chesera-2026
oropan

Tgnorba

Telenorba

bassi-home-giugno

politica Puglia

Il governatore della Puglia, Antonio Decaro, lancia l’allarme sulle pre-intese avviate al Nord e rivolge un appello trasversale al centrodestra per difendere il diritto alla salute dei cittadini meridionali. Il tema dell’autonomia differenziata continua a infiammare il dibattito politico ed economico nazionale. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, è intervenuto con forza sulla questione in un’intervista al Nuovo Quotidiano di Puglia, sollevando forti preoccupazioni circa la tenuta del sistema sanitario nazionale, in particolare nelle aree del Mezzogiorno, a seguito dell’approvazione in Senato delle pre-intese con Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto. Secondo il governatore pugliese, dietro l’operazione dell’autonomia si nasconderebbe la necessità da parte delle regioni del Nord di attingere a risorse finanziarie altrove per colmare le proprie carenze sanitarie, come liste d’attesa e pronto soccorso in affanno. Di fronte a questo scenario, Decaro avanza una provocazione istituzionale radicale: se lo Stato non è in grado di assicurare l’equità sociale tramite il modello regionalista, sarebbe allora meglio abolire le Regioni e far gestire direttamente la sanità pubblica a livello centrale, nel pieno rispetto dei principi sanciti dalla Costituzione italiana. L’ex presidente dell’Anci ha inoltre ribadito il proprio appello alle forze di centrodestra pugliesi e a tutto il Sud per fare fronte comune. Non si tratta, ha precisato, di uno scontro ideologico o di partito, bensì di una questione di sostanza che impatterà sulla sanità in Puglia per i prossimi dieci anni. Pur riconoscendo con autocritica le responsabilità storiche del centrosinistra nella riforma del Titolo V, Decaro ha concluso proponendo la scrittura di nuove regole condivise basate su un solido sistema perequativo, capace di garantire parità di cure a tutti i cittadini italiani, a prescindere dalla regione in cui risiedono.

Via libera al rientro nel capoluogo: domiciliari a Bari per l’ex consigliere condannato per voto di scambio politico mafioso. Giacomo Olivieri torna a Bari. Il giudice Giuseppe De Salvatore ha autorizzato il trasferimento degli arresti domiciliari dell’ex consigliere regionale dalla residenza di Parabita, in provincia di Lecce, a un’abitazione nel capoluogo pugliese. La decisione è arrivata su richiesta della difesa, con il parere favorevole della Procura, che ha ritenuto sussistenti le condizioni per lo spostamento. Olivieri potrà quindi scontare la misura cautelare nella casa di un fratello a Bari. Il provvedimento non modifica la misura restrittiva, ma esclusivamente il luogo in cui vengono eseguiti i domiciliari a Bari. La condanna per voto di scambio politico mafioso L’ex esponente politico è stato condannato in primo grado a 9 anni di reclusione nell’ambito di un’inchiesta per voto di scambio politico mafioso. Secondo quanto ricostruito nel processo, Olivieri avrebbe stretto accordi con esponenti della criminalità organizzata per garantire un pacchetto di voti alla moglie, Maria Carmen Lorusso, candidata ed eletta consigliera comunale a Bari alle elezioni amministrative del 2019. L’accusa sostiene che l’accordo avrebbe avuto l’obiettivo di rafforzare il consenso elettorale in cambio di favori, configurando così il reato contestato. La sentenza di primo grado rappresenta un passaggio significativo nel procedimento giudiziario, che ora proseguirà nei successivi gradi di giudizio. Arresti domiciliari e sviluppi del procedimento Con il via libera al trasferimento, Olivieri rientra dunque a Bari, dove continuerà a scontare gli arresti domiciliari in attesa degli sviluppi del procedimento. Il caso resta al centro dell’attenzione politica e giudiziaria in Puglia, anche per le implicazioni legate alle elezioni comunali di Bari del 2019.

deliziosa
deliziosa