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Il Tribunale di Napoli dà il via libera ad Alfredo Guerri come nuovo proprietario della Juve Stabia. Per il Bari si chiude definitivamente ogni speranza di ritorno in Serie B. Il sogno è finito. Il Bari non tornerà in Serie B per riammissione: il Tribunale di Napoli ha ufficialmente salvato la Juve Stabia, aprendo la strada all’acquisizione da parte di Alfredo Guerri e della sua Domus Srl. Con il via libera dei giudici e il parere favorevole della Procura Antimafia, il club campano ha un nuovo proprietario e un posto garantito in cadetteria. Per settimane i tifosi biancorossi avevano tenuto gli occhi fissi su Castellammare di Stabia, aggrappati all’unica speranza rimasta: che la Juve Stabia non ce la facesse, che il vuoto lasciato dalla mancata ricapitalizzazione di Francesco Agnello diventasse il varco per rientrare tra i cadetti. Non è andata così. Adesso il Bari sa con certezza dove giocherà la prossima stagione: in Serie C. Una categoria che brucia, soprattutto per una piazza che si sente da sempre più grande di quella destinazione. E proprio qui sta il nodo vero. Perché il problema del Bari non è la Serie C in sé — è come ci è arrivato. Una società che ha navigato a vista per mesi, senza una guida chiara, senza un progetto credibile, senza dare risposte a una città che chiedeva solo di capire cosa stesse succedendo. I tifosi hanno assistito impotenti a una retrocessione annunciata, poi alla speranza del ripescaggio, poi all’ennesima delusione. Un copione logorante, che consuma fiducia e passione. Ora tocca ricominciare. Ma ricominciare davvero — con una proprietà che abbia il coraggio di dire ai tifosi cosa vuole fare, con un progetto sportivo serio e con il rispetto che una città come Bari merita. La Serie C può essere un punto di partenza. A patto che qualcuno abbia finalmente voglia di ripartire.

Confermati a Castellammare di Stabia i limiti in fase offensiva . Vivarini ha sfoggiato ottimismo in sala stampa, ma in fondo al tunnel la luce è sempre fioca. Indica la strada verso un’uscita lontanissima. Il Bari avanza con il passo di un bambino: incerto e traballante. Nel recupero di Castellammare di Stabia è condivisibile la conferma di dieci undicesimi della formazione di Empoli. Se il problema è anche di natura psicologica, allora bisogna insistere secondo il principio del “train ad error”: prova, sbaglia, impara. Tuttavia, è innegabile quanto la costruzione in fase di calciomercato sia stata totalmente errata. Il Bari vorrebbe sviluppare la manovra sulle fasce e proprio gli esterni si muovono in modalità “slow motion”. Sono lenti, si sovrappongono poco e creano scarsa superiorità numerica. Mentre gli attaccanti si ritrovano spesso in isolamento forzato, scollati dal resto della squadra. Il riflesso è nella miriade di dati che ogni gara presenta. Sono 13 le reti all’attivo e 24 quelle al passivo: un disastro. L’ennesima dimostrazione pubblica al teorema è andata in scena nelle ultime 24 ore: anche contro la Juve Stabia, il portiere avversario ha riposto i guanti intatti nella sacca. Unico sussulto del “Galletto” un contatto in area stabiese tra Dorval e Carissoni. Ma non è tutto negativo. Nel secondo tempo, il Bari ha combattuto per non perdere, piuttosto che disperdersi nell’aria. Oggi la classifica è leggermente migliore, seppur deficitaria: il quintultimo posto, in condominio con il Mantova, offre una prospettiva diversa. In un gruppo reattivo, potrebbe scatenare una straordinaria voglia di rivalsa. Ce lo dicono i corsi e ricorsi storici. Nel 2007, quando Antonio Conte arrivò al San Nicola, trovò una situazione pressoché identica: sconfitta interna contro il Lecce per 4 – 0, classifica indecorosa e pubblico in rivolta. Sappiamo com’è finita. Il paragone è sicuramente azzardato, perché Vivarini non è Conte, e in qualità di d.s operava Perinetti, che da solo vale il doppio, se non il triplo, di Magalini e Di Cesare assieme. Ma è un modo per pungolare nell’orgoglio questo team, invogliandolo a mettere in campo ogni riserva energetica. Il Bari non è la corazzata del torneo, ma non può nemmeno essere una banda di “fantozziana fattura” disposta a consegnarsi senza combattere: ci vogliono coraggio e rispetto per la maglia, in attesa che arrivi gennaio.

Alto il rischio per l’ordine e la sicurezza. Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto, per l’incontro di calcio “Juve Stabia – Bari”, in programma giovedì 4 dicembre 2025, il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Bari. Già in occasione dell’incontro del 29 ottobre 2025 tra le due squadre, poi rinviato dalla Lega Nazionale Professionisti Serie B al 4 dicembre, si era espresso evidenziando i profili di alto rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica che connotano l’evento, considerata la rivalità tra le opposte tifoserie, sfociata, anche recentemente, in episodi di violenza.

Per la sfida in terra campana Longo dovrà fare a meno di pedine importanti Servizio di Michele Salomone, montaggio di Pasquale D’Attoma

Scenderanno in campo gli stessi uomini, non ci sarà alcun turn over in previsione dei quattro impegni da sostenere in due settimane Servizio Michele Salomone

Il piatto forte dell’undicesimo turno di andata del girone meridionale sarà rappresentato dalla sfida dello Iacovone Servizio  Alfredo Ghionna

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