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Chi sceglie Baia Verde a Gallipoli in questi giorni è costretto a percorrere quasi un chilometro a piedi sotto il sole. I titolari dei lidi chiedono spiegazioni alla nuova amministrazione comunale. Questa è solo una delle tante voci di villeggianti che hanno scelto Gallipoli e la Baia Verde per i primi giorni di ferie, raggiungere i lidi però può diventare complesso, il grande parcheggio del Praja è ancora chiuso, e chiunque voglia andare a mare deve farlo percorrendo un tratto di strada assolato di quasi un chilometro, sia per chi parcheggia sulle strisce blu della zona Baia Verde e sia per chi sceglie di usufruire del parcheggio comunale di 250 posti sito al termine della litoranea nella zona sud della costa gallipolina. Intervista a Gaetano Gatto – Titolare Lido Zeus Gallipoli Servizio di Michela Manieri

Intervista ad una delle esercenti che operano nelle piazze frequentate dai giovani a Lecce, addio affari d’oro e sedute sempre piene, le scorribande dei giovani fanno scappare i clienti. E’ questo il clima che si respira per le vie del centro cittadino e lo sfogo di questa esercente è la prova e non sono bastate nemmeno le richieste di intervento per sedare gli animi. Non mancano nemmeno gli episodi che potrebbero trasformarsi in tragedia. E non solo, di mira non ci sono solo i ragazzi, ma anche i venditori ambulanti che sciaguratamente si trovano al centro di questo caos urbano, che ha reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine. Intervista a Rossano Roberta – Titolare Apollo Caffè Servizio di Matteo Bottazzo

In via Quintino Sella dove sono in corso i lavori per la fermata del Brt. La protesta della titolare di un panificio: “Così non riusciamo a lavorare”. Via Quintino Sella, civico 43. Qui sono in corso i lavori per la realizzazione della fermata del Brt, il nuovo sistema di trasporto pubblico locale destinato a cambiare il volto di Bari. Ma il malumore serpeggia fra i commercianti, che avrebbero subito gravi ripercussioni sia per quanto riguarda il trasporto di materiale che la vendita. Intervista a Rosa Visaggio, commerciante

Commercianti e residenti di via Fanelli chiedono al comune la planimetria esecutiva del progetto Brt e l’immediata convocazione di un tavolo tecnico. Ciò che preoccupa sono le ripercussioni sul fatturato a causa della soppressione dei parcheggi. Commercianti e residenti sul piede di guerra per l’arrivo del Brt in via Fanelli. Giovedì scorso il titolare di un’attività commerciante ha appreso dai tecnici che la linea verde interesserà anche una parte della strada, e cioè dalla rotonda di viale Di Vittorio fino all’incrocio con via Omodeo. Lì dove ci sono diverse attività commerciali che temono le ripercussioni per la soppressione dei parcheggi. Intervista a Arturo Esposito, commerciante, Emilio Solazzo, farmacia Solazzo

Intanto, questa mattina, dopo due giornate di blocco, è stata ripristinata la viabilità sia per la statale Appia che costeggia il siderurico, che per la statale 106, in prossimità dell’Eni. Ancora in corso il consiglio di fabbrica all’interno dello stabilimento ex Ilva di Taranto. I sindacati metalmeccanici andranno avanti con le proteste e ne stanno definendo le modalità. In corso anche un’interlocuzione tra le segreterie di Fiom, Fim, Uilm e Usb per la stesura di un documento congiunto da inviare al governo, al quale chiedono la convocazione urgente e unitaria di un tavolo di confronto; e soprattutto il ritiro del piano presentato a novembre. Richieste per le quali si lotta anche a Genova, dove gli operai hanno intensificato la protesta. Domani si terrà l’incontro con le istituzioni, ed è la volta della Puglia. Dal Comune di Taranto, confermano la partecipazione del sindaco Piero Bitetti. Intanto, questa mattina, dopo due giornate di blocco, è stata ripristinata la viabilità sia per la statale Appia che costeggia il siderurico, che per la statale 106, in prossimità dell’Eni. 

Dopo la notte di presidi, agitazioni anche questa mattina . I lavoratori dell’ex Ilva hanno bloccato la statale 106. La protesta è cominciata ieri a mezzogiorno con lo sciopero indetto a oltranza ed è proseguita questa notte. Da stamattina è bloccata anche l’area delle imprese che lavorano con il siderurgico. (notizia in aggiornamento)

Prosegue la protesta di operai e sindacati. Al presidio sono giunti il sindaco e il vice sindaco di Taranto. Fuochi accesi sulla strada per proteggersi in qualche modo dal freddo: è proseguita nella notte la protesta di lavoratori e delegati sindacali dell’ex Ilva contro il piano presentato da azienda e Governo. La protesta è cominciata ieri a mezzogiorno con lo sciopero indetto a oltranza sin quando non arriverà una nuova convocazione del Governo a Palazzo Chigi e il piano sarà ritirato. Rimangono i presidi di protesta sulle strade intorno al siderurgico e resta bloccata la statale 100 da Taranto a Bari. Da stamattina è bloccata anche l’area delle imprese che lavorano con il siderurgico. Intorno alla mezzanotte il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, e il vice sindaco, Mattia Giorno, si sono recati al presidio. “Abbiamo detto al sindaco e al vice sindaco – dichiara Davide Sperti, segretario nazionale e provinciale Taranto della Uilm – di non andare all’incontro del 5 dicembre convocato dal ministro Adolfo Urso al Mimit. Gli amministratori comunali ci hanno detto che quest’incontro è sui nuovi investimenti, ma quali investimenti, abbiamo ribattuto noi, se non c’è assolutamente nulla al riguardo”.

Nel primo pomeriggio di oggi, gli studenti dell’istituto Marconi-Hack hanno manifestato davanti alla sede principale della scuola, a seguito dei doppi turni decisi a causa dei lavori di rifacimento in corso nell’istituto. Per i ragazzi, i doppi turni sono una soluzione tampone che tuttavia non può lasciare gli studenti in uno stato di incertezza e confusione. La situazione è diventata insostenibile: l’organizzazione dei turni, dei calendari didattici e delle sedi disponibili è una violazione del diritto allo studio. Misure straordinarie come questa necessitano programmazioni specifiche che prevedano ulteriori spazi, un piano di trasporto urbano adeguato e un coordinamento che non metta le scuole sotto pressione. I ritardi burocratici sono comprensibili se finalizzati alla sicurezza degli studenti, ma la disorganizzazione è inaccettabile.Di qui la richiesta di Uds Bari, l’Unione degli Studenti, di un incontro urgente con la Città Metropolitana.

Al centro della protesta: sicurezza sul lavoro, riconoscimento del valore professionale, equità salariale e un welfare contrattuale più forte Intervista a Paolo Taurino – Segretario FP CGIL  Riprese e montaggio di Francesco Afrune Servizio di Matteo Bottazzo

“Fuori Israele dall’Università” Alcuni studenti dell’Università Aldo Moro di Bari, riuniti nella sigla Cambiare rotta, stamattina stanno tentando di interrompere le lezioni in quattro plessi – Ateneo, Lingue, Scienze politiche e Giurisprudenza – come atto di protesta e mobilitazione in favore della Global Sumud Flotilla e del popolo palestinese. Gli studenti si sono anche riuniti davanti al rettorato chiedendo di incontrare il nuovo rettore Roberto Bellotti perché “prenda posizione affinché Israele vada fuori dall’Università”. In tanti issano bandiere palestinesi, alcuni indossano la kefiah, altri gridano lo slogan “blocchiamo tutto” invitando a una massiccia partecipazione allo sciopero generale proclamato per domani, 3 ottobre.

Intenso l’impatto sulla viabilità cittadina, con deviazioni e disagi fino alle 14 Una “tempesta perfetta”: così il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni, ha definito il crollo del prezzo del grano causato dalle massicce importazioni, soprattutto dal Canada. A Bari, questa mattina, migliaia di agricoltori provenienti dal Sud Italia hanno invaso pacificamente il lungomare Nazario Sauro per chiedere più tutele per la produzione nazionale. Negli ultimi tre anni, le quotazioni del grano si sono più che dimezzate, mettendo in crisi oltre 130 mila aziende. Il corteo ha raggiunto la presidenza della Regione Puglia, simbolo di una richiesta urgente di intervento. Coldiretti invoca un cambio nelle politiche europee e denuncia il rischio abbandono di 1,2 milioni di ettari coltivati. Intenso l’impatto sulla viabilità cittadina, con deviazioni e disagi fino alle 14. Sullo sfondo, lo slogan che campeggia sulle bandiere gialle: “Difendiamo il grano italiano”.

Sul piede di guerra gli arenaioli di Margherita di Savoia. Protestano anche i residenti. La strada tornerà percorribile solo a novembre Servizio di Giuseppe Capacchione Intervista a Lorenzo Piazzolla, imprenditore agricolo

Individuati i responsabili degli scontri avvenuti nella struttura del potentino grazie alle immagini di videosorveglianza La Polizia ha arrestato nove uomini al termine delle indagini sulle proteste scoppiate, nei giorni scorsi, nel Centro di permanenza per i rimpatri di Palazzo San Gervasio (PZ) . Gli arresti sono stati eseguiti nel capoluogo lucano dopo che, attraverso la visione delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza, gli investigatori hanno identificato i presunti responsabili degli scontri. Il provvedimento è stato disposto in flagranza differita.

Un gruppo, residente a pochi passi dal cuore della città, in una lettera indirizzata alla nostra redazione lamenta la trasformazione di Largo Bonsante in un’area pedonale Due anni, quelli appena trascorsi, definiti pesanti e invivibili da un gruppo di cittadini di Polignano a Mare residenti nel quartiere Aschitelli, a pochi passi dal cuore della città. Il gruppo di residenti lamenta, in una lettera indirizzata alla nostra redazione, il rifacimento di Largo Bonsante: un luogo da sempre utilizzato come area di parcheggio, sottolineano, trasformato ora in un’area pedonale. Servizio di Roberta Campanella

Al completamento manca la segnaletica ma è soprattutto la sua dimensione a sollevare le proteste Se per i lunghissimi lavori sul porto di Santo Spirito c’è almeno qualcuno che, nonostante i disagi, prova a stringere i denti sperando in un buon risultato finale, a Palese la quasi totalità dei cittadini a nord di Bari è critica nei confronti di un’altra opera pubblica, la nuova pista ciclabile. Al completamento manca la segnaletica ma è soprattutto la sua dimensione a sollevare le proteste. Servizio di Maurizio SpaccaventoRiprese di Roberto Cofano

Cittadini e comitati contrari alla realizzazione dell’impianto già autorizzato dalla Regione Basilicata Servizio di Alessandro Boccia Intervistati: Francesco Acinapura, presidente associazione “Difendiamo il territorio” Enrico Bianco, sindaco di Policoro

La storia si ripete: lunghe file davanti agli uffici comunali e dipendenti accusati ingiustamente Servizio di Annamaria Rosato

Questa mattina l’arrivo del Ministro per un incontro. Slogan e striscioni davanti al Liceo Classico Palmieri Dopo le proteste di ieri a Bari contro la ministra Bernini, questa mattina gli studenti stanno manifestando a Lecce contro il ministro Valditara, atteso per un incontro. A manifestare un gruppo di giovani con slogan e striscioni davanti al Liceo Classico Palmieri. “Vogliamo un modello di scuola diverso – dicono – le nostre scuole cadono a pezzi, i soldi vengono spesi per le armi e non per la scuola, i nostri coetanei muoiono in alternanza scuola-lavoro, ma davanti a tutti questi problemi l’unica risposta del ministro e del governo Meloni è reprimere gli studenti, da Nord a Sud”. Sul posto la protesta è seguita dalle forze dell’ordine e digos.

A tre mesi dal crollo del capannone nulla è cambiato Servizio di Pamela Spinelli Riprese di Donato Colazzo Intervista a Vito Gioia,  Pres. Associazione ALA

Sit-in davanti a palazzo di città da parte dei restidenti della zona dopo l’esposto al Tar Puglia contro il comune Servizio di Giuseppe CapacchioneIntervista 1 Savino Montaruli, pres. ass. “Io ci sono”Intervista 2 Giovanna Bruno, sindaca di Andria

Policoro: “No alla centrale a biogas”

Cittadini e comitati contrari alla realizzazione dell’impianto già autorizzato dalla Regione Basilicata Servizio di Alessandro Boccia Intervistati: Francesco Acinapura, presidente associazione “Difendiamo il territorio” Enrico

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