
Caso Diviesti, colpi di pistola sul corpo carbonizzato
Ultimata l’autopsia, si attende l’esito del Dna per la conferma che si tratti del giovane parrucchiere di Barletta Sul corpo semicarbonizzato trovato il 29 aprile
Ultimata l’autopsia, si attende l’esito del Dna per la conferma che si tratti del giovane parrucchiere di Barletta Sul corpo semicarbonizzato trovato il 29 aprile tra Canosa di Puglia e Minervino Murge, sarebbero stati rinvenuti segni di proiettili: la vittima potrebbe essere stata colpita da diversi colpi di arma da fuoco prima di essere bruciata. Si tratterebbe di Francesco Diviesti, 26enne di Barletta, scomparso il 25 aprile. L’autopsia è stata ultimata ma bisognerà attendere giorni affinché l’esito dell’esame del Dna confermi la sua identità. Gli inquirenti ipotizzano che l’uomo sia stato ucciso prima di essere dato alle fiamme, ma si attende l’esito degli esami autoptici per confermare se le fiamme lo abbiano avvolto mentre era ancora vivo. Le indagini, condotte dalla Dda di Bari, ipotizzano un omicidio aggravato dal metodo mafioso e coinvolgono cinque persone, tra cui tre barlettani, un uomo di Minervino e un albanese irreperibile.
Droga e armi erano nascoste in auto, a scoprirle la Polizia Stradale ad un controllo Due corrieri della droga sono stati arrestati dalla Polizia Stradale durante un controllo tra gli svincoli di Canosa di Puglia e Foggia. Sequestrati 13 chili di cocaina, due pistole con relative muniziono, vari cripto-telefoni, smartphone, sim card, quattro carte di credito e un ingente quantitativo di denaro. Droga e armi erano in una Volkswagen Golf all’interno della quale c’erano il conducente e un passeggero, entrambi stranieri. Denunciato il conducente di una seconda vettura per ricettazione e possesso ingiustificato di munizioni.
I carabinieri hanno trovato pistole, munizioni e tritolo, erano in mobili e cassetti In casa nascondeva un arsenale. Arrestato dai carabinieri un 41enne di Bisceglie, già noto alle forze dell’ordine, accusato di detenzione di armi da guerra, munizioni, esplosivi e ricettazione. I militari hanno trovato pistole semiautomatiche, una calibro 9 e un’altra calibro 7,65 assieme a 300 proiettili di vario calibro nei cassetti e nei mobili in un appartamento a ridosso del centro cittadino. Il tritolo era stato sistemato in un barattolo fornito di innesco e pronto per essere usato. Nascoste in un mobiletto invece c’erano sei bombe carta. Le armi saranno sottoposte ad accertamenti balistici per verificare se siano state utilizzate per fatti di sangue.
L’uomo aveva un arsenale in casa, a Francavilla Fontana: oltre ad armi e cartucce custodiva anche ordigni artigianali e cocaina A Francavilla Fontana i carabinieri hanno sequestrato un vero e proprio arsenale, nella disponibilità di un 47enne, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine. In un vano ricavato nella base del caminetto di casa sono state rinvenute quattro pistole detenute illegalmente, due delle quali con matricola abrasa e poi160 cartucce di vario calibro, 19 cartucce per fucile calibro 12, e una trentina di chili di esplosivo confezionato in ordigni artigianali e cocaina. L’uomo è stato arrestato in flagranza con le accuse di detenzione illegale di armi, munizioni ed esplosivi e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’uomo non era in possesso del porto d’armi. Sono in corso approfondimenti per verificare se l’arma sia stata impiegata in episodi legati alla criminalità Arrestato in flagranza un incensurato 39enne di Massafra, residente a San Pietro Vernotico, nel Brindisino, accusato di detenzione di arma clandestina e detenzione illegale di munizionamento, anche da guerra. La perquisizione domiciliare della Polizia di Lecce, estesa alla casa di campagna del 39enne, ha consentito di scoprire il munizionamento di svariati calibri e, in particolare: 8 munizioni calibro 9×21, 28 munizioni calibro 7,65, caricatore bifilare per mitraglietta rifornito con 20 munizioni calibro 5.56 Nato, e una pistola revolver calibro 38 special, dotata di munizioni. Sono in corso approfondimenti per verificare se l’arma sia stata impiegata in episodi legati alla criminalità.

Ultimata l’autopsia, si attende l’esito del Dna per la conferma che si tratti del giovane parrucchiere di Barletta Sul corpo semicarbonizzato trovato il 29 aprile

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L’uomo non era in possesso del porto d’armi. Sono in corso approfondimenti per verificare se l’arma sia stata impiegata in episodi legati alla criminalità Arrestato