cm-rooms-and-apartments-sogg-colonna-suites-giugno
banca-popolare-di-puglia-e-basilicata-giugno

Tgnorba

Telenorba

bassi-home

imprenditore

“Dammi i soldi o ti ammazzo di botte” sono le parole che, il 35enne, con diversi precedenti e senza fissa dimora, era solito rivolgere all’imprenditore Un uomo di 35 anni, Christian Distaso, è stato arrestato dai finanzieri del comando provinciale di Barletta per estorsione aggravata, tentata estorsione e rapina impropria ai danni di un imprenditore della città. Le indagini, coordinate dalla Procura di Trani, sono durate quasi un anno e sono iniziate dopo la denuncia della vittima stanca delle continue richieste di denaro da parte dell’indagato. “Dammi i soldi o ti ammazzo di botte”, le parole che il 35enne, che ha diversi precedenti ed è senza fissa dimora, era solito rivolgere all’imprenditore che nel giro di otto mesi, secondo quanto accertato, avrebbe consegnato diverse migliaia di euro. La consegna dei soldi è stata immortalata dalle telecamere sistemate nella ditta dell’imprenditore dai finanzieri in cui si vede l’indagatore seguire e prendere i contanti con modi aggressivi. L’uomo è in carcere.

L’uomo è stato già condannato in via definitiva per associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale e al trasferimento fraudolento di valori Sequestrati beni per 18 milioni di euro a un noto imprenditore di Bitonto, Francesco Giordano. Ha dato esecuzione al provvedimento la Direzione Investigativa Antimafia. L’uomo è stato già condannato in via definitiva per associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale e al trasferimento fraudolento di valori ed è considerato “soggetto connotato da pericolosità sociale” perché sarebbe responsabile anche di reati di corruzione e traffico di sostanze stupefacenti. Le indagini della Dia, sotto la direzione della Procura della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e condivise dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale, dimostrerebbero che i numerosi investimenti effettuati dall’imprenditore nel corso degli anni sono provento di attività illecita.

E’ conosciuto come sofisticatore di olio La Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione ad una misura patrimoniale nei confronti diun imprenditore di Cerignola (FG) con interessi nel comparto immobiliare, agricolo e del commercio dell’olio di oliva. Il sequestro, per un valore complessivo stimato di circa 10.000.000 di euro, ha riguardato 3 aziende agricole, 1 società del settore dell’imbottigliamento di olii e 2 imprese immobiliari nonchéautoveicoli, macchine operatrici speciali, 26 terreni, 28 fabbricati, altri diritti reali di godimento e numerosi rapporti finanziari. L’imprenditore è risultato direttamente coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari a partire dagli anni ’80 che lo annoverano tra i principali sofisticatori di olio di oliva a livello nazionale, con solide proiezioni anche sul mercato alimentare internazionale. L’esecuzione della misura patrimoniale è stata disposta dal Tribunale di Bari.

Un procedimento per fallimento ancora aperto, nonostante vi siano da tempo le condizioni di liquidità necessarie per  pagare i creditori e concluderlo Servizio di Alessandro Boccia

Sulla vicenda indagano gli uomini della Squadra Mobile di Brindisi, i quali stanno cercando di risalire all’arma utilizzata Un uomo di 43 anni, di Fasano, si è presentato questa mattina al pronto soccorso dell’ospedale Perrino di Brindisi con una ferita da arma da fuoco. Fortunatamente, le sue condizioni non destano preoccupazione. La dinamica dell’agguato è ancora poco chiara, ma sembra che sia avvenuto all’interno di un autosalone di proprietà della vittima, situato tra Latiano e Oria. Secondo una prima ricostruzione, almeno due uomini si sarebbero presentati nell’autosalone, dichiarandosi carabinieri. Avrebbero chiesto al 43enne se fosse proprio lui M.C. – queste le sue iniziali – e, a risposta positiva, hanno aperto il fuoco. Sulla vicenda indagano gli uomini della Squadra Mobile di Brindisi, i quali stanno cercando di risalire all’arma utilizzata. Al momento, sembra che sia stato esploso un solo colpo.

Piernicola De Castris é l’erede di una vera e propria dinastia di imprenditori del Salento che opera da più di tre secoli nel settore vitivinicolo C’è anche l’imprenditore vitivinicolo pugliese Piernicola De Castris tra i 25 cavalieri del lavoro nominati dal presidente della repubblica Mattarella su proposta del Ministro delle Imprese Adolfo Urso. E’ l’unico pugliese nell’elenco. Ieri c’è stata la firma del decreto. L’onorificenza premia ogni anno gli imprenditori che si sono distinti nella loro attività, per la condotta civile e sociale. Piernicola De Castris é l’erede di una vera e propria dinastia di imprenditori del Salento che opera da più di tre secoli nel settore vitivinicolo.

Il commento dell’imprenditore su uno dei temi affrontati durante l’approfondimento alla Lum Intervista a: Simone Cavaliere, imprenditore

Nel 2019 aveva subito un altro sequestro preventivo da 5 milioni di euro Il Tribunale antimafia di Lecce ha sequestrato beni mobili e immobili per 2 milioni di euro a un imprenditore tarantino di 53 anni, attivo nel commercio all’ingrosso di mitili. L’uomo è indagato per associazione mafiosa, estorsione e violazioni in materia di armi e munizioni. Il provvedimento fa riferimento a due società operanti in Grecia e Buglaria, riconducibli al 53enne che, già tre anni fa, aveva subito un ulteriore sequestro preventivo della Dia per un valore di 5 milioni di euro.

L’uomo e’ stato medicato dal personale del 118. Al vaglio della Polizia le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza Brutta avventura per un imprenditore di 47 anni di Foggia. Ieri sera l’uomo e’ stato aggredito, picchiato e derubato da tre giovani nel centro storico. Mentre uno faceva da palo altri due a bordo di uno scooterhanno minacciato l’imprenditore, colpendolo con calci e pugni e derubandolo dell’orologio. Poi sono fuggiti con lo zaino contenente portafogli con denaro, computer e altri effetti personali. L’uomo e’ statomedicato dal personale del 118. Al vaglio della polizia le immagini delle telecamere della zona.

I danni sono ingenti, ciò che rimane dello stabile è inagibile Un incendio ha distrutto la scorsa notte, a San Donato di Lecce, l’abitazione di un imprenditore, titolare di un bar. I vigili del fuoco hanno lavorato per oltre cinque ore per avere ragione delle fiamme, che hanno avvolto la casa di campagna di un 66enne, sulla via per San Cesario. L’abitazione è andata completamente distrutta, i danni sono ingenti, ciò che rimane dello stabile è inagibile. Le indagini sull’accaduto sono affidate ai carabinieri.

L’ipotesi piu’ accreditata sembrerebbe quella del suicidio ma i carabinieri non escludono alcuna pista Il cadavere carbonizzato di un uomo e’ stato ritrovato, nel primo pomeriggio, in localita’ Lama di Pozzo, a Ginosa Marina. Si tratta di un agricoltore del posto di 58 anni. L’uomo era nella sua auto. Sul posto i carabinieri che hanno avviato le indagini. L’ipotesi piu’ accreditata sembrerebbe quella del suicidio, ma i militari non escludono alcuna pista. L’ imprenditore era conosciuto in paese. Secondo le prime indiscrezioni era un uomo tranquillo e un grande lavoratore.

La banda avrebbe realizzato almeno altri due sequestri Avevano progettato di rapire un imprenditore del settore tessile barlettano, di andare a casa sua per bloccare anche moglie e figlia, e di chiedere una somma di denaro in cambio della liberazione. Mettendo a segno un sequestro lampo, fenomeno particolarmente diffuso – secondo gli inquirenti – nella provincia di Barletta-Andria-Trani. Le sette persone arrestate stamani dalle squadre mobili della Questura diBari e Bat, su disposizione della Direzione distrettuale antimafia di Bari, avevano cercato di mettere a segno il colpo la prima volta lo scorso 22 febbraio. “In quel momento non avevamo ancora indizi chiari per arrestarli”, ha spiegato il procuratore aggiunto di Bari, Francesco Giannella, nel corso della conferenza stampa tenuta con il procuratore, Roberto Rossi. “Siamo pero’ riusciti a effettuare alcune perquisizioni che hanno bloccato l’operazione”. Il secondo tentativo, questa svolta sventato dalle forze dell’ordine, risale invece al 22 aprile 2022. Le indagini sono partite da altri due sequestri lampo precedenti. Uno, portato a termine a ottobre 2021, ai danni del figlio di un imprenditore andriese del settore tessile. Un altro, fallitograzie alla fuga della vittima, ai danni di un altro facoltoso imprenditore andriese.

Ginosa Marina: cadavere carbonizzato in auto

L’ipotesi piu’ accreditata sembrerebbe quella del suicidio ma i carabinieri non escludono alcuna pista Il cadavere carbonizzato di un uomo e’ stato ritrovato, nel primo

gilca-srl-giugno
gilca-srl-giugno