
Policlinico di Bari: quattro trapianti di fegato in 24 ore. Il dg: “Punto di riferimento al Sud”
“Per chi è in lista per un trapianto di fegato possiamo garantire tempi di attesa tra i più bassi in Italia, circa due mesi contro
“Per chi è in lista per un trapianto di fegato possiamo garantire tempi di attesa tra i più bassi in Italia, circa due mesi contro una media nazionale di un anno e sei mesi”. Quattro trapianti di fegato sono stati eseguiti in 24 ore al Policlinico di Bari. Gli interventi sono stati effettuati fra sabato 17 e domenica 18 gennaio, grazie a tre donazioni provenienti da ospedali pugliesi e una da fuori regione. I trapianti sono stati effettuati dall’equipe guidata dal professor Francesco Tandoi, direttore dell’unità operativa di Chirurgia epatobiliare e del Centro trapianti di fegato, che ha portato a termine una vera e propria maratona chirurgica per rispondere tempestivamente alle necessità cliniche dei pazienti in lista, compresi casi con carattere di urgenza. “In poche ore – spiega Tandoi – siamo riusciti a portare a termine quattro trapianti di fegato superando mille difficoltà grazie al lavoro corale della nostra equipe di chirurghi, epatologi, anestesisti-rianimatori, infermieri di reparto, sala operatoria, rianimazione e laboratori, così come al costante supporto del personale del centro trasfusionale”. Per il coordinatore del Centro regionale trapianti, Loreto Gesualdo, “è la dimostrazione concreta di quanto la rete trapiantologica funzioni in modo integrato. Lo scorso anno abbiamo concluso con un record, realizzando 68 trapianti di fegato complessivi, rispetto ai 61 del 2024”. “L’attività trapiantologica del Policlinico di Bari si conferma un punto di riferimento per il Mezzogiorno – conclude il direttore generale, Antonio Sanguedolce – per chi è in lista per un trapianto di fegato possiamo garantire tempi di attesa tra i più bassi in Italia, circa due mesi contro una media nazionale di un anno e sei mesi”.
L’incidente domestico avvenne a novembre in una frazione di Torricella. Dopo 53 giorni di agonia Antony non ce l’ha fatta. Non ce l’ha fatta Antony, il bimbo di dieci mesi rimasto gravemente ustionato dopo un incidente domestico avvenuto a novembre nella frazione di Monacizzo, a Torricella. Dopo 53 giorni di agonia, il piccolo è morto nella rianimazione del Policlinico di Bari. L’acqua bollente di un bollitore gli aveva provocato ustioni di secondo e terzo grado su gran parte del corpo. La Procura ha sequestrato la salma e valuta l’autopsia. Indagata la madre, unica presente in casa al momento dell’incidente.
La piccola era arrivata in pronto soccorso con un grave offuscamento visivo e una paralisi dei muscoli oculari. Straordinario il lavoro di un team multidisciplinare. Una bambina di 10 anni ha recuperato completamente la vista dopo un complesso percorso diagnostico e terapeutico che ha visto il lavoro sinergico dei reparti di Neurologia del Giovanni XXIII e la Neurochirurgia e l’Otorinolaringoiatria del Policlinico di Bari. La piccola è arrivata in Pronto Soccorso pediatrico con un grave offuscamento visivo e una paralisi dei muscoli oculari. Le indagini diagnostiche avevano rivelato una mastoidite all’orecchio destro complicata da una trombosi venosa cerebrale, estesa fino al seno cavernoso, con un alto rischio di perdita irreversibile della vista. Da subito è stato attivato un team multidisciplinare tra neurologi pediatrici, neurochirurghi e otorinolaringoiatri, che hanno discusso il caso e deciso di intervenire chirurgicamente insieme: da un lato gli otorinolaringoiatri dell’equipe diretta dal prof. Nicola Quaranta con un drenaggio trans-timpanico per eliminare l’infezione che aveva innescato la trombosi, dall’altro l’equipe Neurochirurgica diretta dal prof. Francesco Signorelli con una derivazione spinale esterna capace di ridurre la pressione intracranica in maniera indiretta e ridurre la compressione sui nervi ottici, in modo tale da salvaguardare la vista. “Un approccio delicato, mininvasivo e mirato – spiega il prof. Francesco Signorelli – che ci ha permesso di salvare la vista della bambina evitando l’impianto di protesi definitive. In età pediatrica questo è un aspetto fondamentale, perché i bambini crescono e una protesi avrebbe richiesto nel tempo nuovi interventi di sostituzione”. Il protocollo di trattamento e gestione dell’ipertensione intracranica cronica condiviso fra le unità operative di Neurologia pediatrica e Neurochirurgia del Policlinico ha fatto registrare nei 20 giorni successivi all’intervento la una progressiva riduzione delle pressioni intracraniche e una totale regressione del deficit di motilità degli occhi. Dopo tre settimane la derivazione è stata rimossa, e la bimba è potuta tornare a casa. Al controllo a sei mesi, la trombosi si è quasi del tutto risolta e la vista è completamente recuperata, senza alcun deficit residuo. “Nel 2025 – conclude il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce – al Policlinico di Bari sono state eseguite oltre 70 procedure neurochirurgiche su bambini, la metà delle quali per tumori cerebrali seguiti anche nell’oncologia pediatrica. Risultati come questo dimostrano l’eccellenza e la forza del nostro modello multidisciplinare, in cui specialisti di diverse aree lavorano insieme per offrire ai pazienti, anche ai più piccoli, le cure più sicure e avanzate”.
La donna, una 52enne della Calabria, sta bene. Un tumore molto invasivo del cuoio capelluto, che aveva distrutto la cute e l’osso cranico, arrivando a minacciare le strutture cerebrali, è stato rimosso con successo al Policlinico di Bari su una paziente di 52 anni arrivata dalla Calabria. La donna era stata trattata con terapie alternative risultate inefficaci tanto che la neoplasia aveva raggiunto dimensioni tali da mettere a rischio la vita. L’intervento, durato molte ore, è stato eseguito da un’équipe integrata che ha unito i medici della Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica diretta dal professor Giuseppe Giudice e quelli della Neurochirurgia diretta dal professor Francesco Signorelli. L’operazione è stata condotta dal team diMicrochirurgica in collaborazione con la Neurochirurgia, che ha proceduto all’asportazione della lesione che era arrivava a contatto con il cervello. L’equipe di Chirurgia plastica ha poi eseguito una complessa ricostruzione microchirurgica. La donna è in buone condizioni post-operatorie ed è tornata a casa.
I piccoli sono accolti nelle strutture dotate di terapia intensivaneonatale, che sono nove in tutta la regione Ogni anno in Puglia nascono circa 30mila bambini, di questi, 3mila sono prematuri, 500 sono considerati a rischio. Il dato, evidenziato dal Policlinico di Bari in una nota, è in linea con la media nazionale: in Italia il 10% dei nuovi nati è infatti pretermine, cioè nasce prima della trentasettesima settimana di gestazione. I piccoli sono accolti nelle strutture dotate di Terapia intensiva neonatale, che sono nove in tutta la regione. La prematurità, ricordano dal Policlinico, è la principale causa di mortalità neonatale nei bambini sotto i cinque anni di vita in tutto il mondo. Grazie all’evoluzione delle cure, i tassi di sopravvivenza sono cresciuti in modo significativo: molti bambini nati prima della trentaduesima settimana raggiungono buone condizioni cliniche, e una parte sempre più ampia dei neonati più fragili riesce a superare le prime, delicate settimane e ad andare a casa.
L’operazione è stata eseguita al Policlinico di Bari Ottant’anni e una diagnosi che sembrava non lasciare alternative. Grazie a un intervento innovativo eseguito al Policlinico di Bari, un paziente giudicato non operabile con tecnica chirurgica tradizionale ha potuto affrontare e superare una complessa sostituzione dell’arco aortico con procedura endovascolare mini invasiva. Si tratta del primo caso in Puglia. Il paziente è stato dimesso in buone condizioni a soli sette giorni dall’intervento. La procedura è stata condotta dall’équipe multidisciplinare dell’unità operativa di Chirurgia Vascolare, diretta dal prof. Domenico Angiletta, con il supporto dei professionisti di Anestesia e Rianimazione e dei tecnici di radiologia, a conferma dell’elevato livello di competenza e integrazione delle unità operative del Policlinico. “Si tratta di un risultato di grande rilievo clinico – sottolinea il prof. Angiletta – che apre nuove prospettive per pazienti fragili o considerati non operabili, offrendo un trattamento sicuro ed efficace grazie alle più moderne tecniche endovascolari e alle apparecchiature di ultima generazione disponibili al Policlinico di Bari”. “Nella nostra procedura endovascolare – spiega il prof. Angiletta – abbiamo eseguito un accesso ai vasi sanguigni attraverso piccole incisioni all’altezza dell’inguine, introducendo le protesi mediante cateteri guidati da imaging radiologico avanzato. Questa modalità riduce in modo sostanziale i rischi operatori, i tempi di anestesia e di degenza, garantendo una ripresa più rapida, soprattutto nei pazienti anziani o con comorbidità”. “L’intervento è stato eseguito grazie alle piattaforme di imaging e ai sistemi di navigazione di ultima generazione di cui il Policlinico è dotato, che consentono procedure di alta precisione e sicurezza anche su distretti anatomici complessi come l’arco aortico. Un risultato che conferma il ruolo del Policlinico di Bari come centro di riferimento capace di integrare competenze cliniche e strumentazioni avanzate per offrire cure sempre più sicure, efficaci e personalizzate”, conclude il direttore generale, Antonio Sanguedolce.
L’idea è stata accolta dal rettore dell’Università di Bari e dal direttore della Asl di Brindisi e sarà finanziata da un imprenditore barese Dopo essere stata presentata in Parlamento, la proposta di assegnare il Premio Nobel per la pace ai bambini di Gaza, avanzata dall’associazione pugliese “L’isola che non c’è”, fa un altro passo avanti. La campagna per favorire la proposta si farà strada negli ospedali pugliesi. Il personale del Policlinico di Bari e quello della Asl di Brindisi, infatti, indosserà, al lavoro, la maglietta che promuove l’iniziativa. L’idea, nata nella chat dell’associazione su proposta del professor Michele Battaglia, è stata accolta dal rettore dell’Università di Bari e dal direttore della Asl di Brindisi e sarà finanziata da un imprenditore barese.
Il giovane, trasportato in codice rosso al pronto soccorso del Policlinico, sarebbe intervenuto in difesa di alcune coetanee Un 20enne barese è stato aggredito nella notte fra sabato e domenica sulla spiaggia di Pane e Pomodoro. Secondo quanto emerso, un gruppo di sconosciuti lo avrebbe ferito al torace con alcune bottiglie: pare che il giovane sia intervenuto in difesa di alcune coetanee, con le quali era intento a montare una tenda. La segnalazione è arrivata alle forze dell’ordine alle 23.46, dopo che il ragazzo è stato portato al pronto soccorso del Policlinico. Le sue condizioni per fortuna non sono gravi. La polizia municipale in queste ore sta visionando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona: sull’accaduto indagano gli agenti della Squadra Mobile.
In soli tre anni sono stati effettuati oltre 200 interventi. Nasce un nuovo “Centro Cuore” nella nuova sede Asclepios 3 Il policlinico di Bari batte ogni record con i 300 trapianti di cuore effettuati, affermandosi come primo centro Italiano. Dopo il primo trapianto eseguito nel 2002, il successo è cresciuto significativamente negli ultimi tre anni con oltre 200 interventi, di cui 73 solo nel 2024, facendo crescere al tempo stesso anche la cardiochirurgia convenzionale. Tra le operazioni emergono riparazioni valvolari, bypass aorta-coronarici e dissezioni aortiche. In crescita anche i dispositivi salvavita VAD, per pazienti in attesa di trapianto. Il direttore generale Sanguedolce annuncia, inoltre, la nascita del “Centro Cuore” nella nuova sede Asclepios 3, un polo d’eccellenza per diagnosi e ricerca nelle malattie cardiache.
Un gesto per rendere il momento del ricovero meno traumatico I piccoli pazienti del reparto di oncologia pediatrica del Policlinico di Bari hanno ricevuto in regalo delle macchine elettriche colorate, che li accompagneranno nei loro spostamenti tra una visita e l’altra. Le macchinine sono anche un dono simbolico per rendere la degenza un’esperienza più giocosa e meno traumatica. L’iniziativa rientra in un progetto ben più ampio, che coinvolgerà presto altri ospedali pugliesi, ed è stata promossa dai Lions e Leo Club di Palo del Colle e dall’associazione Viaggiando con Gianvito, con il supporto di Confindustria, Pestalia e della comunità locale che ha contribuito alla raccolta fondi tramite un torneo di puzzle.
I fatti risalgono al 9 luglio 2023. L’anziano era stato sottoposto ad una biopsia sotto sedazione Cade dalla barella dopo essere stato sottoposto ad un esame invasivo sotto sedazione. La vicenda, per certi versi paradossale, è poi finita all’attenzione della procura, ed ora sono a rischio processo due medici ospedalieri ed un’infermiera. Servizio di Linda Cappello
“Il successo di questo intervento – evidenzia il direttore generale del Policlinico, Antonio Sanguedolce – conferma il valore della sinergia tra le diverse professionalità e l’elevato livello di specializzazione delle unità operative”. Al Policlinico di Bari è stato rimosso un tumore al fegato di quasi cinque chili, del diametro di 30 centimetri da un paziente di 60 anni. La massa tumorale occupava più della metà dell’addome dell’uomo arrivato in urgenza con un’emorragia epatica e preso in carico dalla chirurgia generale Bonomo, diretta dal professor Testini. Dopo aver stabilizzato il paziente, spiegano dal Policlinico, è stato possibile asportare la massa tumorale e parte del fegato. “Il successo di questo intervento – evidenzia il direttore generale del Policlinico, Antonio Sanguedolce – conferma il valore della sinergia tra le diverse professionalità e l’elevato livello di specializzazione delle unità operative”.
La piccola è stata sottoposta a un intervento chirurgico delicatissimo, sia per la posizione del tumore che per l’estensione. L’operazione è perfettamente riuscita Ci sono anche medici del Policlinico di Bari nell’equipe che ha salvato una bambina di 1 anno che non riusciva più a respirare e a mangiare a causa di tumore retrofaringeo. Per questo è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico al Santobono di Napoli dove sono intervenute l’equipe della Chirurgia plastica dell’ospedale del luogo e i medici della Chirurgia Maxillo-facciale del Policlinico di Bari. La bimba aveva una massa che ostruiva sia le vie aeree che l’apparato digerente. Già nello scorso mese di ottobre aveva iniziato a manifestare problemi respiratori che si sono aggravati con il passare dei giorni. Campanelli di allarme hanno richiesto ulteriori accertamenti al termine dei quali è arrivata la diagnosi: neoplasia retrofaringea. La piccola è stata così sottoposta a un intervento delicatissimo, sia per la posizione del tumore che per l’estensione. L’operazione è perfettamente riuscita.
Una donna ha donato l’organo al marito: entrambi sono testimoni di Geova Un trapianto di rene da donatore vivente senza l’utilizzo di trasfusioni di sangue, per scelta religiosa del paziente, è stato eseguito al Policlinico di Bari dal professore Pasquale Ditonno, direttore dell’unità operativa di urologia e trapianto rene del Policlinico di Bari. In sala operatoria una coppia di coniugi, entrambi testimoni di Geova attivamente impegnati nella loro comunità religiosa. La moglie di 35 anni ha scelto di donare un rene al marito di 49 anni, in grave insufficienza renale. La donazione è avvenutaprima che il paziente iniziasse il percorso di dialisi, riducendo così i rischi di complicanze e l’attesa di un organo compatibile, che può arrivare anche a tre anni. “Abbiamo maturato un’esperienza importante al Policlinico di Bari nell’esecuzione di trapianti di rene da donatore vivente, in questo caso però – spiega Ditonno – non potevamo commettere errori e far ricorso a trasfusioni nel rispetto delle volontàdei pazienti”. “Tutte le scelte di donazione da vivente – aggiunge il professor Loreto Gesualdo coordinatore del Centro regionale trapianti – sono importanti e il Centro regionale trapianti lesottopone, come previsto, alla valutazione di una commissione terza. In questo caso la scelta religiosa ci ha messo davanti a una sfida importante”. “Il successo dell’intervento – conclude il direttore generaledell’azienda ospedaliero universitaria barese, Antonio Sanguedolce – conferma ancora una volta l’elevataspecializzazione del Policlinico di Bari nell’attività trapiantologica”.

“Per chi è in lista per un trapianto di fegato possiamo garantire tempi di attesa tra i più bassi in Italia, circa due mesi contro

L’incidente domestico avvenne a novembre in una frazione di Torricella. Dopo 53 giorni di agonia Antony non ce l’ha fatta Non ce l’ha fatta Antony,

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Il giovane, trasportato in codice rosso al pronto soccorso del Policlinico, sarebbe intervenuto in difesa di alcune coetanee Un 20enne barese è stato aggredito nella

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