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Indiano ucciso a Bari, Satriano: “Chiediamo perdono per le condizioni disumane di vita dei poveri”

L’arcivescovo di Bari ha affidato le sue parole a una lettera aperta

“Perdonami, caro Sing”, così ha scritto Mons. Giuseppe Satriano in una lettera aperta indirizzata al 38enne indiano senza fissa dimora ucciso a Bari da tre ragazzi per provare una pistola comprata da poco. L’arcivescovo di Bari-Bitonto è tornato sul caso ponendo l’accento sulla condizione dei poveri.

“Perdonami, Caro Singh- ha scritto Satriano – e perdona il silenzio assordante con cui abbiamo coperto le condizioni disumane di vita non solo tue, ma di tanti fratelli e sorelle”. Dalle indagini è emerso come il 38enne sia stato trattato come un bersaglio umano dai tre indagati. Satriano ha poi posto l’accento sulla “propensione dei tessuti sociali e emarginare i poveri”. “Ti prometto- conclude Satriano – che non ci arrenderemo con docilità alla tirannia dell’indifferenza”.

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