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Passerelle, servizi, accessibilità e sicurezza: la regione Puglia lancia “mare democratico”, un piano da oltre 10 milioni per riqualificare le spiagge libere e renderle più inclusive. La Puglia prova a riprendersi il mare. E lo fa con un piano da oltre 10 milioni per trasformare le spiagge libere in luoghi accessibili, attrezzati e gratuiti. Il nome scelto dalla Regione è “Mare democratico”: un programma che punta a garantire il diritto alla balneazione per tutti, dalle famiglie alle persone con disabilità. Presentati i primi due bandi rivolti ai 69 Comuni costieri pugliesi. Il primo finanzierà servizi e infrastrutture nelle spiagge libere: passerelle fino alla battigia, docce, bagni, aree d’ombra, salvataggio, percorsi accessibili e segnaletica inclusiva. Il secondo avviso è dedicato invece alle spiagge accessibili, con fondi per sedie JOB, assistenza specializzata e personale dedicato. La Regione mette sul tavolo 3 milioni e 400mila euro già per il 2026, con una programmazione triennale che supera i 10 milioni. L’obiettivo politico è chiaro: rendere la spiaggia pubblica una scelta di qualità e non un ripiego. Intervista a Antonio Decaro (Presidente Regione Puglia)

Il Sindacato balneari: tariffe contenute in Puglia e più stranieri negli stabilimenti, ma servono politiche per spiagge libere attrezzate Intervista: Antonio Capacchione, pres. Naz. Sib

Da Savelletri a Mola, pensionati, famiglie per bambini e giovani coppie: i più appassionati, i residenti della zona Servizio di Roberta Campanella

Tutti pazzi per le spiagge libere

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