
Regione Puglia: è 17esima in Italia per il welfare
La Regione si distingue per l’importo medio dell’assegno diinclusione, pari a 784 euro La classifica del “Welfare Italia Index 2025“, strumento di monitoraggio che prende
La Regione si distingue per l’importo medio dell’assegno diinclusione, pari a 784 euro. La classifica del “Welfare Italia Index 2025“, strumento di monitoraggio che prende in considerazione vari fattori come sanità, previdenza e formazione, colloca la Puglia al 17mo posto a livello nazionale per efficacia e capacità di risposta del sistema di welfare. La Puglia si distingue per l’importo medio dell’assegno di inclusione, pari a 784 euro, valore che la colloca al terzo posto a livello nazionale. La Regione è 13ma per spesa sanitaria pubblica pro-capite(2.206 euro rispetto alla media italiana di 2.294) e 18ma per spesa sanitaria privata pro-capite con 448 euro, valore inferiore alla media nazionale di 615. Degni di nota il 19mo posto per numero di cittadini inattivi (57,9%) e il 18mo per tasso di disoccupazione della popolazione over 15 anni (9,3%).
Il Rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà denuncia le criticità del Servizio Sanitario Nazionale e propone modelli di collaborazione tra Stato, territori e comunità per garantire equità e sostenibilità. Il Rapporto “Sussidiarietà e Salute”, presentato oggi dalla Fondazione per la Sussidiarietà nella Sala della Regina alla Camera dei Deputati, evidenzia criticità nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e propone un modello di collaborazione tra Stato, territori e comunità per migliorare equità, sostenibilità e qualità delle cure. All’evento sono intervenuti il presidente della Camera Lorenzo Fontana, il ministro della Salute Orazio Schillaci e il presidente dell’intergruppo parlamentare per la sussidiarietà Maurizio Lupi. Il rapporto è stato redatto con il contributo di accademici e ricercatori di università italiane e internazionali, tra cui Bicocca, Bocconi, Brunel University, Ca’ Foscari, York, Università Cattolica, Parma, Pavia, Sant’Anna di Pisa e Verona. Dati chiave sulla sanità italiana Il Rapporto mostra una crescente perdita di universalismo ed equità nel SSN: 9-10% della popolazione rinuncia o rinvia cure per motivi economici o lunghe attese; oltre il 20% tra i più svantaggiati. Tasso di mortalità evitabile correlato al titolo di studio: 39,6/10.000 per chi ha licenza elementare, 20,3/10.000 per laureati. Circa 4 milioni di over65 non autosufficienti e oltre 5,5 milioni di anziani vivono soli; il 14% degli over65 è a rischio isolamento sociale. L’Assistenza domiciliare integrata (ADI) copre solo il 30,6% degli anziani non autosufficienti, mentre gran parte della cura ricade sulle famiglie. La spesa sanitaria out-of-pocket italiana è tra le più alte d’Europa: 24% della spesa totale, contro il 15% della media UE, con un aumento costante dal 2010. Criticità strutturali del SSN Secondo il Rapporto, i principali problemi del sistema pubblico sono: Sottofinanziamento cronico (circa 37 miliardi di euro di tagli 2010-2019) Risorse allocate per prestazioni e non per integrazione dei percorsi assistenziali Mancanza di continuità e integrazione tra sanitario e sociosanitario Carenza di personale, in particolare medici di medicina generale I pazienti cronici e fragili subiscono maggiormente questi limiti, spesso attraversando più setting di cura senza responsabilità unitaria. Modelli efficaci e proposte di riforma Il Rapporto sottolinea l’efficacia dei modelli basati su collaborazioni strutturate tra enti sanitari, come le Botteghe di Comunità della ASL di Salerno, coinvolgendo 29 comuni e oltre 28.000 cittadini. Le principali proposte includono: Incremento della spesa sanitaria e introduzione di budget di cura per pazienti fragili Rafforzamento dell’assistenza territoriale con cabine di regia distrettuali, Case della Comunità e Ospedali di Comunità Istituzione di un Servizio nazionale per la non autosufficienza Piani pluriennali per assunzione e valorizzazione del personale sanitario, con retribuzioni in linea con la media UE Migliore regolazione del privato accreditato, orientato a ridurre disuguaglianze e inefficienze Sussidiarietà come chiave per equità e sostenibilità Per Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, il rapporto indica che l’alternativa non è tra pubblico e privato, ma tra un Paese che garantisce cure per tutti e uno dove si cura solo chi può permetterselo. La sussidiarietà diventa così l’architettura istituzionale dell’universalismo, rendendo il diritto alla salute effettivo, misurabile e sostenibile nel tempo.
Il disavanzo, che sarà certificato ad aprile, dovrebbe essere di poco più di 200 milioni di euro Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo d’OlimpioIntervista a: Vito Montanaro, Dir. Dip. Salute Regione Puglia

La Regione si distingue per l’importo medio dell’assegno diinclusione, pari a 784 euro La classifica del “Welfare Italia Index 2025“, strumento di monitoraggio che prende

Il Rapporto “Sussidiarietà e Salute” evidenzia disuguaglianze nel SSN, meno cure per i fragili e propone riforme per equità, sostenibilità e assistenza territoriale

Il disavanzo, che sarà certificato ad aprile, dovrebbe essere di poco più di 200 milioni di euro Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di