delizia-che-sera
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

maldarizzi-automotive

Prometeia Intesa Sanpaolo

Nonostante le tensioni geopolitiche e il rincaro dei prezzi, l’industria italiana cresce nei primi quattro mesi dell’anno grazie alla spinta della Meccanica e dell’Elettrotecnica. Nonostante le forti tensioni geopolitiche globali, legate in particolare ai conflitti in Medio Oriente e tra Russia e Ucraina, l’industria manifatturiera italiana ha aperto i primi quattro mesi del 2026 su livelli decisamente solidi. Secondo l’ultimo report estivo stilato da Prometeia e Intesa Sanpaolo, il giro d’affari complessivo ha registrato una progressione del 2,3% su base annua, trainata in modo equilibrato dalle vendite sul mercato interno (+2,4%) e dai flussi verso l’estero (+2,1%). Su questa performance ha inciso anche il rialzo dei listini alla produzione, saliti dell’1,4% tra gennaio e maggio (con un picco dell’1,8% nel trimestre marzo-maggio). Questo trend inflattivo riflette l’aumento dei costi operativi per le imprese, causato sia dal carobeni energetici (petrolio in primis) sia dalle difficoltà logistiche nate dal blocco dello stretto di Hormuz, che hanno appesantito i trasporti e disallineato le catene globali di fornitura. Il fenomeno del rialzo dei prezzi industriali si è mostrato diffuso anche nel resto d’Europa, dove nel medesimo periodo la Germania ha segnato un +1,9%, la Spagna un +1,6% e la Francia un +1,1%, sotto la spinta della metallurgia e dei beni intermedi. Ciò nonostante, la crescita del manifatturiero italiano rimane concreta anche depurandola dall’effetto prezzi: il fatturato in termini reali (deflazionato) risulta infatti in aumento dell’1,1% nei primi quattro mesi del 2026. Allo stesso modo, pur dover affrontando la forza dell’euro e l’agguerrita concorrenza dei mercati cinesi, le esportazioni di prodotti manifatturieri sono aumentate del 3,1% a valori correnti e del 2,2% a volumi costanti. Guardando al comportamento dei singoli settori in termini di fatturato reale, la spinta maggiore arriva dall’Elettrotecnica (+7,7%) e dalla Meccanica (+5,1%), seguite a ruota da Farmaceutica, Auto-moto e Metallurgia, tutte oltre la soglia del +4%. Più contenuta la crescita dei comparti collegati ai beni intermedi, tra cui Altri intermedi (+1,4%), Materiali da costruzione (+1,2%, spinti dal comparto delle opere pubbliche) e Prodotti metallici (+1,1%), mentre la Chimica intermedia chiude in calo (-0,8%). Le criticità maggiori si concentrano infine sui beni di consumo e sul comparto casa: il Sistema moda (-0,4%) continua a risentire della debolezza dei consumi finali sia interni che internazionali, l’Alimentare e bevande (-1,1%) registra una battuta d’arresto dopo mesi di stabilità, mentre il Largo consumo (-1,6%) paga la frenata delle vendite esterne. Chiudono la graduatoria con le flessioni più ampie l’industria del Mobile (-3,2%), frenata dalla contrazione della domanda estera, e gli Elettrodomestici (-5,0%), in calo su tutti i mercati di riferimento.

deliziosa
deliziosa