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Vigilia di Natale movimentata a Supersano. Ferito un 36enne, medicato in ospedale Accoltella il rivale in amore e poi si dà alla fuga a piedi. E’ successo ieri pomeriggio a Supersano. La vittima, un uomo di 36 anni, è stata trasportata in ospedale, a Casarano, con ferite d’arma da taglio alla mano sinistra. Medicato in Pronto soccorso, il 36enne è stato dimesso con una prognosi di 13 giorni. Sull’accaduto indagano i carabinieri.

È accaduto in Salento, i due hanno litigato per una ragazza contesa. Il ragazzo accoltellato ha riportato ferite lievi Un ragazzo di 18 anni è finito in ospedale per ferite di arma da taglio. Il giovane avrebbe avuto un diverbio con un suo conoscente di 17 anni degenerato poi con l’aggressione. I due avrebbero cominciato a litigare per strada sulla Gemini-Ugento. A causare il litigio tra i due la presunta contesa di una ragazza. In breve dalle parole la lite è degenerata nell’accoltellamento. Il minore è stato arrestato dai carabinieri. Il ferito trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Casarano, è stato medicato e dopo qualche ora dimesso. Vista la gravità del fatto la Procura per i Minori di Lecce ha disposto l’arresto. 

Una delle misure cautelari è stata notificata in carcere Tentato omicidio, detenzione e porto di pistola, aggravati dal metodo mafioso: con queste accuse sono stati arrestati Andrea Gaeta, 51 anni, originario di Ortanova, e Nicola Valletta, 36 anni, di Foggia, già detenuto nell’ambito di una precedente operazione antimafia, ritenuti responsabili del tentativo di uccisione di alcuni esponenti di un clan rivale. Valletta, elemento di spicco della criminalità organizzata di Foggia, vicino al clan Moretti-Pellegrino-Lanza, su mandato di Gaeta avrebbe esploso il 30 settembre del 2020 diversi colpi d’arma da fuoco contro Alessio Di Bari e Ciro Stanchi, quest’ultimo ritenuto dagli investigatori legato al clan Sinesi-Francavilla, nonché nipote di uno degli esponenti apicali di un altro gruppo mafioso foggiano, i Tolonese-Prencipe-Trisciuoglio.Secondo le analisi degli investigatori, il fatto di sangue sarebbe da inquadrare come una vendetta dopo l’omicidio di Rodolfo Bruno, avvenuto il 15 novembre 2018, sempre a Foggia.

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