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Lo ha deciso la corte d’Appello di Bari accogliendo il ricorso della Procura che aveva impugnato il proscioglimento Inizierà il 9 gennaio 2025 il processo a carico di Nicola Loprieno, avvocato e consigliere comunale recentemente rieletto nella lista “Decaro per Bari”. È accusato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Lo ha deciso la corte d’Appello di Bari accogliendo il ricorso della Procura che aveva impugnato il proscioglimento. In pratica Loprieno, nel 2014, con la complicità dell’amico e collega Gaetano Filograno, avrebbe fatto in modo che l’allora amante dell’ex moglie fosse trovato in possesso di droga durante un controllo della Finanza. In primo grado era stato assolto “perché il fatto non sussiste”. La posizione di Gaetano Filograno, assolto in primo grado, sarà decisa la prossima settimana. 

La vicenda risale al 2014, quando l’amante, un imprenditore barese, venne sorpreso dalla Guardia di Finanza proprio su soffiata del marito in cerca di vendetta Chiesta la condanna a 4 anni di di reclusione nei confronti di Gaetano Filograno e il rinvio a giudizio per Nicola Loprieno. Queste le richieste della Procura di Bari nei confronti dei due avvocati ritenuti colpevoli in concorso di detenzione e spaccio di stupefacenti. Il primo ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato, mentre il secondo procederà con il rito ordinario. Filograno, con la complicità di Loprieno, tentò di incastrare l’amante della moglie, nascondendo 26 grammi di cocaina nella sua auto. La vicenda risale al 2014, quando l’amante, un imprenditore barese, venne sorpreso dalla Guardia di Finanza proprio su soffiata del marito in cerca di vendetta. L’uomo venne prima arrestato e poi, nel 2017, assolto con formula piena. Nella trama ordita ai danni dell’imprenditore è coinvolto anche un finanziere, Enzo Cipolla, che coordinò la perquisizione e poi, nel 2016, chiese all’imprenditore 15mila euro per fornire un elenco di domande che il difensore dell’imprenditore avrebbe potuto fargli nel processo. Per lui le accuse sono di tentata corruzione in atti giudiziari e la Procura ha chiesta un anno e sei mesi di reclusione

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