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“Non è una resa – scrive – è una scelta responsabile: il Taranto ha bisogno di una guida presente e costante, e io, in questo momento della mia vita, non posso garantirla”. Vito Ladisa si dimette e lascia la presidenza del Taranto Calcio. In tarda serata l’annuncio sui social. “Non abbandono il Taranto” chiarisce, aggiungendo di essere sereno “perché lascio il testimone in mani sicure: mio fratello, mio nipote e mio figlio” che “avranno il tempo e la possibilità di dedicarsi al Taranto anima e cuore, portando avanti questa iniziativa con la stessa passione di famiglia che ci ha sempre animato”. Il presidente uscente spiega che la decisione è maturata per motivi personali e imprenditoriali e, dunque, per mancanza di tempo per seguire il club come vorrebbe. “Non è una resa – scrive – è una scelta responsabile: il Taranto ha bisogno di una guida presente e costante, e io, in questo momento della mia vita, non posso garantirla”

La nota della società che gestisce il servizio Sul ritrovamento in una scuola di Bari di un pezzo di metallo nella pasta della mensa, è intervenuta la Ladisa, società che gestisce il servizio, che si dice estranea ai fatti. “Il 18/10/25 – scrivono in una nota – è stata inviata una denuncia, a mezzo Pec, presso il Comando Tutela e Salute di Bari dei carabinieri, avente ad oggetto “Denuncia presenza corpo ferroso nei pasti somministrati presso l’Istituto E. Loi dalla Ladisa srl”, inviata anche al Comune di Bari in nome e per conto dei genitori degli alunni della classe 3D. Dal sopralluogo effettuato dagli agenti, come si legge nel verbale, si evidenzia che “non si era potuta attuare la procedura di non conformità, poiché il corpo estraneo non è stato lasciato nel piatto che eventualmente sarebbe stato riportato in azienda per poterlo analizzare. Ma è stato fatto sparire”. Quindi, dicono, “appare evidente che, in caso di contestazione, l’oggetto che costituisce la prova va custodito e rilevato in contraddittorio. Invece, dopo la foto, l’oggetto “è stato fatto sparire”, come si legge nel verbale”.

Non solo calcio, anche inclusione, sostenibilità, rinascita Servizio di Alessandra Martellotti. Interviste a Vito Ladisa, presidente SS Taranto Calcio; Ciro Danucci, allenatore SS Taranto Calcio.

La buona notizia dopo l’assegnazione del titolo sportivo al gruppo Ladisa Ancor buone notizie per i tifosi del Taranto. Dopo l’assegnazione del titolo sportivo al gruppo Ladisa e la nascita della nuova societa’ sportiva Taranto 2025, arriva la conferma della disponibilita’ dello stadio comunale di Massafra che ospiterà le partite nella prossima stagione sportiva. Una decisione importante, ha detto il sindaco Bitetti, che consente di superare le difficoltà legate alle temporanea indisponibilità dello stadio Iacovone, interessato ai lavori di riqualificazione in vista dei Giochi del Mediterraneo.

In spiaggia non si parla d’altro. Si riaccendono speranza e passione Di Alessandra Martellotti

Il nome sarà “Società sportiva Taranto 2025” “Sara’ un’avventura epica”. E’ il messaggio che Vito Ladisa, insieme al fratello Sebastiano, lanciano ai tifosi tarantini. E’ il gruppo barese il nuovo proprietario del Taranto calcio. I Ladisa operano nel settore della ristorazione industriale, logistica, immobiliare e anche in quello dell’editoria. Il sindaco Bitetti, al termine della riunione della Commissione, ha premiato la territorialità ed il progetto a più lungo termine proposto dal gruppo pugliese della “Società sportiva Taranto 2025”, considerandolo la migliore proposta per rappresentare la città nel prossimo campionato regionale di Eccellenza 2025/2026.  Servizio di Annamaria Rosato

Sono coinvolti del processo sul presunto finanziamento illecito della campagna elettorale di Michele Emiliano per le primarie nazionali del Pd del 2017 Assoluzione piena in appello per l’imprenditore barese Vito Ladisa e per l’onorevole Claudio Stefanizzi, nell’ambito del processo sul presunto finanziamento illecito della campagna elettorale di Michele Emiliano per le primarie nazionali del Pd del 2017.In primo grado entrambi erano stati condannati a 4 mesi e 20mila euro di multa. Nell’inchiesta era stato coinvolto anche lo stesso governatore della Regione Puglia, già assolto in primo grado. La stessa procura generale di Torino aveva chiesto ai giudici l’assoluzione di Ladisa e Stefanazzi “perché il fatto non sussiste “.  I due imputati erano difesi dagli avvocati Michele Laforgia e Luigi Covella. 

Lo ha deciso il Consiglio di Stato, in attesa della decisione definitiva sul merito Servizio Linda Cappello

La decisione non implica ritardi o eventuali slittamenti nell’erogazione del servizio Il TAR di Bari nelle scorse ore ha rigettato il ricorso dell’istanza cautelare presentato dalla Ladisa Ristorazione, con la conseguenza che a partire da lunedì prossimo il servizio mensa, anche per le scuole baresi ricadenti del primo lotto, verrà gestito dalla Rti “Solidarietà e Lavoro” e Vivenda. La difesa di Ladisa ha già annunciato che presenterà ricorso al Consiglio di Stato, innanzi al quale il 7 novembre è stata già fissata udienza per discutere nel merito della vicenda. Il passaggio di consegne fra le due aziende non implica ritardi o eventuali slittamenti nell’erogazione del servizio. 

Da domani i pasti saranno distribuiti da Ladisa nel lotto 1 Servizio di Anna De Feo

Stop all’aggiudicazione della gara per la Vivenda, intanto i bambini baresi restano ancora senza pasti caldi Il caos delle mense scolastiche a Bari. Il Tar ha accolto il ricorso della Ladisa. Dunque stop all’aggiudicazione della gara per la Vivenda. Le carte ancora una volta si rimescolano. La vicenda giudiziaria è iniziata anni fa tra le due aziende, che si contendono la gestione del servizio. La Vivenda si aggiudicò l’appalto, ma Ladisa fece ricorso e lo vinse. A quel punto fu Vivenda a rivolgersi ai giudici e il risultato fu nuovamente stravolto, così il comune ha affidato le mense alla ditta romana, ma Ladisa si è opposta all’affidamento e la questione è finita nuovamente al Tar, che oggi ha accolto la richiesta di sospensiva. Intanto i bambini baresi restano ancora senza pasti caldi. 

Il movente dell’omicidio di Nicola Ladisa sarebbe legato a questioni di eredità È stato fermato il presunto killer di Nicola Ladisa, l’uomo di 42 anni ucciso questa mattina in via Canonico Bux a Bari. Si tratta del 34enne Daniele Musciacchio, marito della sorella della vittima. Ilmovente del delitto sarebbe da ricercare in dissapori legati a una eredità contesa lasciata ai figli dalpadre della vittima, scomparso qualche settimana fa: alcuni appartamenti, il garage in cui lavorava il 42enne e un lido balneare a Palese.

Presentato il progetto dei Ladisa per Taranto

Non solo calcio, anche inclusione, sostenibilità, rinascita Servizio di Alessandra Martellotti. Interviste a Vito Ladisa, presidente SS Taranto Calcio; Ciro Danucci, allenatore SS Taranto Calcio.

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