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E’ accaduto ieri ad Altamura. Asl: “Per loro sostegno legale” Nuova aggressione ai danni del personale del 118 e personale sanitario è avvenuta ieri adAltamura, nel barese. Lo denuncia la Asl: il personale di un’ambulanza e di un’automedica è stato aggredito con minacce, spintoni e insulti sul luogo dell’intervento, anche da una persona estranea lì presente. Anche il paziente soccorso avrebbe aggredito fisicamente gli operatori all’esterno del Pronto soccorso dell’ospedale. In quattro (medico, infermiera e due soccorritori) hanno dovuto far ricorso alle cure mediche. “La Direzione generale della Asl Bari – si legge nella nota -condanna la vile aggressione ed esprime totale solidarietà e vicinanza agli equipaggi Asl e Sanitaservice rimasti coinvolti, ai quali garantirà tutti gli strumenti legali a loro tutela: il lavoro prezioso dei sanitari va difeso ad ogni livello da comportamenti che, oltre a rappresentare un pericolo per l’incolumità degli operatori, possono compromettere il regolare svolgimento del servizio pubblico”. Mercoledì sera un’altra aggressione si era verificata a Corato, nel nord Barese, ai danni di un’infermiera e di una soccorritrice del 118.

La donna è stata picchiata da un paziente e dalla sorella in Pronto soccorso E’ di Castellaneta, la giovane infermiera aggredita nella notte tra il 3 e il 4 settembre, nell’ospedale Sant’Anna di Cona, a Ferrara. Secondo la ricostruzione dei fatti un ragazzo di 16 anni è arrivato al pronto soccorso in stato di alterazione per aver bevuto troppo; durante la misurazione dei parametri ha aggredito l’infermiera, sputandole contro, inveendo anche nei confronti del medico di turno. La lavoratrice è stata aggredita pure dalla sorella del minorenne, 18enne, che ha colpito l’operatrice sanitaria con un calcio. Intervenuti i carabinieri, i due dovranno rispondere di lesioni personali e oltraggio a pubblico ufficiale.

Il presidente dell’ordine degli infermieri di Bari ha detto che la donna sarà ascoltata dalla commissione e rischia di essere sospesa Ha chiesto scusa, dopo aver rimosso il post incriminato, l’infermiera che ha pubblicato sui social la foto di un neonato non riconosciuto dalla madre e lasciato in ospedale. Lo ha comunicato il presidente dell’ordine degli infermieri che ha ribadito l’esistenza di un procedimento disciplinare nei confronti della donna. L’infermiera aveva definito la partoriente “un’ingrata”, nonostante in Italia sia consentito partorire in sicurezza e non riconoscere il bambino per il quale, dopo qualche mese, si avvia la procedura di adozione. L’infermiera sarà ascoltata dalla commissione disciplinare. Le sanzioni previste in casi come questi, vanno dal richiamo alla sospensione dall’ordine, passando per la censura.

Ha violato il diritto alla riservatezza della paziente. La donna, con l’assistenza del sindacato, ha presentato una memoria difensiva Servizio Linda Cappello

L’episodio di violenza è avvenuto la notte tra martedì e mercoledì all’ospedale Santa Maria degli Angeli Ennesima aggressione in corsia: un’infermiera in servizio al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria degli Angeli di Putignano è stata picchiata da un paziente. L’episodio è accaduto la notte tra martedì e mercoledì scorsi. A causa delle percosse subite le è stata diagnosticata una prognosi di 15 giorni. Ferma la condanna dell’azienda sanitaria che ascolterà il personale coinvolto direttamente o indirettamente nell’aggressione e si costituirà parte civile per ottenere un risarcimento dei danni contro il responsabile della violenza.

L’episodio si è verificato all’intero del Centro di salute mentale di Gioia del Colle Ancora un episodio di violenza ai danni del personale sanitario. Un’infermiera in servizio nel Centro di salute mentale di Gioia del Colle, è stata aggredita dalla mamma di un paziente in cura nella struttura. A darne notizia è l’Ordine delle professioni infermieristiche, che spiega in una nota che l’infermiera è stata presa a calci, strattonata e gettata per terra, e che per questo è stata costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso: “Siamo costretti ancora una volta ad alzare la voce per chiedere attenzione dalle istituzioni che hanno la responsabilità di tutelare gli operatori sanitari nell’esercizio delle loro attività professionali, chiediamo nuovamente che vengano rafforzate le misure di sicurezza nei presidi ospedalieri e sanitari, è ora di dire basta a questa escalation di violenza”. 

La Gup Antonella Cafagna ha escluso l’aggravante della minorata difesa della vittima, riconoscendo invece l’attenuante del fatto di minore gravità Provò a violentare un’infermiera del carcere di Bari, nel quale era detenuto, strattonandola e spingendola nel ripostiglio della medicheria. Francesco Vessio, 47 anni, è stato condannato, con rito abbreviato, per tentata violenza sessuale a 18 mesi di reclusione. La Gup Antonella Cafagna ha escluso l’aggravante della minorata difesa della vittima, riconoscendo invece l’attenuante del fatto di minore gravità. I fatti risalgono al 17 dicembre 2022, quando il detenuto si è recato nell’infermeria dell’istituto senza preavviso e senza essere accompagnato da un operatore della struttura. Approfittando anche dell’assenza di telecamere di sicurezza, provò a violentare l’operatrice sanitaria, allontanandosi solo dopo le ripetute resistenze della vittima

È accaduto nel penitenziario di Foggia. La donna – hanno fatto sapere dall’Asl – sarà licenziata Ha tentato di introdurre, nel carcere di Foggia, otto cellulari e quasi 200 grammi di hashish.  Ma l’infermiera della Asl del capoluogo dauno è stata smascherata dagli agenti della polizia penitenziaria ed è stata così arrestata. E’ accaduto ieri, nel giorno di pasquetta. A denunciare l’episodio è stato il Sappe, segnalando allo stesso tempo ancora una volta la cronica carenza di organico di agenti nei penitenziari.“Abbiamo chiesto più volte ai responsabili delle carceri italiane – si legge in un comunicato del sindacato – di intervenire per contrastare questi atti criminali mettendo a disposizione dei poliziotti le apparecchiature elettroniche (Jammer) capaci di bloccare l’uso dei cellulari, ma a tutt’oggi nulla è cambiato”.  Sembrerebbe che i 200 grammi di hashish e i cellulari fossero destinati ad un detenuto di San Severo “presumibilmente appartenente a fazioni criminali” locali. A rivelarlo il segretario generale dell’Osapp, Pasquale Montesano.  Intanto il direttore generale della Asl di Foggia, Antonio Nigri, ha dato “immediate indicazioni” di “sospendere dal servizio e di avviare l’iter per il licenziamento” dell’infermiera.

In pronto soccorso a Bari. Il ministro Piantedosi: “Più vicinanza Polizia” Presa a calci da una paziente che, al pronto soccorso, pretendeva di essere visitata immediatamentenonostante avesse una lieve ferita a un dito e un codice verde. Vittima dell’aggressione una giovane infermiera in servizio nell’ospedale Di Venere di Bari: l’operatrice sanitaria ha riportato ferite guaribili in sette giorni e adesso, in un post su Facebook poi rimosso, si chiede “se conviene davvero” dedicarsi con dedizione a un lavoro faticoso. “Vi prego rispettateci, rispettate l’impegno che ci mettiamo”, scrive amareggiata mostrando in foto la gamba bendata. Sulla questione sicurezza negli ospedali è intervenuto anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, spiegando che “cercheremo di intensificare la vicinanza delle forze di Polizia nei pronto soccorso e nei presidi ospedalieri interessati da fenomeni di questo tipo: è un ragionamento che si sta facendo già a livello territoriale”, ha assicurato. La giovane infermiera, in servizio da due anni al Di Venere, è stata presa a calci, inseguita e minacciata solo per aver tentato di spiegare ad un’altra donna in attesa”, ricostruisce l’Asl, “che i codici rossi più gravi avevano la precedenza. La donna, che ha inseguito l’infermiera costringendola a trovare riparo in uno spogliatoio, ha approfittato della assenza della guardia giurata impegnata in quel momento in un altro reparto. Poi è stata portata di forza fuori dal triage del pronto soccorso dove ha continuato a minacciare l’infermiera e gli altri operatori sanitari, creando panico e caos in tutto il reparto. “E’ inaccettabile come sempre più spesso si verifichino atti di violenza ai danni degli operatori sanitari in prima linea”, commenta il direttore generale della Asl di Bari, Antonio Sanguedolce, che questa mattina ha contattato la professionista per esprimerle “massima solidarietà”. E in effetti non e’ il primo episodio che si registra nell’ultimo periodo: qualche settimana fa, un medico di famiglia di Bitonto è stato aggredito nel suo studio da un paziente che, insofferente per l’attesa e malgrado il medico lo avesse rassicurato che sarebbe stato presto visitato, gli ha sferrato un calcio fratturandogli una mano. Due mesi fa, invece, a Bari una dottoressa di guardia medica si è vista scaraventare addosso una sedia da un paziente in attesa. A Udine l’accompagnatore di una paziente ha cercato di strozzare una specializzanda di 28 anni. Il fenomeno preoccupa il presidente della Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli, che nei giorni scorsi aveva proposto la presenza dell’esercito e delle forze dell’ordine negli ospedali più a rischio e di evitare i turni di notte nelle guardie mediche se si lavora da soli.

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