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Le fiamme, alimentate dal vento, hanno bruciato 50 ettari di macchia mediterranea Mattinata di paura a San Cataldo, marina di Lecce. Un incendio, alimentato dal forte vento di tramontana, ha interessato l’area del Villaggio Adriatico minacciando la vegetazione circostante. In azione Vigili del Fuoco, Protezione Civile e due Canadair

Devastati oltre 80 ettari Un vasto incendio ha devastato ieri sera oltre 80 ettari di macchia mediterranea tra la cala delle Orte e il faro di Punta Palascia, a Otranto. Le fiamme, spinte dal forte vento di tramontana, sono diventate ingestibili, rendendo impossibile l’intervento dei mezzi aerei Canadair. Sul posto hanno operato tre squadre dei Vigili del Fuoco, coordinate dal Direttore delle Operazioni di Spegnimento, con il supporto dei volontari della Protezione Civile e dell’ARIF. Intervista a Oscar Coluccia, Coordinatore Protezione Civile di Otranto Servizio di Matteo Bottazzo

Il rogo minaccia stabilimenti balneari e auto parcheggiate. Panico tra i bagnanti. Si sospetta l’origine dolosa Un vasto incendio sta divorando ettari di macchia mediterranea tra Marina di Taranto e Marina di Lizzano, complice il vento di tramontana e le alte temperature. Il rogo, quasi certamente doloso, si è sviluppato nei pressi di numerosi stabilimenti balneari, generando panico tra i bagnanti. Un denso fumo nero è visibile anche da lontano. Sul posto sono in azione da ore i vigili del fuoco e i carabinieri forestali. Attraverso gli altoparlanti dei lidi, i turisti sono stati invitati a spostare le auto, minacciate dalle fiamme. Prosegue senza sosta il lavoro dei pompieri per contenere il fronte del fuoco

Roghi causati sia dai piromani che dall’eccezionale situazione meteorologica e climatica, che hanno procurato danni ingenti al patrimonio boschivo e ambientale, a quello agricolo ed agli insediamenti civili Servizio di Michele Frallonardo

Già bruciati dieci ettari di macchia mediterranea Brucia ancora il Salento: questa volta un incendio è divampato a Marina di Corsano, dove dieciettari di macchia mediterranea sulla costa sono già andati in fumo e le fiamme avanzano verso l’interno.Da circa quattro ore venti unità sono impegnate per spegnere il rogo: al lavoro l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali, i vigili del fuoco, i forestali, la protezione civile e volontari. E’ stato richiesto supporto aereo.

A contrastare le fiamme si sono fatte avanti trenta unità tra personale Arif, vigili del fuoco, carabinieri forestali, Protezione civile e volontari Sono 270 gli ettari di bosco e macchia mediterranea a rischio a causa di un incendio scoppiato nel pomeriggio del 26 luglio a Ginosa (Ta), in zona Follerato. A contrastare le fiamme si sono fatte avanti trenta unità tra personale Arif, vigili del fuoco, carabinieri forestali, Protezione civile e volontari. Richiesto anche l’intervento di un Canadair che ha iniziato a lanciare acqua dall’alto

Le fiamme hanno già consumato oltre dieci ettari di macchia mediterranea e pineta Due incendi di vasta portata sono divampati lungo il litorale di San Cataldo verso ora di pranzo con le fiamme che hanno lambito case, autovetture e strutture. Si stima che circa dieci ettari di macchia mediterranea siano stati cancellati per sempre, così come una pineta è stata quasi interamente consumata dalle fiamme. Le operazioni di soccorso sono scattate immediatamente, con decine di squadre di vigili del fuoco, protezione civile, Arif, polizia locale e volontari giunti sul posto con quindici mezzi. L’obiettivo primario è stato quello di evacuare al più presto gli abitanti e i turisti dalle zone a rischio. Chi poteva fare qualcosa per proteggere le proprie case ha avuto l’imperativo di disattivare l’erogazione della corrente elettrica e del gas, oltre a chiudere porte e finestre, seguendo le istruzioni delle forze dell’ordine.L’emergenza è stata ulteriormente complicata dalle raffiche di vento provenienti da Sud che hanno alimentato il fuoco e hanno reso difficile il suo contenimento. Solo l’arrivo di Canadair e altri mezzi aerei del 115 ha fornito un po’ di respiro alle squadre di terra, permettendo di raggiungere zone difficili da accedere da terra. La sicurezza dei cittadini è stata una priorità e, in tal senso, le squadre di soccorso hanno dovuto rimuovere tempestivamente le bombole contenenti Gpl dalle abitazioni, per ridurre il pericolo di esplosioni. Il comandante provinciale dei vigili del fuoco ha richiamato tutto il personale in servizio e i turni sono stati raddoppiati per far fronte all’emergenza. Punti di ritrovo sono stati allestiti, con corse straordinarie dei mezzi pubblici per allontanare i cittadini dalla zona colpita. In supporto anche unità della marina e dell’aeronautica con l’esercito che sta impiegando un Leopard.

Al momento le fiamme hanno colpito 30 ettari di terreno. Un vasto incendio è scoppiato oggi pomeriggio a San Giovanni Rotondo, in località San Salvatore. Già andati in fumo 30 ettari di macchia mediterranea. A rischio una vastissima area di 300 ettari. Sul posto diverse squadre dei vigili del fuoco e del servizio antincendio Arif. Intervenuto anche un canadair arrivato da Napoli

Il personale dell’Arif e i volontari stanno cercando di spegnere le fiamme per salvare altri ettari di vegetazione spontanea In fiamme diversi ettari di macchia mediterranea a Lesina, in zona Ripalta. Il rogo è divampato intorno a mezzogiorno e sul posto stanno operando una trentina di unità tra opertori dell’Arif, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e carabinieri forestali. Incendi, sempre di macchia mediterranea si segnalano, nel foggiano, al confine con il Molise, in territorio di Marina di Chieuti. Situazione simile a Frigole, nel Salento. Sino a questo momento sono andati distrutti 5 ettari di macchia mediterranea. Il personale dell’Arif e i volontari stanno cercando di spegnere le fiamme per salvare altri ettari di vegetazione spontanea

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