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Ex Ilva, iniziato il vertice a Roma: i sindacati attendono risposte dal Governo

L’incontro arriva all’indomani del decreto della Corte d’Appello di Milano

È in corso in queste ore a Palazzo Chigi a Roma il vertice sull’ex Ilva di Taranto. L’incontro è stato sollecitato nei giorni scorsi dalle sigle metalmeccaniche e arriva a poche ore dal decreto della Corte d’Appello di Milano che ha ordinato la chiusura in 90 giorni della fabbrica. I sindacati attendono di sapere come il Governo gestirà ora, alla luce della pronuncia dei giudici dell’Appello, la vicenda e a che punto è la trattativa per la cessione con i potenziali acquirenti.

Il tavolo è presieduto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Per l’esecutivo ci sono anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone.

Per i sindacati partecipano i rappresentanti di Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl Metalmeccanici, Usb e Federmanager. Sono presenti, inoltre, i rappresentanti di Invitalia, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e i commissari straordinari del Gruppo Ilva.

“C’è il rischio di un disastro industriale e sociale. Oggi auspico che la presidente del Consiglio sia presente al tavolo, visto il rischio che riguarda 20mila lavoratrici e lavoratori del nostro Paese”. A dirlo
Michele De Palma, segretario generale Fiom Cgil, prima di entrare a Palazzo Chigi. “Non stiamo parlando solo dell’ex Ilva. Quello che rischia di consumarsi, è un processo di deindustrializzazione del nostro Paese che comincia con l’Ilva e rischia poi di continuare con tutto il nostro sistema industriale. Oggi siamo ad incontro cruciale, non solo per l’Ilva ma per il Paese”, conclude De Palma.

“Sono cinque mesi che chiediamo un incontro e il governo continua a rinviare i momenti di confronto e arriviamo oggi in una situazione in cui c’è una sentenza in cui si decreta la chiusura e il licenziamento di persone. Noi questa cosa non la accetteremo. Ci batteremo in tutti i modi per impedire processi di chiusura di stabilimenti e di licenziamenti di massa, perché parliamo di più di persone che rischiano il licenziamento”. Lo ha detto il segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano.

 “Se si pensa che da questa sentenza si alzano le mani per arrendersi, oppure per lavarsi le mani rispetto ad un problema sociale, ambientale, industriale, occupazionale e industriale, ci si sbaglia di grosso. Il sindacato non lo permetterà” dice Ferdinando Uliano, segretario generale Fim Cisl.

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