
Misteriosa scia all’alba in Puglia: pioggia di detriti di un razzo cinese illumina il cielo
Alle 5.45 del 13 Aprile, una lunga “coda” infuocata ha solcato i cieli pugliesi e lucani. Migliaia le segnalazioni sul web. Si è trattato di

Alle 5.45 del 13 Aprile, una lunga “coda” infuocata ha solcato i cieli pugliesi e lucani. Migliaia le segnalazioni sul web. Si è trattato di un detrito di un razzo cinese. Uno spettacolo mozzafiato quello di questa mattina in Puglia e Basilicata. Alle 5.45 una lunga scia luminosa, infuocata, ha solcato i cieli del nostro territorio regalando stupore e “paura”. Quella scia, come riportato da diversi ricercatori, è effetto dello ‘space debris‘, ossia è un detrito spaziale effetto del razzo cinese partito lo scorso 30 marzo, poi rientrato nell’atmosfera e che si è subito ‘bruciato’, producendo le luci che hanno attirato l’attenzione di tanti. Inizialmente si era pensato ad una meteora, ma così non è. Quando questi detriti rientrano, l’attrito con l’atmosfera genera temperature elevatissime che portano alla frammentazione e alla vaporizzazione del materiale, producendo effetti visivi spettacolari, ma, generalmente innocui. Non si tratta di un evento sconosciuto o insolito: attorno alla Terra orbitano migliaia di oggetti artificiali non più operativi, la cosiddetta ‘spazzatura spaziale’. Con il tempo, è normale che alcuni di questi rientrino in atmosfera.
Migliaia di piccoli frammenti seguono la stessa traiettoria formando una lunga cometa. Ecco il video. All’alba di oggi, lunedì 13 Aprile, alle ore 05,45, nei cieli pugliesi è apparso un fenomeno raro e affascinante. Un bolide luminoso, per intenderci, un meteorite, ha raggiunto l’atmosfera, infuocandosi. Nessuna paura. Ma resta il fatto che si tratta di uno spettacolo raro. Migliaia di piccoli frammenti che seguono la stessa traiettoria formando una lunga cometa. Avvistamenti arrivano da Faeto (luogo del video), dal Gargano e anche dal barese.
Ad escludere l’ipotesi sarebbero i dati raccolti dalla rete Prisma, le cui camere di Castellana Grotte e Lecce, le più vicine alla zona, non hanno registrato alcun bolide nell’orario indicato. Il bagliore visto la sera del 10 gennaio a Casamassima e dintorni non era un meteorite ma il mistero resta. Due docenti dell’Università di Bari, su richiesta del sindaco Giuseppe Nitti, sono stati sul luogo geolocalizzato in base ai filmati girati dai residenti della zona di via Sammichele, a ridosso della città. Si tratta di un terreno incolto, di proprietà di privati, dove non sono state riscontrate tracce dell’impatto di quello che si ipotizzava fosse un meteorite. I professori Francesco Giordano, ordinario interuniversitario di Fisica e Giovanna Agrosi, associata di geologia, esperta di caratterizzazione di geomateriali, dovrebbero tornare, con droni ed attrezzature, per un controllo più accurato. Intanto però, ad escludere l’ipotesi del meteorite, sarebbero i dati raccolti dalla rete Prisma, le cui camere di Castellana Grotte e Lecce, le più vicine alla zona, non hanno registrato alcun bolide nell’orario indicato, cioè dopo le 18: “Un evento del genere – secondo Dario Barghini, ricercatore dell’Istituto nazionale di astrofisica di Torino ed esperto della rete Prisma – difficilmente passerebbe inosservato”.
Ci sono due video catturati da telecamere di videosorveglianza che lascerebbero spazio a pochi dubbi. Sabato nel tardo pomeriggio nel Sud Est barese, tra Casamassima, Turi, Gioia, Sammichele e Adelfia, hanno sentito un forte boato. E qualcuno ha anche visto una scia luminosa. Pochi secondi. Si è ipotizzato di tutto. L’ipotesi più suggestiva è quella di un meteorite caduto nelle campagne di Casamassima. Ci sono due video catturati da telecamere di videosorveglianza che lascerebbero spazio a pochi dubbi. Si vede chiaramente un forte bagliore e poi delle scintille. Questo video, pubblicato sulla pagina “Amo Casamassima” è molto chiaro, e anche quello di “Casamassima Reports” offre un’altra prospettiva, ma la scena è la stessa. Sempre su “Amo Casamassima” sono state pubblicate delle fotografie scattate ieri mattina nelle campagna di Casamassima, nella zona dello schianto. Dalle nostre parti l’ultimo episodio analogo è accaduto a Matera il 14 febbraio del 2023.
Menzione speciale su “Meteoritics and Planetary Science” Servizio di Alessandro Boccia
La sensazionale scoperta è frutto di un lavoro di collaborazione tra i ricercatori dell’ateneo del capoluogo pugliese e i loro colleghi dell’università di Firenze e dell’agenzia spaziale italiana Servizio: Gianfranco Bonasora Montaggio: Luigi Aloisio
Una scia luminosa ha percorso il cielo alle 6,00 del 27 dicembre Nuovo avvistamento di un meteorite nei cieli di Matera. E’ successo nelle prime ore del mattino del 27 dicembre, intorno alle ore 6,00, poco prima dell’alba. Un bagliore ha attraversato l’orizzonte e una webcam di Pisticci è anche riuscita a riprendere la caduta verso terra, come era già successo la sera del 14 febbraio 2023, quando un altro meteorite è caduto verticalmente nel territorio di Matera, ad una velocità di 300 km l’ora, frantumandosi al suolo. Piccoli frammenti del meteorite erano stati poi recuperati da una coppia di anziani a nord della città dei Sassi: si erano disintegrati dopo essere caduti sul balcone della loro abitazione. I frammenti sono stati poi presi in consegna dagli esperti del Cnr. In questo caso però il meteorite si è disintegrato nell’atmosfera, non creando il boato che invece era stato sentito distintamente nel febbraio scorso.
Lo ha comunicato ufficialmente l’astronomo Mario Di Martino, al quale il sindaco Domenico Bennardi aveva chiesto l’intitolazione, dopo la caduta dei frammenti di meteorite sul territorio comunale lo scorso 14 febbraio Dallo scorso 20 marzo c’è un asteroide battezzato “Matera” in orbita attorno al Sole, precisamente tra Marte e Giove. Lo ha comunicato ufficialmente qualche ora fa l’astronomo Mario Di Martino, al quale il sindaco Domenico Bennardi aveva chiesto l’intitolazione, dopo la caduta dei frammenti di meteorite sul territorio comunale lo scorso 14 febbraio. Tre giorni fa, l’asteroide Matera è stato riconosciuto con la pubblicazione sull’International Astronomica Union, che ufficializza la denominazione.
E’ l’annuncio dato da Giovanni Pratese, docente dell’Università di Firenze Interviste:Giovanni Pratesi, docente Universita’ di Firenze Dario Barghini, Rete Prisma Servizio Alessandro Boccia
Il “bolide di San Valentino”, il 14 febbraio, ha illuminato i cieli tra Basilicata e Puglia seguendo una traiettoria da Bari verso la città dei Sassi Servizio di Alessandro Boccia Intervista a Giuseppe Losignore, rinvenitore frammenti meteorite
I frammenti sono stati rilevati con l’utilizzo di un metal detector Individuati a Matera nuovi resti del meteorite che il 14 febbraio ha illuminato i cieli tra Basilicata e Puglia. Sono stati trovati nelle contrade Rondinelle e Serra Paducci da tecnici specializzati grazie all’utilizzo di un metal detector, un lavoro condotto con la supervisione dell’Istituto nazionale di astrofisica. Ieri erano stati recuperati 12 frammenti principali e decine di frammenti più piccoli finiti sul balcone esterno di una casa.
Ritrovati sul balcone dell’abitazione di due anziani Ricordate il meteorite che nel tardo pomeriggio del 14 febbraio, a San Valentino, in tantissimi hanno visto sfrecciare nei cieli di Puglia e Basilicata? Si disse che aveva sfiorato l’atmosfera terrestre, ma che era rimasto ben distante dal nostro pianeta. Ebbene, pare che alcuni frammenti, in realtà, siano caduti sulla terra e, in particolare, alcune schegge sarebbero cadute sulla città di Matera, in particolare sul balcone di un’abitazione di due anziani, tra le contrade Rondinelle e Serra Paducci. Il meteorite è caduto verticalmente al suolo con una velocità di circa 300 km/h e nell’impatto ha scheggiato una piastrella del balcone dei genitori di Gianfranco e Pino Losignoreche. Gli anzianisignori avevano udito un forte botto la sera precedente proveniente dall’esterno. Si sta che si tratti di una massa complessiva di circa 500 grammi. Finora sono stati recuperati oltre 70grammi in 12 frammenti principali e decine di frammenti più piccoli, riferisce Prisma, Prima Rete Italiana Studio Meteore e Atmosfera dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). I frammenti sono stati consegnati a Carmelo Falco, rappresentante del Project Office della rete Prisma e associato Inaf, e coordinatore delle ricerche sul campo. Ricerche che continueranno alla ricerca di altri eventuali campioni sopravvissuti all’attraversamento dell’atmosfera. Nel frattempo, il materiale già recuperato verrà presto sottoposto ad analisi particolareggiate per determinare composizione chimica, mineralogia e caratteristiche petrografiche utili alla classificazione del meteorite appena ritrovato. E’ un fatto particolarmente significativo, perché i frammenti provenienti dallo spazio non hanno toccato il terreno, dunque sono incontaminati e preziosissimi per la ricerca scientifica. “I meteoriti hanno attraversato quasi inalterati i circa 4,5 miliardi di anni dalla formazione del nostro Sistema Solare e ritrovarne una appena caduta come quella rinvenuta a Matera aiuta molto gli scienziatia ricostruire le tappe che hanno portato alla formazione dei pianeti, Terra compresa”, spiega Daniele Gardiol, astronomo Inaf di Torino e coordinatore nazionale della rete Prisma. “Nel mondo dal ’59, anno di inizio del rilevamento secondo questi sistemi, sono circa 40 ritrovamenti. Questo è il secondo in Italia e a distanza di poco tempo. All’inizio di gennaio del 2020 era stato ritrovato il meteorite Cavezzo nei pressi di Modena. “Una cosa sconvolgente ma molto emozionante”: è la reazione dei fratelli Gianfranco e Pino Losignore. Il ritrovamento non è avvenuto subito: i due si sono incuriositi al racconto della madre, che ha detto di aver sentito “un botto” provenire dall’esterno del balcone della casa. Un controllo sul balcone ha portato Gianfranco e Pino a vedere una mattonella che aveva “un segno profondo” e a ritrovare diversi frammenti di metallo del diametro di circa un centimetro: in totale è stato raccolto materiale ferroso per circa 70 grammi. Ciò che ha fatto la differenza è la passione per l’astronomia che unisce i due fratelli, che già gestiscono insieme, a Matera, un negozio di toner e altro materiale per i computer (Pino è anche consigliere comunale di Matera). Infatti, Pino e Gianfranco si sono accorti che quel materiale non era fuliggine provenienti dal caminetto che il vento aveva depositato sul balcone ma qualcosa di diverso: “Senza la nostra curiosità, forse”, hanno spiegato, “avremmo semplicemente spazzato il pavimento del balcone, senza salvare nulla”. Invece, la loro curiosità e le loro conoscenze li hanno spinti a mettersi in contatto con l’Inaf (Istituto nazionale di astrofisica), i cui esperti hanno fatto un sopralluogo e raccolto tutti i reperti disponibili.
Secondo le prime analisi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, il bolide infuocato avrebbe viaggiato seguendo una traiettoria che va da Bari a Matera Servizio di Giovanna De Crescenzo Montaggio di Leo Tribuzio
Secondo le prime analisi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, il bolide infuocato avrebbe viaggiato seguendo una traiettoria che va da Bari a Matera Il bolide infuocato di “San Valentino” che ieri sera ha illuminato i cielidi Puglia e Basilicata sarebbe stato originato dall’ingresso in atmosfera di uncorpo celeste con una massa di circa 2,5 kg, che avrebbe viaggiato seguendo unatraiettoria che va da Bari a Matera. Ad accertarlo le prime analisi condottedagli esperti di Prisma, la Prima Rete Italiana per lo Studio delle Meteore edell’Atmosfera dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. I professionisti sono al lavoro per raffinare i calcoli e stimare sia lazona di provenienza dell’oggetto celeste (in genere i bolidi hanno un’origineasteroidale che si riconduce alla fascia principale collocata fra Marte eGiove) sia l’eventuale zona di cadutadel meteorite. È probabile che non tutto il materiale si sia disintegrato e chequalcosa sia sopravvissuto, cadendo al suolo. Il fenomeno ha scatenato una serie di reazioni sui social. Tante letestimonianze di quanti hanno raccontato di aver visto un bolide infuocato, unascia luminosa e subito dopo di aver udito un forte boato.
Tante le testimonianze di quanti hanno raccontato di aver visto un bolide infuocato, una scia luminosa e subito dopo di aver udito un forte boato Un bolide infuocato, una scia luminosa e subito dopo un forte boato. Sono tantissime le segnalazioni che si stanno rincorrendo sui social in merito all’avvistamento di un meteorite nei cieli di Puglia e Basilicata. Nel video, pubblicato su Facebook, la testimonianza di un ragazzo catturata poco prima delle 19, a Marconia, nel materano.Numerosi anche i messaggi testuali postati sui social: “Si è illuminato il cielo come se fosse giorno, subito dopo ho sentito un boato”, ha raccontato un ragazzo che ha notato il meteorite da Casamassima, nel barese. “E’ stato bellissimo e spaventoso allo stesso tempo, una scia luminosissima di colore turchese”, ha aggiunto una ragazza da Martina Franca, nel tarantino. Al momento non sono pervenute segnalazioni di danni ai Vigili del fuoco.

Alle 5.45 del 13 Aprile, una lunga “coda” infuocata ha solcato i cieli pugliesi e lucani. Migliaia le segnalazioni sul web. Si è trattato di

Migliaia di piccoli frammenti seguono la stessa traiettoria formando una lunga cometa. Ecco il video All’alba di oggi, lunedì 13 Aprile, alle ore 05,45, nei

Ad escludere l’ipotesi sarebbero i dati raccolti dalla rete Prisma, le cui camere di Castellana Grotte e Lecce, le più vicine alla zona, non hanno

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Una scia luminosa ha percorso il cielo alle 6,00 del 27 dicembre Nuovo avvistamento di un meteorite nei cieli di Matera. E’ successo nelle prime

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Il “bolide di San Valentino”, il 14 febbraio, ha illuminato i cieli tra Basilicata e Puglia seguendo una traiettoria da Bari verso la città dei

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Secondo le prime analisi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, il bolide infuocato avrebbe viaggiato seguendo una traiettoria che va da Bari a Matera Servizio di Giovanna

Secondo le prime analisi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, il bolide infuocato avrebbe viaggiato seguendo una traiettoria che va da Bari a Matera Il bolide infuocato

Tante le testimonianze di quanti hanno raccontato di aver visto un bolide infuocato, una scia luminosa e subito dopo di aver udito un forte boato