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Il Decreto sicurezza del ministro Piantedosi prevede un rimborso che non può superare complessivamente 10mila euro per ciascuna fase del procedimento Il ministero dell’Interno ha già accreditato l’anticipo delle spese legali dei due poliziotti indagati per la morte di Michele Mastropietro. Il 59enne, ritenuto l’assassino del carabiniere Carlo Legrottaglie, morì il 12 giugno in seguito alla sparatoria ingaggiata con gli agenti. I due agenti sono rappresentati dall’avvocato Antonio La Scala. È stato lui a comunicarlo. Il Decreto sicurezza del ministro Piantedosi prevede il riconoscimento di un rimborso per le spese legali sostenute in procedimenti giudiziari relativi al servizio che non può superare complessivamente l’importo di 10.000 euro per ciascuna fase del procedimento. “Questo accreditamento – ha dichiarato La Scala – rappresenta non solo un sostegno pratico, ma anche un riconoscimento morale fondamentale per chi ogni giorno rischia la vita per garantire la sicurezza dei cittadini”.

Niente manifesti e fiori per l’uomo, morto dopo l’arresto, ritenuto il killer del brigadiere Carlo Legrottaglie Sono stati celebrati a Carosino, nella chiesa Santa Maria delle Grazie, i funerali di Michele Mastropietro, ritenuto l’autore dell’omicidio del carabiniere Carlo Legrottaglie, avvenuto il 12 giugno scorso a Francavilla Fontana. Mastropietro è morto dopo l’arresto. Eseguita l’autopsia, il corpo è stato restituito alla famiglia. Gremita la chiesa, davanti alla quale non c’erano manifesti, né fiori. Solo un cesto, da parte del fratello. Qualcuno assiste dal piazzale. C’è solo una vigilessa per deviare il traffico. Poche parole nell’omelia del parroco, don Filippo Urso. “Solo un pensiero – afferma in apertura dell’intervento – mai come in questi momenti di eventi così tragici siamo chiamati al raccoglimento interiore, mettendoci in silenzio ai piedi della croce di Cristo. Il silenzio è la forma cristiana più consona di fronte al dolore che ha colpito le famiglie coinvolte in questi fatti”. Poi conclude: “Affidiamo l’anima di Michele alla misericordia del Padre, al quale chiediamo di sostenere la moglie Lucia e i figli Mariapia, Imma e Francesco Pio”.

Michele Mastropietro era vivo quando è stato raggiunto dagli agenti e ammanettato E’ stato diffuso il video che documenta l’arresto di Michele Mastropietro, l’assassino del brigadiere capo dei Carabinieri Carlo Legrottaglie. Un video di 22 secondi che documenta come il pregiudicato fosse ancora vivo quando è stato raggiunto dagli agenti, al centro di un terreno incolto, a seguito della fuga dopo la sparatoria con la pattuglia dei Carabinieri. Prima di essere preso Mastropietro aveva ingaggiato un’altra sparatoria con gli agenti. Quando è stato ammanettato era ancora vivo, poi ha perso conoscenza ed il decesso è stato costatato dal personale del 118.

Dopo l’uccisione del brigadiere Legrottaglie, i due fuggitivi sono stati raggiunti dalla polizia in contrada Monache. Nel conflitto a fuoco è morto Michele Mastropietro Servizio di Alessandra Martellotti

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