
Regione Puglia, telecamere obbligatorie nelle Rsa
La proposta di legge è stata approvata dalla maggioranza in consiglio regionale Servizio di Francesco Iato
La proposta di legge è stata approvata dalla maggioranza in consiglio regionale Servizio di Francesco Iato
Le future sfide delle Residenze per anziani, alla luce delle evoluzioni normative, e degli obiettivi fissati dal PNRR Servizio di Guglielmina Logroscino Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo Intervista a Giovanni Procacci, Presidente Fondazione Giovanni XXIII Onlus
L’autore de “Il delitto perfetto” è Antonio Perruggini, presidente dell’associazione Welfare a Levante. La presentazione a Bari Servizio di Guglielmina Logroscino Riprese e montaggio di Cosimo CaragiuloIntervista ad Antonio Perruggini, autore “Il delitto perfetto”
Era ai domiciliari per violenza sessuale in Rsa nel Foggiano La polizia ha portato in carcere l’operatore socio sanitario 42enne Antonio Vero, già ai domiciliari dallo scorso 3 agosto con l’accusa di maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti di alcuni pazienti ricoverati nella Rsa ‘Stella Maris’ di Manfredonia, nel foggiano. All’epoca dei fatti erano quattro gli indagati, tutti operatori della struttura. Gli altri tre sono tornati in libertà per decorrenza dei termini. Vero era il solo a rispondere di violenza sessuale. Furono 14 le vittime dei maltrattamenti accertate dagli investigatori, tutte ultrasettantenni e tra loro anche un 98enne. Il pubblico ministero aveva fatto appello contro la decisione degli arresti domiciliari di Vero. Il tribunale del riesame aveva accolto il ricorso della procura, decisione poi avallata nelle scorse settimane anche dalla Cassazione.
Alcuni percepivano il reddito di cittadinanza Sono 36 i lavoratori impiegati ‘in nero’ o con posizioni irregolari scoperti dalla Guardia di finanza in una Residenza sanitaria assistenziale di Cerignola. Dei 50 lavoratori impiegati nella struttura sanitaria, 21 sono risultati completamente ‘in nero’, quattro dei quali percepivano anche il reddito di cittadinanza; altri 15erano sprovvisti di copertura assicurativa Inail. I dipendenti in nero erano stati inquadrati come socivolontari e i compensi a loro corrisposti venivano documentati sotto forma di rimborsi spese. Le indagini dei finanzieri hanno dimostrato l’esistenza di un vero rapporto di lavoro subordinato. Il titolare della Rsarischia fino a un milione di euro di multa. La Gdf ha proposto alla Direzione Territoriale del Lavoro la sospensione dell’attività in virtù dell’impiego di lavoratori in nero in misura superiore al 10% del totale dei dipendenti; mentre per i beneficiari di reddito di cittadinanza è stata inviata segnalazione all’Inps per la sospensione del contributo indebitamente percepito. L’azienda ha provveduto a regolarizzare la posizione dei lavoratori in nero, assumendoli dalla data del loro effettivo impiego e garantendo loro tutte le formeassicurative previste.

La proposta di legge è stata approvata dalla maggioranza in consiglio regionale Servizio di Francesco Iato

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