
Messaggio d’addio al San Nicola per Fabiana Chiarappa, morta in un incidente tra Turi e Putignano
La scritta “Ciao Fabiana” è stata esposta in tribuna est durante la partita Bari – Palermo Un messaggio d’addio ieri sera al San Nicola per

La scritta “Ciao Fabiana” è stata esposta in tribuna est durante la partita Bari – Palermo Un messaggio d’addio ieri sera al San Nicola per Fabiana Chiarappa, la 32enne soccorritrice del 118 e giocatrice di rugby, morta il due aprile scorso in un incidente stradale tra Turi e Putignano. La scritta “Ciao Fabiana” è stata esposta in tribuna est durante la partita Bari – Palermo. Un modo per ricordare la ragazza ed esprimere vicinanza e affetto ai familiari, amici e colleghi. Per la sua morte è indagato – per omicidio stradale e omissione di soccorso – il parroco don Nicola D’Onghia. Il sacerdote sarebbe passato sul luogo dell’incidente intorno alle 20.30 con la sua utilitaria, ha avvertito un rumore proveniente dalla parte anteriore del mezzo e si è fermato alla stazione di servizio per capire cosa fosse accaduto, cosa che risulta anche dalla immagini delle telecamere di sorveglianza del distributore. E’ stato lui stesso la mattina successiva a recarsi dai carabinieri, dopo aver appreso della morte di Fabiana Chiarappa. Agli investigatori ha dichiarato di non aver visto nulla e di aver avuto la sensazione di aver urtato un grosso masso. Le indagini continuano.
Il primo cittadino Vito Leccese ha aderito alla campagna internazionale promossa per chiedere la liberazione del sindaco di Istanbul Da questa mattina sulla facciata del Comune di Bari è esposto lo striscione che chiede la liberazione di Ekrem Imamoglu, il sindaco di Istanbul arrestato il 20 marzo insieme a un centinaio di altri oppositori del presidente turco Erdogan. Il primo cittadino di Bari Vito Leccese ha infatti aderito alla campagna internazionale promossa dall’associazione dei sindaci europeisti e dalla rete Eurocities in segno di solidarietà a Imamoglu.
Scritta sulla statale 100. Imprese temono di perdere 140 milioni “Benvenuti a Taranto, la città dei due bidoni di Stato”. E’ la scritta che campeggia su uno striscione che l’associazione Aigi, a cui aderisce l’80% delle imprese che lavorano con l’ex Ilva, ha issato sul cavalcaviadella statale 100 Taranto-Bari in corrispondenza dello stabilimento siderurgico. Una ulteriore iniziativa di protesta che si aggiunge ai sit-in davanti alle portinerie e al blocco delle attività in atto da diversi giorni per invocare misure concrete a tutela dei crediti vantati nei confronti di AdI, che ammonterebbero ad almeno 140 milioni di euro. Ieri gli imprenditori, in occasione dell’ispezione in fabbrica dei commissari di Ilva in As (interrotta dopo che l’azienda ha negato i dati sulla produzione), si sono presentati davanti alla direzione con bidoni di plastica vuoti con impresse le date del 2015, anno del primo commissariamento che comportò la perdita di crediti per 150 milioni, e del 2024 che dovrebbe segnare un nuovo ricorso all’amministrazione straordinaria. Gli imprenditori temono il “secondo bidone di Stato”: per questo Aigi ha convocato un’assemblea degli associati “per analizzare le ultime vicende ed assumere decisioni consequenziali che potrebbero persino sfociare in azioni estreme come la chiusura delle aziende. Decisioni che allo stato risultano inevitabili e che purtroppo determineranno conseguenze drammatiche per tutto il territorio ionico”. L’associazione riferisce di avere avuto ieri una “riunione tecnica” con ladelegazione dei commissari di Ilva in As e di aver anche “risposto alla richiesta di maggiori chiarimenti avanzata dallo Spesal della Asl con riferimento alla sospensione delle forniture di beni e servizi attuata dalle aziende dell’indotto”, precisando di essersi “limitata a comunicare ad AdI la decisione della maggior parte delle associate di sospendere l’esecuzione dei contratti in forza di quanto previsto dall’articolo 1460 del codice civile, specificando l’inadempienza del committente rispetto agli ordini già evasi”.
“Anche se voi vi crediti assolti, siete lo stesso coinvolti” Uno striscione con su scritto “Anche se voi vi crediti assolti, siete lo stesso coinvolti” è stato affisso la notte scorsa sulla facciata della chiesa della Santissima Trinità a Potenza, riaperta al culto ieri mattina, e nel cui sottotetto, il 17 marzo 2010, fu trovato il cadavere di Elisa Claps, la ragazza potentina scomparsa e uccisa il 12 settembre 1993. Lo striscione è stato rimosso in mattinata. La chiesa, lo ricordiamo, è stata interessata da lavori di ristrutturazione interni ed esterni e rimarrà aperto ogni giorno dalle ore 8.30 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 20.00.
Su uno striscione ‘Jess vive dentro di noi per sempre’. Come contorno tre cuori e la firma ‘3A’ Intervista: prof. Carmine Collina, dir. scol. liceo “Fiani Leccisotti” Servizio Giovanni Di Benedetto

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“Anche se voi vi crediti assolti, siete lo stesso coinvolti” Uno striscione con su scritto “Anche se voi vi crediti assolti, siete lo stesso coinvolti”

Su uno striscione ‘Jess vive dentro di noi per sempre’. Come contorno tre cuori e la firma ‘3A’ Intervista: prof. Carmine Collina, dir. scol. liceo
