la prima squadra ha continuato ad allenarsi e giocare, per rispetto verso la città e verso i tifosi. Ma la situazione economica – concludono – sta pregiudicando anche la serenità familiare dei calciatori. Da qui lo stato di agitazione. Il Taranto, squadra che milita in serie C è al momento ultimo in classifica.

Ergastolo per il fratello della vittima, Tiziano e Paolo Vuto, considerati il mandante e l’organizzatore del delitto. Inflitti 30 anni a Cristian Vuto e 25 a Francesco Vuto. Escluso il metodo mafioso, resta la premeditazione Servizio Alessandra Martellotti montaggio di Luigi Aloisio

“Viviamo un profondo senso di insicurezza e di preoccupazione” Di Alessandra Martellotti Esasperati per il numero crescente di furti, i cittadini del quartiere Tramontone di Taranto inviano una lettera aperta direttamente al sindaco Melucci. Chiedono l’intervento urgente dell’amministrazione: “Viviamo un profondo senso di insicurezza e di preoccupazione – scrivono – assistiamo a una recrudescenza di furti, con malviventi che entrano in casa a qualunque ora, incuranti perfino della presenza dei proprietari”. La zona presenta inoltre strade non asfaltate e non illuminate. In particolare si fa rimerimento al tratto compreso tra via Zoche e via Lampare. L’oscurità, denunciano i cittadini, favorisce anche l’abbandono di rifiuti sulla scogliera. La lettera è stata sottoscritta da un centinaio di residenti che chiedono sicurezza, la presenza della Polizia locale e l’installazione delle telecamere di videosorveglianza.

Il presidente del Coni oggi ha effettuato dei sopralluoghi agli impianti sportivi in vista dell’importante appuntamento nel 2026 Servizio di Annamaria Rosato

Ha ancora un mese di tempo Adriana Parisi, la mamma di Saverio, un ragazzo autistico di 34 anni, per cercarsi un’altra sistemazione. Hanno evitato, per ora, lo sgombero esecutivo e forzato Ha ancora un mese di tempo Adriana Parisi, la mamma di Saverio, un ragazzo autistico di 34 anni, per cercarsi un’altra sistemazione. Hanno evitato, per ora, lo sgombero esecutivo e forzato dopo che la donna ed il comitato spontaneo “io sto con Saverio” hanno messo in atto forti azioni di resistenza. Questa mattina l’istituto vendite giudiziarie, le forze dell’ordine, la nuova acquirente, il suo legale e gli assistenti sociali si sono presentati davanti all’appartamento a piano terra, a Talsano, borgata di Taranto, per procedere allo sgombero. La casa è stata venduta all’asta a causa del mancato pagamento di alcune rate del mutuo da parte della donna e dell’ex marito. In questi anni Adriana ha chiesto aiuto a tutti, anche al Prefetto. Ha presentato nuove offerte economiche per l’acquisto o l’affitto dell’immobile, ma la nuova acquirente ha sempre rifiutato. La permanenza in quella casa modesta per Saverio e’ vitale perche’ e’ li’ che e’ cresciuto, conosce il quartiere, sa come muoversi ed e’ rispettato ed accettato nella sua condizione, dice la mamma che, a causa della tensione, e’ stata colta da malore e trasportata al pronto soccorso del SS. Annunziata 

La storia si ripete: lunghe file davanti agli uffici comunali e dipendenti accusati ingiustamente Servizio di Annamaria Rosato

Il presidente del Coni Malagò atteso nel capoluogo jonico per una serie di sopralluoghi in vista dei Giochi del Mediterraneo 2026 Servizio di Annamaria Rosato

Emesse le misure nei confronti di tifosi del Martina e del Casarano, responsabili di episodi di violenza, tra cui un accoltellamento e aggressioni a poliziotti La Questura di Taranto ha emesso 12 DASPO nei confronti degli ultras, 7 del Martina e 5 del Casarano, responsabili delle risse avvenute prima e dopo la partita del 22 settembre scorso. I responsabili furono identificati e denunciati per rissa aggravata nei giorni immediatamente successivi. L’episodio fu particolarmente grave, con l’accoltellamento di un tifoso della squadra tarantina, colpito al braccio e ricoverato in ospedale insieme ad altri tifosi che necessitavano di cure. Gli ultras del Martina tentarono anche di sfondare la porta d’ingresso della curva nord per raggiungere i tifosi avversari. In ospedale, alcuni di loro furono denunciati per oltraggio a pubblico ufficiale, dopo aver aggredito i poliziotti intervenuti. Sette delle misure adottate prevedono l’obbligo di firma.

È accaduto alla fine del turno, mentre erano sole nel reparto. La denuncia arriva dai segretari Cgil Tre infermiere sono state aggredite con calci e pugni da un paziente in stato di alterazione psicofisica. L’episodio è avvenuto tra l’1 e le 3 di notte di venerdi scorso, all’ospedale Moscati di Taranto. E’ accaduto alla fine del turno, mentre erano sole nel reparto, senza personale medico, socio sanitario né ausiliario. Le lavoratrici, nonostante i traumi e le contusioni, i dolori e la paura, hanno terminato il turno per non abbandonare il reparto e solo dopo si sono recate al punto di primo intervento. Hanno avuto qualche giorno di prognosi. Per calmare il paziente, ricoverato nel reparto di otorinolaringoriatria, è dovuta intervenire una psichiatra che ha sedato l’uomo che è tutt’ora in ospedale. La denuncia arriva dai segretari Cgil, Cosimo Sardelli e Cristina Fama: “Si continua a parlare del fenomeno delle aggressioni, sempre più dilagante, come un fenomeno inaccettabile ma – per i sindacalisti – è del tutto evidente che le attuali misure quali l’inasprimento della pena e le linee guida ministeriali e regionali non sono servite a nulla. La Asl formi e informi il personale per prevenire e gestire il problema. Le infermiere avrebbero potuto attivare la vigilanza se fossero state informate”. 

Padre Vincenzo Chirico celebra Sant’Antonio Abate e rinnova l’impegno per la tutela dell’ambiente

Maggioranza e opposizione votano insieme misure di sostegno Servizio di Annamaria Rosato;

Si profila un consistente danno economico per la città Servizio di Annamaria Rosato; intervista a Marcello Di Paola presidente Federalberghi Confcommercio;

Si tratta di 177 giovani del 143° Corso Formativo della Scuola Allievi  Si è svolto al PalaMazzola il giuramento di 177 giovani del 143° Corso Formativo della Scuola Allievi Carabinieri di Taranto. Presenti il Comandante della Legione Allievi Carabinieri, Generale di Divisione Marco Lorenzoni, e le massime autorità civili, militari e religiose. Hanno partecipato anche Daniela e Stefania Bondi, nipoti del carabiniere Domenico Bondi, medaglia d’oro al valore militare a cui è intitolato il Corso: nel gennaio del 1945, in Ciano d’Enza (Reggio Emilia), cadde per fucilazione dopo lunghi interrogatori nel corso dei quali fu barbaramente torturato, ma non collaborò con i nazifascisti. Portato davanti al plotone d’esecuzione, morì gridando “Viva l’Italia”.

Il caso riguarda l’assessore Murgia e la consigliera Pittaccio i cui parenti gestiscono strutture sul territorio Servizio di Annamaria Rosato

Arrivano le disdette e loro dovranno restituire i soldi delle prenotazioni Servizio di Annamaria Rosato

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