
Presunto stupro a Mancaversa, quattro indagati
Una Turista riminese accusa: “Violentata in casa vacanze”. I giovani si difendono: “Era consensuale” Proseguono le indagini sul presunto stupro di gruppo avvenuto nella notte
Una Turista riminese accusa: “Violentata in casa vacanze”. I giovani si difendono: “Era consensuale” Proseguono le indagini sul presunto stupro di gruppo avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi a Mancaversa, marina di Taviano. A denunciare l’accaduto è stata una turista 22enne di Rimini, in vacanza con alcune amiche. Secondo la sua ricostruzione, il gruppo avrebbe conosciuto quattro ragazzi salentini durante una festa in un locale di Gallipoli. Dopo aver bevuto insieme alcuni drink, si sarebbero spostati nell’abitazione presa in affitto dalle ragazze. Qui, la giovane si sarebbe appartata con uno dei ragazzi, ma sarebbe stata poi raggiunta da altri due, che l’avrebbero violentata. Un quarto giovane, pur non partecipando direttamente, secondo gli inquirenti non avrebbe fatto nulla per fermare la violenza. I quattro, tutti tra i 22 e i 23 anni e residenti a Taurisano, Melissano e Taviano, sono indagati per violenza sessuale di gruppo. La ragazza, sotto shock e con ricordi frammentari, è stata visitata all’ospedale di Gallipoli, dove i medici hanno riscontrato lesioni compatibili con un’aggressione sessuale ripetuta. Sono stati disposti accertamenti tossicologici e alcolemici su tutti i coinvolti: l’eventuale presenza di droghe potrebbe aggravare la posizione degli indagati. I loro telefoni sono stati sequestrati e verranno analizzati da un consulente informatico per individuare messaggi e chat rilevanti per l’inchiesta. I giovani saranno ascoltati nei prossimi giorni: avrebbero già fornito una versione parziale dei fatti, sostenendo che il rapporto fosse consensuale. La vittima, profondamente scossa, è rientrata anticipatamente a Rimini.
Il vigile del fuoco foggiano morì nel giugno scorso a Rimini in seguito a violento pestaggio davanti a una discoteca Resta in carcere Klajdi Mjeshtri, 28 anni, accusato di aver ucciso a Rimini il foggiano Giuseppe Tucci, 34 anni, vigile del fuoco. L’aggressione avvenne a giugno scorso davanti ad una discoteca. Il gip ha respinto l’istanza presentata dai legali del presunto responsabile perché sussistono i presupposti di attualità e concretezza del pericolo. Il 28enne è in carcere dal 12 giugno, giorno in cui Tucci morì in ospedale. Il 34enne arrivò al pronto soccorso privo di coscienza dopo aver subito un violento pestaggio a causa di un alterco nato per futili motivi.
L’aggressore è stato accusato di omicidio volontario E’ morto alle 16.35 del 12 giugno, dopo un coma durato quasi 36 ore, Giuseppe Tucci, vigile del fuoco originario di Foggia, rimasto ferito da un buttafuori, nella notte tra sabato 10 e domenica 11, all’esterno di una discoteca. L’addetto alla sicurezza del locale, un 28enne di origine albanese, residente a Fano, è stato accusato di omicidio volontario. Secondo le prime ricostruzioni quella sera il vigile del fuoco 34enne si trovava nella discoteca di Miramare, ma ad un certo punto sarebbe stato allontanato per aver infastidito delle ragazze. Il buttafuori, a questo punto, lo avrebbe costretto a uscire e, per motivi ancora ignoti, un possibile diverbio potrebbe essere degenerato in aggressione. Il 28enne della sicurezza era già stato fermato poche ore dopo per aggressione aggravata da lesioni gravi.
La colluttazione è avvenuta fuori da un locale, per l’avvocato una “vicenda da chiarire” E’ un giovane di 28 anni, nato in Italia da genitori albanesi, residente a Fano, il buttafuori fermato ieri sera per il pestaggio del vigile del fuoco Giuseppe Tucci, 34 anni di Foggia, fuori da un locale da ballo di Miramare di Rimini. Le indagini della squadra mobile della questura di Rimini, coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, hanno portato all’individuazione del 28enne dipendente del locale appena le condizioni del pompiere si sono aggravate. Tucci è ricoverato e il bollettino medico parla di morte cerebrale. Per ora, il 28enne che lavora da anni nella sicurezza dei locali in Riviera è in stato di fermo con l’accusa provvisoria di lesioni gravissime, ma la situazione è in evoluzione. Il buttafuori, che è difeso di fiducia dall’avvocato Giulio Maione, del Foro di Pesaro, è in stato di fermo avrebbe alle spalle una precedente denuncia di lesioni per un fatto avvenuto in una discoteca marchigiana. “Sono in attesa delle notifiche ufficiali”, ha detto l’avvocato Maione, “ieri sera verso le 18 sono stato convocato in questura a Rimini per il fermo del mio cliente, col quale però non ho potuto parlare. E’ una vicenda ancora tutta da chiarire nella dinamica e nelle circostanze che hanno portato a un così grave epilogo”.
L’uomo sarebbe stato coinvolto in una colluttazione all’esterno di un locale Giuseppe Tucci, 34 anni di Foggia, Vigile del Fuoco presso il distaccamento aeroportuale di Rimini, è rimasto gravemente ferito e dichiarato in stato di morte cerebrale, in seguito ad una colluttazione con un addetto alla sicurezza avvenuta la scorsa notte in strada, nelle vicinanza di un locale. L’uomo sarebbe entrato nel locale e poi invitato ad allontanarsi, forse dopo aver infastidito alcune ragazze. Non è chiaro se il 34enne abbia battuto la testa a terra a causa di uno spintone o un calcio, oppure sia stato colpito da un pugno al volto. Il sostituto procuratore, Davide Ercolani, che coordina le indagini della Squadra Mobile, ha eseguito un sopralluogo per stabilire l’esatta dinamica dei fatti. Al vaglio degli inquirenti le immagini delle telecamere interne al locale e in strada. La Procura di Rimini ha aperto un fascicolo. Ancora da verificare l’ipotesi di reato che può andare – a quanto appreso – dalle lesioni gravissime a all’omicidio preterintenzionale.

Una Turista riminese accusa: “Violentata in casa vacanze”. I giovani si difendono: “Era consensuale” Proseguono le indagini sul presunto stupro di gruppo avvenuto nella notte

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