
Bari, incendio in campo rom di Poggiofranco, in fiamme cinque baracche, nessun ferito
Il rogo divampato nel primo pomeriggio: una densa nube di fumo visibile sulla ss16 da lunga distanza Esclusa l’ipotesi del dolo, anche se qualcuno degli
Esclusa l’ipotesi del dolo, anche se qualcuno degli occupanti avrebbe visto lanciare un oggetto dalla statale poco prima dell’incendio.. Un incendio è divampato intorno alle 14:30 nel campo rom situato nel quartiere Poggiofranco, a ridosso della statale 16 a Bari, tra via Camillo Rosalba e via generale Della Chiesa. A prendere fuoco sono state cinque baracche. Per fortuna non si segnalano feriti. La colonna di fumo era talmente alta da essere visibile a molta distanza. Immediato l’intervento sul posto dei vigili del fuoco con quattro mezzi, tra cui tre autobotti, personale del distaccamento di Carrassi e il supporto della sede centrale, che hanno provveduto a spegnere le fiamme, a tagliare gli alberi pericolanti e a mettere in sicurezza diverse bombole di gas. Sono intervenuti anche i carabinieri, polizia locale con la polizia giudiziaria e gli assistenti sociali del Pis, il pronto intervento sociale del Comune. Le cause sono da accertare. Al momento si esclude l’ipotesi del dolo, anche se qualcuno degli occupanti del campo, intenti a quell’ora a cucinare, avrebbe visto lanciare un oggetto dalla statale poco prima che scoppiasse l’incendio. Nel campo vivono circa quaranta persone da oltre 20 anni.
Al momento non risultano esserci feriti . Non si è fermato al posto di blocco dei carabinieri, in viale Papa Giovanni XXIII, al quartiere Poggiofranco di Bari. Per questo, nel pomeriggio, è iniziato l’inseguimento dei carabinieri, ad una Panda, a bordo della quale c’era un giovane di trent’anni. I militari, avrebbero intravisto un arma, all’interno dell’auto, e per questo hanno imbracciato le loro, con le quali hanno poi fermato la panda, colpendola, ad una fiancata, e ad una gomma, in via Cotugno, all’incrocio con viale Orazio Flacco. Hanno fermato il conducente, e perquisito l’auto, a bordo della quale c’erano 17 dosi di cocaina. L’uomo è stato arrestato. I colpi hanno allarmato i residenti della zona, ma per fortuna non ci sono stati feriti.
Rinvio a giudizio A processo anche il tecnico Vincenzo Nanocchio che aveva realizzato l’impianto nella chiesa di Poggiofranco a Bari Il gup del Tribunale di Bari Ilaria Casu ha disposto il rinvio a giudizio per don Antonio Ruccia, parroco della chiesa di San Giovanni Battista di Poggiofranco, a Bari, accusato di omicidio colposo in relazione al ritrovamento di un neonato morto nella culla termica della chiesa il 2 gennaio scorso. Oltre a lui finirà a processo anche il tecnico Vincenzo Nanocchio, che aveva realizzato l’impianto. Il giudice aveva dichiarato inammissibile, per ragioni procedurali, la richiesta di patteggiamento ad un anno di reclusione che il sacerdote aveva concordato con la procura. Precedentemente era stato già rigettato un patteggiamento a tre mesi. Secondo l’accusa, la culla termica era stata realizzata con un tappetino non idoneo all’uso, con la conseguenza che non era scattato l’allarme sul cellulare del sacerdote e il neonato è poi morto per ipotermia. Il processo inizierà per entrambi il prossimo 5 febbraio.
Troppo alti i costi di gestione rispetto ai guadagni, ormai ridotti all’osso Un’altra edicola che chiude a Bari. E quella del signor Gianni Picciarelli, che 9 anni fa l’aveva rilevata. Si trova a Poggiofranco, in corso Alcide De Gasperi. Nella zona, incluso anche il quartiere Carrassi, negli ultimi mesi hanno abbassato la saracinesca almeno altre tre attività. Intervista a Gianni Picciarelli, edicolante Riprese e montaggio di Orazio Corbacio Servizio di Linda Cappello
Bari: la scommessa in una tabaccheria di Poggiofranco con una giocata di 4 euro Servizio di Saverio Carlucci Intervista a Tina Trotta, Tabaccheria Ronzulli
Il primo ad accorgersi che c’era il bambino è stato un impresario di onoranze funebri. La Procura ha aperto un’inchiesta contro ignoti per abbandono di minore aggravato da morte Servizio Anna De Feo INTERVISTA: ROBERTO SAVARESE, TITOLARE IMPRESA ONORANZE FUNEBRI
L’opera in una chiesa del quartiere Poggiofranco grazie al talento di alcuni parrocchiani Intervistato: Giuseppe Carrassi (Progettista del presepe)
Gestire e governare la movida nel capoluogo pugliese diventa sempre più difficile
A scoprire lo scempio ambientale in viale Papa Pio XII sono stati gli ispettori dell’Amiu E’ caccia a Bari agli incivili che nel cuore del quartiere Poggiofranco hanno lasciato nei cassonetti della plastica e dell’indifferenziato bustoni neri con materiali di ogni genere: vernici pericolose, tubi, legname, pietre, tapparelle e attrezzi vari, presumibilmente scarti di lavorazioni edili. A scoprire lo scempio ambientale in viale Papa Pio XII sono stati gli ispettori dell’Amiu, l’azienda comunale che si occupa dei rifiuti, e gli agenti della polizia locale, allertati dalle segnalazioni di alcuni residenti. Ora gli agenti stanno tentando di risalire ai proprietari dei bustoni per elevare sanzioni salatissime visto il danno subito dall’Amiu per il mancato e corretto smaltimento della plastica e della spazzatura non riciclabile.
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Il ragazzo, 20 anni, scrive : “Adesso sta a me diventare uomo”. L’agguato mortale lunedì sera a Poggiofranco, quartiere residenziale di Bari

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