
Una nuova tecnica con la luce permette di studiare le cellule viventi senza rovinarle
MONITOR La scoperta dei ricercatori italiani apre nuove possibilità per lo studio del Dna e delle malattie Le cellule viventi sono gli elementi fondamentali di
La scoperta dei ricercatori italiani apre nuove possibilità per lo studio del Dna e delle malattie. Le cellule viventi sono gli elementi fondamentali di tutti gli esseri viventi, ma osservarle non è semplice. Sono estremamente piccole e quasi del tutto trasparenti, per questo anche con il microscopio ottico spesso risultano difficili da vedere. Per molti anni gli scienziati hanno dovuto usare coloranti o sostanze fluorescenti per renderle visibili, ma questi metodi possono modificare le cellule e influenzare il loro comportamento naturale. Per superare questo problema, tre ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, coordinati da Alberto Diaspro, hanno sviluppato una nuova tecnica basata sulle proprietà della luce. Grazie a questo metodo è possibile osservare le cellule mentre sono vive e si trovano in condizioni naturali, senza alterarle. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Optics Letters. La nuova tecnica nasce dall’unione di due metodi già conosciuti: la microscopia a polarizzazione, che utilizza la luce polarizzata per mettere in evidenza alcune strutture cellulari, e la microscopia in campo oscuro, che illumina solo i contorni del campione. Combinando queste due tecniche, i ricercatori sono riusciti a ottenere immagini più chiare e dettagliate, senza ricorrere alla fluorescenza e senza danneggiare le cellule. Questo risultato è molto importante perché permetterà di studiare meglio alcuni processi biologici fondamentali. In particolare, gli scienziati vogliono osservare come è organizzato il Dna all’interno del nucleo delle cellule. Il Dna, insieme alle proteine, forma la cromatina, una struttura che cambia nel tempo e che ha un ruolo fondamentale nel funzionamento delle cellule. Capire come la cromatina è organizzata aiuta a comprendere meglio l’origine di molte malattie, come i tumori e alcune malattie neurodegenerative, tra cui l’Alzheimer. Secondo i ricercatori, osservare questi cambiamenti senza alterare le cellule è essenziale per ottenere risultati più accurati. In futuro, il nuovo metodo potrà essere migliorato grazie all’uso dell’Intelligenza Artificiale, che aiuterà ad analizzare le immagini e a riconoscere meglio i dettagli più piccoli. Questa scoperta rappresenta un importante passo avanti per la ricerca scientifica, perché permette di studiare le cellule in modo più naturale e di avvicinarsi sempre di più alla comprensione dei meccanismi alla base della vita.
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