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rivolta

Tutti a processo gli imputati accusati di aver preso parte alla protesta avvenuta all’interno del carcere di Bari il 9 marzo 2020 Servizio di Linda Cappello

Tre detenuti lasceranno l’Istituto Fornelli Servizio di Linda Cappello, montaggio di Luca Caradonna

Bari, marcia pacifica dopo la rivolta di ieri sera: ci trattano come animali Servizio di Anna De Feo Riprese di Orazio Corbacio Montaggio di Luca Carone

Sono stati chiamati in servizio anche agenti fuori dal servizio e da altri carceri della regione E’ stata sedata la rivolta divampata nelle scorse ore all’interno del carcere di Bari. La protesta è scoppiata nella seconda sezione della casa circondariale, dove sono detenute 80 persone. Un agente della polizia penitenziaria è stato ferito nel tentativo di difendere alcuni colleghi. L’uomo è stato soccorso dai medici del 118. Un’infermiera inoltre sarebbe stata sequestrata per alcune ore dai detenuti. Sembrerebbe che la rivolta sia scoppiata come forma di dissenso nei confronti della polizia penitenziaria. Per fronteggiare la situazione di crisi sono stati chiamati anche agenti liberi dal servizio e in servizio in altri carceri. Sul posto inoltre ci sono gli agenti della polizia di Stato che dall’esterno stanno monitorando la situazione. All’interno, invece, c’è anche la direttrice della casa circondariale, Valeria Pirè. Il reparto è stato danneggiato. Tutte le principali sigle sindacali della polizia penitenziaria chiedono ora interventi urgenti.

La sommossa nella seconda sezione del carcere di Bari. Un’infermiera e un agente sarebbero stati sequestrati dai detenuti della seconda sezione del carcere di Bari durante una rivolta scoppiata nelle scorse ore. Secondo quanto comunicato dai sindacati della polizia penitenziaria sarebbe rimasto ferito anche un agente intervenuto in difesa delle colleghe. L’uomo è stato soccorso dai medici del 118. Sono stati richiamati agenti a riposo e colleghi da diverse carceri della regione.

A fuoco materassi e suppellettili, struttura presidiata da forze dell’ordine Paura nel Cpr, il Centro di Permanenza per il Rimpatrio, di Palazzo San Gervasio, nel Potentino. Ieri pomeriggio à morto in circostanze ancora poco chiare un giovane nigeriano di 19 anni. Ed è scoppiata la rivolta. I migranti ospiti del centro – attualmente ce ne sono un centinaio – hanno dato fuoco a materassi e suppellettili. Sono intervenuti i Vigili del Fuoco per domare le fiamme e solo in mattinata è ritornata la calma. La struttura è circondata da Carabinieri e Polizia ed è presidiata da diverse ambulanze. All’interno del centro ci sono anche una settantina di operatori. Sembra che il giovane sia deceduto per cause naturali in seguito ad un malore.

Sempre più difficile la situazione nel carcere del capoluogo jonico. La denuncia del sindacato sappe Servizio di Annamaria Rosato

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