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Annunciano un ricorso al Tar, i gestori di locali e ristoranti delle zone “vincolate” di Bari, che con il nuovo regolamento comunale, sono soggette a prescrizioni diverse rispetto agli altri quartieri della Città. Molti ristoratori, se ne sono accorti quando hanno tentato di rinnovare le autorizzazioni semplificate, concesse durante il Covid, che improvvidamente avevano fatto scadere: a loro si applica il regolamento sulle nuove aperture varato a giugno scorso dall’amministrazione comunale, che prevede un punteggio diverso, per aprire nelle aree vincolate, rispetto agli altri quartieri. Intervista a Gianni del Mastro, presidente Unione Ho.Re.Ca Puglia

I consumatori escono meno spesso ma scelgono con maggiore attenzione, privilegiando la qualità e l’esperienza. I dati parlano chiaro: in Puglia dopo la pandemia la gente esce meno ma sceglie con maggiore attenzione dove andare a mangiare. Coldiretti Puglia afferma che 1 euro su 3 viene impiegato per ristoranti, bar e pizzerie, sulla base dei dati Circana di fine 2025 e inizio 2026. Ciò significa che i consumatori escono meno spesso ma scelgono con maggiore attenzione, privilegiando la qualità e l’esperienza. Si predilige quindi una domanda interna più prudente alla quale si affianca un turismo internazionale in crescita. “Il mercato regionale procede così lungo due direttrici – insiste Coldiretti Puglia – dove da un lato la domanda interna più prudente, dall’altro un turismo internazionale in forte crescita”. La rete pugliese può diventare il primo ambasciatore del vero Made in Puglia oppure l’anello debole in cui si insinuano pratiche ingannevoli legate al cosiddetto “fake in Italy”, con materie prime estere presentate come italiane attraverso il principio dell’ultima trasformazione sostanziale. Il settore DOP e IGP pugliese vale ben 711 milioni di euro e sono presenti più di 100mila aziende agricole sul territorio. Coldiretti Puglia afferma che per continuare a garantire qualità e identità è importante rafforzare rapporti fra agricoltori e ristoratori, ad esempio inserendo prezzi equi senza scendere sotto costi di produzione.

Delusione tra i gestori dei locali e tra chi sperava in una zona lontana da smog e rumore Servizio di Matteo Bottazzo Intervista a Gianmarco Quarta, gestore

La decisione presa da assessori, esercenti e direttore generale del Comune Da lunedi prossimo parte a Bari, da corso Vittorio Emanuele, la perimetrazione degli spazi occupati dalle attività di ristorazione che mira a eliminare situazioni irregolari e rimettere ordine negli spazi pubblici, delimitando le superfici autorizzate. Oggi l’incontro tra gli esercenti e gli assessori comunali delle Attività Produttive e della Notte, Petruzzelli e Leonetti, e il direttore generale del Comune, Pellegrino, per spiegare le nuove regole che mirano a salvaguardare le esigenze dei ristoratori e allo stesso tempo la fruibilità di piazze, strade e giardini. Un’iniziativa che rientra nelle azioni messe in atto dal Comune per combattere la mala movida. Appena due giorni fa era scattata la sospensione, insieme a pesanti sanzioni, per sei locali in diversi quartieri della città che avevano invaso spazi non autorizzati, finanche marciapiedi, con ombrelloni, sedie e tavolini.

Il comune si dice dalla parte dei commercianti, costretti ad avanzare i dehors di un metro e 20 centimetri Servizio: Anna De Feo Interviste: Gianni Del mastro, portavoce comitato “We are in Bari vecchia”; Davide Pellegrino, direttore generale comune di Bari Riprese e montaggio: Orazio Corbacio

Anche in Puglia l’evento cult della ristorazione moderna Intervista: Francesco Saracino – OSM Partner Bari

Contro la misura adottata dalla Soprintendenza anche il sindaco Decaro che ha sollevato dubbi di competenza Servizio. Maurizio Spaccavento Intervista: Gianni Del Mastro, ristoratore di Bari vecchia

Non vedendolo arrivare sono andati a citofonare a casa sua ed hanno scoperto che stava male Arriva da Collepasso, in Salento, una storia di grande umanità e solidarietà. Due fratelli ristoratori, Alessandro e Rosario Guido, qualche giorno fa hanno salvato la vita ad un loro cliente abituale. Non vedendolo arrivare nella tavola calda che gestiscono in paese e preoccupati per la sua assenza, hanno provato a chiamarlo ma il telefono non era raggiungibile. Allora sono andati direttamente a citofonare a casa dell’uomo, all’ennesima mancata risposta hanno chiamato i carabineri per chiedere aiuto. Nel mentre hanno sentito un rumore provenire dall’interno dell’abitazione. Con l’aiuto dei vicini hanno sfondato la porta e trovato il loro amico per terra, colpito da infarto, in stato confusionale ma vivo. Gli hanno prestato i primi soccorsi, nel frattempo è arrivata l’ambulanza del 118. L’uomo ora è ricoverato nell’ospedale Panico di Tricase, non ricorda nulla di quanto accaduto ma si riprenderà. Intanto i fratelli Guido non vogliono nemmeno sentir parlare di ringraziamenti: “Abbiamo fatto quello che sentivamo di fare” hanno detto e sono già pronti a preparare il pranzo per il loro affezionato cliente.

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