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Riserve idriche consolidate in Basilicata e Capitanata. Ma in Molise, alla diga del Liscione, l’acqua in eccesso viene ancora scaricata verso il mare. Dopo mesi di allarme siccità, oggi il quadro è ribaltato: gli invasi sono pieni. Le abbondanti piogge della scorsa settimana hanno consolidato riserve che, tra Basilicata e Capitanata, riportano il sistema idrico su livelli di sicurezza. In Basilicata il dato chiave è Monte Cotugno: dal bollettino di ieri (6 aprile) risulta che ha circa 275 milioni di metri cubi netti, contro i 145 milioni di un anno fa. È ormai vicino alla quota massima autorizzata. Molto alti anche gli altri invasi lucani: il Pertusillo passa da 74 a 110 milioni, Conza da 30 a 41, crescono anche Basentello, Acerenza e Genzano. Tradotto: anche senza altre piogge, per quest’anno non si intravedono problemi di disponibilità idrica. In Capitanata il recupero è altrettanto netto. Occhito passa da 75 a oltre 223 milioni di metri cubi. Marana Capacciotti sale a 34,6 milioni, Capaccio sfiora i 19, San Pietro arriva a quasi 14 milioni. Eppure, mentre qui si torna a parlare di acqua disponibile, in Molise, alla diga del Liscione, l’acqua in eccesso viene ancora scaricata verso il mare. Manca ancora l’infrastruttura per portarla dove serve, la condotta Liscione–Occhito, attesa da anni e considerata strategica per il futuro idrico della Capitanata. Qui la situazione degli invasi al 6 aprile 2026.

Il meteo manda segnali sul futuro climatico del Paese ma servono nuove infrastrutture e cultura della prevenzione civile. La forza distruttrice della tempesta Harry esalta esponenzialmente il paradosso dell’estremizzazione degli eventi atmosferici: in pochi giorni vaste zone del Sud sono passate da una condizione di siccità estrema all’emergenza idrogeologica, incrementata dall’aridità dei suoli e dalla loro impermeabilità, che accentuano il ruscellamento dell’acqua: a segnalarlo è il settimanale report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche. La Basilicata, ad esempio, continua la rincorsa all’agognata normalizzazione del bilancio idrico regionale, segnando un nuovo incremento settimanale di quasi 25 milioni di metri cubi invasati dalle dighe: a beneficiarne sono soprattutto i due invasi principali (Monte Cotugno e Pertusillo), che ora raccolgono complessivamente oltre 185 milioni di metri cubi d’acqua (47% dei volumi d’invaso autorizzati). A Gennaio sui Monti Dauni e sulla Capitanata sono caduti mediamente circa mm. 43 di pioggia: tale valore è decisamente inferiore a quanto registrato in altre zone della Puglia (ad esempio, la Penisola Salentina), dove gli accumuli sono stati anche superiori a mm. 100. Rispetto alla confinante Basilicata, la ripresa idrica continua ad essere più lenta e riguarda quasi esclusivamente gli invasi di Occhito e di Marana Capacciotti (quelli di Capaccio e di San Pietro sull’Osento trattengono complessivamente poco più d mln. mc. 4,5 mentre sarebbero autorizzati a trattenerne fino a 34 milioni circa). “A questo punto è lecito chiedersi: i 3 giorni del medicane Harry, in cui la crisi climatica ha mostrato il suo volto più feroce sul Mezzogiorno, potevano essere affrontati con maggiore sicurezza, limitando i danni? E’ possibile che, contestualmente alle azioni volte ad aumentare la resilienza agli eventi meteorologici estremi, si possa riuscire a trarre benefici da fenomeni di tale intensità?”: a domandarlo è Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI). “La risposta – chiosa Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – è nella necessità di nuove infrastrutture, di cui il Piano Invasi Multifunzionali è parte determinante: circa 400 progetti sono pronti ed in attesa di finanziamento. Poi c’è bisogno di far crescere una diffusa cultura della prevenzione civile.”

Calato in modo preoccupante il livello degli invasi Intervista: Emilio Di Pumpo, sindaco Torremaggiore Servizio Michela Magnifico

Oltre 30 milioni di metri cubi in meno rispetto al 2024, in sofferenza gli invasi di Monte Cotugno e Pertusillo. Cresce la preoccupazione tra gli agricoltori. Intervista: Francesco Malvasi, rappresentante Tavolo Verde Puglia e Basilicata

Nonostante le piogge dei giorni scorsi, le dighe lucane contengono 45 milioni di metri cubi in meno rispetto al 2024 servizio di Alessandro Boccia

Buono l’accumulo nell’invaso del Camastra, via libera ai lavori a Montecotugno

Pioggia e neve hanno aiutato, ma il problema resta e la prossima estate rischiamo una nuova emergenza. Serve trovare soluzioni immediate. Faremo il punto oggi in seconda serata su Telenorba Servizio di Antonio Procacci

Invasi sotto stress, -37mln di metri cubi di acqua La pioggia e la neve salvano la Puglia dalla siccità, dopo il caldo anomalo di inizio inverno chesta facendo emergere i primi sintomi di stress idrico con i quantitativi di acqua negli invasi che segnano -37milioni di metri cubi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, facendo scattare il campanello d’allarme nelle campagne. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti Puglia, sulla base dei dati Anbi; sugli effetti delle piogge e delle nevicate nel foggiano e sull’alta Murgia. Importante è però – sottolinea la Coldiretti regionale – che il cambiamento climatico sia progressivo senza ondate di freddoestremo e gelate improvvise ma anche manifestazioni violente che distruggono le coltivazioni e le infrastrutture. Le precipitazioni – precisa la Coldiretti – sono importanti per ripristinare le scorte di acqua negli invasi e nei terreni asciutti. La pioggia però deve cadere in modo costante e durare nel tempo, mentre i forti temporali, soprattutto se si manifestano con precipitazioni intense, rischiano di provocare danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsiper scorrimento provocando frane e smottamenti. L’arrivo della neve in questa stagione aiuta l’agricoltura, perché garantisce acqua alle campagne. Mentre il freddo è necessario per fermare le popolazioni di insetti, dannose per le colture, che potrebbero sopravvivere e svernare per attaccare i raccolti nella prossima primavera.

Invasi con più acqua rispetto a un anno fa Servizio di Alessandro Boccia

L’incremento maggiore si registra nella diga di Montecotugno ma Senise resta senz’acqua  Attualmente nell’invaso sono contenuti 304 milioni di metri cubi di risorsa idrica, 45 in più rispetto allo stesso periodo del 2022. Servizio di Alessandro Boccia

Si riempiono gli invasi lucani

L’incremento maggiore si registra nella diga di Montecotugno ma Senise resta senz’acqua  Attualmente nell’invaso sono contenuti 304 milioni di metri cubi di risorsa idrica, 45

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