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L’idea è stata accolta dal rettore dell’Università di Bari e dal direttore della Asl di Brindisi e sarà finanziata da un imprenditore barese Dopo essere stata presentata in Parlamento, la proposta di assegnare il Premio Nobel per la pace ai bambini di Gaza, avanzata dall’associazione pugliese “L’isola che non c’è”, fa un altro passo avanti. La campagna per favorire la proposta si farà strada negli ospedali pugliesi. Il personale del Policlinico di Bari e quello della Asl di Brindisi, infatti, indosserà, al lavoro, la maglietta che promuove l’iniziativa. L’idea, nata nella chat dell’associazione su proposta del professor Michele Battaglia, è stata accolta dal rettore dell’Università di Bari e dal direttore della Asl di Brindisi e sarà finanziata da un imprenditore barese.

Il giovane, trasportato in codice rosso al pronto soccorso del Policlinico, sarebbe intervenuto in difesa di alcune coetanee Un 20enne barese è stato aggredito nella notte fra sabato e domenica sulla spiaggia di Pane e Pomodoro. Secondo quanto emerso, un gruppo di sconosciuti lo avrebbe ferito al torace con alcune bottiglie: pare che il giovane sia intervenuto in difesa di alcune coetanee, con le quali era intento a montare una tenda. La segnalazione è arrivata alle forze dell’ordine alle 23.46, dopo che il ragazzo è stato portato al pronto soccorso del Policlinico. Le sue condizioni per fortuna non sono gravi. La polizia municipale in queste ore sta visionando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona: sull’accaduto indagano gli agenti della Squadra Mobile.

In soli tre anni sono stati effettuati oltre 200 interventi. Nasce un nuovo “Centro Cuore” nella nuova sede Asclepios 3 Il policlinico di Bari batte ogni record con i 300 trapianti di cuore effettuati, affermandosi come primo centro Italiano. Dopo il primo trapianto eseguito nel 2002, il successo è cresciuto significativamente negli ultimi tre anni con oltre 200 interventi, di cui 73 solo nel 2024, facendo crescere al tempo stesso anche la cardiochirurgia convenzionale. Tra le operazioni emergono riparazioni valvolari, bypass aorta-coronarici e dissezioni aortiche. In crescita anche i dispositivi salvavita VAD, per pazienti in attesa di trapianto. Il direttore generale Sanguedolce annuncia, inoltre, la nascita del “Centro Cuore” nella nuova sede Asclepios 3, un polo d’eccellenza per diagnosi e ricerca nelle malattie cardiache.

Un gesto per rendere il momento del ricovero meno traumatico I piccoli pazienti del reparto di oncologia pediatrica del Policlinico di Bari hanno ricevuto in regalo delle macchine elettriche colorate, che li accompagneranno nei loro spostamenti tra una visita e l’altra. Le macchinine sono anche un dono simbolico per rendere la degenza un’esperienza più giocosa e meno traumatica. L’iniziativa rientra in un progetto ben più ampio, che coinvolgerà presto altri ospedali pugliesi, ed è stata promossa dai Lions e Leo Club di Palo del Colle e dall’associazione Viaggiando con Gianvito, con il supporto di Confindustria, Pestalia e della comunità locale che ha contribuito alla raccolta fondi tramite un torneo di puzzle.

I fatti risalgono al 9 luglio 2023. L’anziano era stato sottoposto ad una biopsia sotto sedazione Cade dalla barella dopo essere stato sottoposto ad un esame invasivo sotto sedazione. La vicenda, per certi versi paradossale, è poi finita all’attenzione della procura, ed ora sono a rischio processo due medici ospedalieri ed un’infermiera. Servizio di Linda Cappello

“Il successo di questo intervento – evidenzia il direttore generale del Policlinico, Antonio Sanguedolce – conferma il valore della sinergia tra le diverse professionalità e l’elevato livello di specializzazione delle unità operative”. Al Policlinico di Bari è stato rimosso un tumore al fegato di quasi cinque chili, del diametro di 30 centimetri da un paziente di 60 anni. La massa tumorale occupava più della metà dell’addome dell’uomo arrivato in urgenza con un’emorragia epatica e preso in carico dalla chirurgia generale Bonomo, diretta dal professor Testini. Dopo aver stabilizzato il paziente, spiegano dal Policlinico, è stato possibile asportare la massa tumorale e parte del fegato. “Il successo di questo intervento – evidenzia il direttore generale del Policlinico, Antonio Sanguedolce – conferma il valore della sinergia tra le diverse professionalità e l’elevato livello di specializzazione delle unità operative”.

La piccola è stata sottoposta a un intervento chirurgico delicatissimo, sia per la posizione del tumore che per l’estensione. L’operazione è perfettamente riuscita Ci sono anche medici del Policlinico di Bari nell’equipe che ha salvato una bambina di 1 anno che non riusciva più a respirare e a mangiare a causa di tumore retrofaringeo. Per questo è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico al Santobono di Napoli dove sono intervenute l’equipe della Chirurgia plastica dell’ospedale del luogo e i medici della Chirurgia Maxillo-facciale del Policlinico di Bari. La bimba aveva una massa che ostruiva sia le vie aeree che l’apparato digerente. Già nello scorso mese di ottobre aveva iniziato a manifestare problemi respiratori che si sono aggravati con il passare dei giorni. Campanelli di allarme hanno richiesto ulteriori accertamenti al termine dei quali è arrivata la diagnosi: neoplasia retrofaringea. La piccola è stata così sottoposta a un intervento delicatissimo, sia per la posizione del tumore che per l’estensione. L’operazione è perfettamente riuscita.

Una donna ha donato l’organo al marito: entrambi sono testimoni di Geova Un trapianto di rene da donatore vivente senza l’utilizzo di trasfusioni di sangue, per scelta religiosa del paziente, è stato eseguito al Policlinico di Bari dal professore Pasquale Ditonno, direttore dell’unità operativa di urologia e trapianto rene del Policlinico di Bari. In sala operatoria una coppia di coniugi, entrambi testimoni di Geova attivamente impegnati nella loro comunità religiosa. La moglie di 35 anni ha scelto di donare un rene al marito di 49 anni, in grave insufficienza renale. La donazione è avvenutaprima che il paziente iniziasse il percorso di dialisi, riducendo così i rischi di complicanze e l’attesa di un organo compatibile, che può arrivare anche a tre anni. “Abbiamo maturato un’esperienza importante al Policlinico di Bari nell’esecuzione di trapianti di rene da donatore vivente, in questo caso però – spiega Ditonno – non potevamo commettere errori e far ricorso a trasfusioni nel rispetto delle volontàdei pazienti”. “Tutte le scelte di donazione da vivente – aggiunge il professor Loreto Gesualdo coordinatore del Centro regionale trapianti – sono importanti e il Centro regionale trapianti lesottopone, come previsto, alla valutazione di una commissione terza. In questo caso la scelta religiosa ci ha messo davanti a una sfida importante”. “Il successo dell’intervento – conclude il direttore generaledell’azienda ospedaliero universitaria barese, Antonio Sanguedolce – conferma ancora una volta l’elevataspecializzazione del Policlinico di Bari nell’attività trapiantologica”.

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