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perizia psichiatrica

. Sarà il professor Roberto Catanesi, psichiatra e docente di psicopatologie forense all’Università di Bari, ad effettuare la perizia psichiatrica di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. La Procura di Pavia metterà a disposizione di Catanesi l’intero compendio documentale raccolto su Sempio, affinché possa studiarlo approfonditamente prima di rispondere ai quesiti ufficiali. A cosa serve la perizia psichiatrica? Il professor Catanesi dovrà valutare la capacità di intendere e volere, il grado di imputabilità e la pericolosità sociale. I pm chiedono di accertare l’ “l’eventuale sussistenza” per il 37enne “di condizioni patologiche idonee a incidere sulla capacità di intendere e di volere, con riferimento ai fatti per cui si procede e al momento della loro realizzazione. La presenza di eventuali disturbi o alterazioni di significativa rilevanza, tali da incidere sul giudizio di imputabilità, nonché il grado di correlazione con i fatti contestati; l’eventuale configurabilità di una condizione di pericolosità sociale”. Cosa farà Sempio La difesa di Sempio fa sapere che valuterà se e quando farlo sottoporre alla perizia. L’avvocato Liborio Cataliotti, insieme all’avvocata Angela Taccia ha dichiarato che non gli si può imporre di sottoporsi a una perizia. La procura di Pavia ha espresso la necessità di una perizia alla luce delle consulenze tecniche depositate dalla difesa dopo la chiusura delle indagini. “A seguito del deposito, da parte della difesa dell’indagato Andrea Sempio, di plurime consulenze tecniche intervenute nel breve arco temporale decorrente dalla notifica dell’avviso di chiusura delle indagini, e considerato che i termini delle indagini preliminari risultano tuttora pendenti (con scadenza fissata al 28.9.26), si è ritenuto opportuno disporre ulteriori accertamenti – si legge in una nota -. In particolare, è stato disposto che i consulenti tecnici del pubblico ministero, già nominati, procedano a specifiche verifiche, al fine di esaminare le prospettazioni tecniche formulate dalla difesa e di valutarne la fondatezza, anche sotto il profilo del rigore e dell’affidabilità scientifica”.

L’uomo tentò di assassinare anche la moglie. La strage si consumò a Torre Maggiore a maggio del 2023 Servizio Pietro Loffredo

Durante l’interrogatorio di convalida l’uomo ha descritto con dovizia di particolari l’omicidio della madre Per 3 ore, all’interrogatorio di convalida, con una lucida follia, ha descritto l’omicidio della madre, la 73enne, Silvana La Rocca, trovata morta nella sua villetta a Leporano. Salvatore Dettori, 46 anni, reo confesso, ha confermato le modalita’ con cui ha commesso il delitto. Avrebbe inferto diverse coltellate alla mamma e avrebbe asportato il cuore dalla donna a mani nude. Tesi che verra’ confermata o meno dopo l’autopsia. Quelle dichiarazioni secondo il Gip Maccagnano non dimostrano l’incapacita’ di intendere e di volere. Una persona che racconta con semplicita’ quello che ha fatto nasconde un malessere psichiatrico che va approfondito, ha dichiarato l’avvocato che lo difende, Francesco D’Errico. Quando l’uomo parla di essere circondato da vampiri e mangiacarne potrebbe esserci, secondo l’avvocato, un trauma decisivo nella morte violenta del padre nel 2002 per incidente sul lavoro all’ex Ilva. Intanto l’avvocato D’ Errico dovra’ trovare ulteriori elementi per chiedere la perizia psichiatrica sull’uomo. Certo e’ che il suo futuro e’ segnato: o avra’ l’ergastolo o verra’ rinchiuso in una clinica psichiatrica

E’ quanto emerge dalla perizia psichiatrica a cui l’ex Gip è stato sottoposto da parte del consulente nominato dalla Corte d’Appello di Lecce Giuseppe De Benedictis, l’ex gip di Bari, imputato nel processo d’appello a Lecce per traffico e detenzione di armi ed esplosivi, anche da guerra, del relativo munizionamento e di ricettazione, assieme all’imprenditore agricolo Giuseppe Tannoia , non è affetto da una patologia di tale gravità da escludere la libertà di autodeterminarsi. E’ quanto emerge dalla perizia psichiatrica a cui l’ex giudice è stato sottoposto da parte del consulente nominato dalla Corte d’Appello di Lecce, dottor Serafino De Giorgi, direttore del Dipartimento di salute mentale dell’Asl Lecce. In sostanza l’esame peritale avrebbe sì evidenziato una monomanìa ma che però non inciderebbe sulla capacità di una libera autodetermianzione. L’indiscrezione arriva alla vigilia dell’udienza del processo prevista per domani a mezzogiorno. La difesa dell’ex magistrato, rappresentata dagli avvocati Saverio Ingraffia e Gianfranco Schirone, aveva chiesto alla Corte il riconoscimento delle attenuanti generiche e del disturbo psichico di cui l’ex giudice soffrirebbe secondo una consulenza psichiatrica di parte (non presa in considerazione dal giudice di primo grado), riconducibile ad un «iper accumulo in un paziente mono maniacale con conseguente grave menomazione della capacità di auto determinarsi» . De Benedictis in primo grado è stato condannato a 12 anni e 8 mesi di reclusione.

“Il possesso delle armi come solo e unico strumento per sfoggiare e rafforzare la sua mascolinità “. Viene descritto così l’ex gip, nella perizia psichiatrica di parte redatta lo scorso anno su cui ora i giudici della Corte d’Appello di Lecce vogliono vederci chiaro Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Donato Colazzo Interviste a: Gianfranco Schirone, avvocato De Benedictis Saverio Ingraffia, avvocato De Benedictis

È quanto emerso nel corso dell’udienza preliminare che si è svolta a Trani, in merito all’uccisione del 43enne Giuseppe Tupputi, titolare di un bar alla periferia di Barletta Una perizia psichiatrica per accertare la capacità di intendere e di volere dell’imputato 32enne Pasquale Rutigliano, pregiudicato di Barletta, accusato di omicidio volontario aggravato, porto abusivo di arma da fuoco e violazione della sorveglianza speciale. È quanto emerso nel corso dell’udienza preliminare che si è svolta a Trani, in merito all’uccisione del 43enne Giuseppe Tupputi, titolare di un bar alla periferia di Barletta. Rutigliano il 16 aprile 2022 ha confessato di aver sparato, cinque giorni prima, all’interno del bar gestito dalla vittima. L’imputato avrebbe raccontato di essere entrato nel locale e di aver richiesto una birra e, durante la conversazione con la vittima, si sarebbe inalberato prendendo l’arma e sparando: tre i colpi esplosi verso il bancone dove si trovava Tupputi, raggiunto alla testa e al torace. Rutigliano si sarebbe poi allontanato, facendo perdere le proprie tracce.Il 6 aprile è fissato l’esame del perito. Di contro è arrivata la replica della famiglia della vittima. “Considerando le dinamiche della condotta e il comportamento successivo al reato ritengo – ha riferito il legale della famiglia Tupputi, Francesco Piccolo – che l’imputato abbia agito con coscienza e volontà,consapevolezza e freddezza”.

De Benedictis capace di autodeterminarsi

E’ quanto emerge dalla perizia psichiatrica a cui l’ex Gip è stato sottoposto da parte del consulente nominato dalla Corte d’Appello di Lecce Giuseppe De

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